Cremona - E’ sempre più difficile garantire la sicurezza

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La mancanza di risorse sta riducendo l’efficienza delle forze dell’ordine. Epicoco (Sap): «Abbiamo solo sei auto di cui tre sono rotte»
Come è possibile garantire la sicurezza dei cittadini, quando dallo Stato non vengono forniti i mezzi necessari per lavorare? Se lo chiedono i sindacati di polizia, che da settimane stanno protestando per una situazione sempre più pesante. «Abbiamo almeno 15 agenti in meno dell'organico previsto», dichiara Gianluca Epicoco, segretario provinciale del Sap di Cremona. La questura cittadina conta 150 agenti, e altri 40 sono presenti nel commissariato di Crema. Un problema notevole è anche quello degli automezzi: la squadra volante, che è quella che garantisce la sicurezza in città, ha in dotazione "sei auto, che già non sono molte. Di queste però ne funzionano solo tre, perché le altre sono guaste e non ci sono i soldi per ripararle» spiega ancora Epicoco. «Inoltre una di queste viene spesso utilizzata per il servizio di accompagnamento alla frontiera degli immigrati. Dunque a pattugliare il territorio ne restano soltanto due. E si tratta di auto che hanno almeno 150mila chilometri e che devono girare per 24 ore, per poter coprire tutti i quattro comparti cittadini. C'è sempre il rischio che anche queste restino in panne, prima o poi. Senza contare che con così poche pattuglie a disposizione c'è il rischio di non averne una disponibile nel momento in cui il cittadino chiama il 113 per chiedere aiuto. E' una situazione davvero critica». Anche la Polizia stradale è in difficoltà'.

La sezione di Cremona dispone di quattro autovetture con colori d’istituto di proprietà delle autostrade “Centro Padane”,utilizzabili esclusivamente per servizi in ambito autostradale, nonché di due autovetture con colori di serie per servizi di polizia giudiziaria e burocratici, peraltro anche questi di proprietà della concessionaria autostradale. Dunque «la sezione di Cremona,attualmente, non dispone di alcuna autovettura né motoveicolo per servizi in ambito di viabilità ordinaria,fatta eccezione per una sola autovettura Alfa 159 assegnata al dirigente della Sezione, fino a pochi giorni fa in servizio a Milano - spiega ancora Epicoco. Non è tutto. «Il distaccamento di Pizzighettone ha “prestato” l’unica autovettura con colori d’istituto di cui dispone, un’Alfa 159 (230.000 Km circa all’attivo) al distaccamento di Crema, a sua volta rimasto senza auto per le note problematiche di guasti e mancate riparazioni dovute alle carenze di fondi. A sua volta il distaccamento di Pizzighettone, nel frattempo rimasto senza autovetture, ha per un periodo utilizzato l’autovettura Alfa 159 in dotazione al dirigente della sezione, poi inviata a Milano e ora girata al distaccamento di Crema, e sta ora utilizzando un’unica autovettura Alfa 159 (con oltre 170.000 Km) ricevuta in prestito dalla sezione di Polizia Stradale di Lodi. Il distaccamento di Pizzighettone dispone poi di un’altra autovettura Fiat Punto con colori di serie per servizi burocratici». Il distaccamento di Crema, quindi, «è attualmente dotato di solo un’autovettura assegnata al dirigente della sezione e ricevuta in prestito (quella appartenente a Pizzighettone e utilizzata da Crema nel frattempo è andata in avaria), due moto BMW e un’autovettura Ford Fiesta con colori di serie per servizi burocratici». Il distaccamento di Casalmaggiore dispone di un'unica autovettura con colori d’istituto Alfa Romeo 159, un’autovettura Fiat Punto con colori di serie per servizi burocratici e non dispone di motoveicoli. Cremona intanto è rimasta senza motociclette, in quanto le tre in dotazione sono attualmente in servizio a Milano per servizi istituzionali. Per la polizia stradale, quindi, risultano inutilizzabili una moto della sezione di Cremona, due autovetture del distaccamento di Crema, un’autovettura del distaccamento di Casalmaggiore e tre autovetture del distaccamento di Pizzighettone. «Un totale quindi di sette mezzi in avaria, fermi in attesa di riparazioni, anche se è impossibile tracciare un quadro preciso per l’evoluzione continua (in negativo) della situazione» evidenzia ancora il segretario Sap.

Un quadro desolante, secondo i sindacati di polizia, e in continuo peggioramento, quello in cui devono lavorare i poliziotti, che percepiscono stipendi da 1.300 euro al mese, più altri sei euro per ogni ora di straordinario. «I tagli lineari disposti dal Governo hanno colpito tutti, indistintamente - dice Epicoco -. I cittadini devono capire che non investire sulla sicurezza va a discapito di tutti. Non abbiamo delle grandi pretese, ne' chiediamo il rinnovo del contratto nazionale, peraltro bloccato dal 2010. Chiediamo soltanto di permettere al personale di poter lavorare in condizioni di sicurezza adeguate e con mezzi funzionanti. E che vengano sbloccati i tetti salariali: oggi chi viene promosso ad una carica superiore, percepisce ancora lo stipendio della carica precedente, a causa di ciò. Anche il nostro questore non percepisce lo stipendio previsto dalla sua carica, per tale motivo». Una situazione che sta creando disagio e malcontento. «I politici non si rendono conto che tutto questo demotivagli esponenti delle forze dell'ordine, e questo rappresenta un rischio per la democrazia. Avere degli agenti esasperati non è positivo e può essere addirittura un pericolo ». Peraltro, la carenza di mezzi e di agenti non è l'unico problema: i tagli hanno portato infatti a una situazione difficile anche nella gestione stessa degli uffici. «Tanto per fare un esempio, le donne delle pulizie hanno solo due ore per pulire tutta la questura. Il risultato è che spesso dobbiamo pulirci da soli le scrivanie. Un'altra assurdità è che per le piccole riparazioni delle nostre auto in garanzia dobbiamo rivolgerci ad un'autofficina di Manerbio, perché quella che avevamo prima a Cremona non viene pagata da due anni e non ci ripara più nulla». Non è solo la polizia ad avere problemi: i Vigili del fuoco non si trovano in una situazione molto migliore.

«I fondi a disposizione in questi anni sono diminuiti drasticamente - evidenzia Roberto Toldo, comandante del comparto di Cremona -. Abbiamo dovuto contenere alcune attività, come la manutenzione delle caserme. Cerchiamo di gestire al meglio le cose con le poche risorse disponibili, ma vi sono situazioni logistiche drammatiche: ad esempio a Crema c'è una sede inadeguata e non ci sono fondi per farne una nuova. Anche i mezzi non sono in condizioni ottimali, pur se li gestiamo al meglio. Alcuni fondi in più però ci consentirebbero di fare quella manutenzione che ora non ci possiamo permettere di fare». Anche l'organico del corpo è notevolmente ridotto, specialmente se confrontato con quello degli altri Paesi europei. «A Cremona e provincia i Vigili del fuoco sono 120, ma siamo sotto organico» conclude Toldo. Il problema delle sedi, peraltro, è decisamente più ampio: ogni corpo delle forze dell'ordine ha una propria sede e spende molto per l'affitto annuale. «Solo la questura di Cremona costa 600mila euro all'anno - spiega ancora Epicoco -. Anche i carabinieri sono in affitto, e così altri corpi. Quando abbiamo una struttura, come la ex caserma Manfredini, che non costerebbe nulla di affitto e che per le sue dimensioni potrebbe contenere tutti: Questura, Stradale, Carabinieri, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, ecc. Da tempo porto avanti l'idea di realizzare lì la cittadella della sicurezza, dove tutte le forze dell'ordine potrebbero lavorare insieme, organizzandosi con un'unica centrale operativa, un unico centralino, un unico servizio mensa, ecc. Questo comporterebbe risparmi per centinaia di migliaia di euro. Parlano tanto di spending review, eppure continuano a pagare affitti carissimi ». Il Sap a questo proposito sostiene anche la proposta di unificazione delle forze dell'ordine. A ottobre passerà anche da Cremona il camper che sta girando l'Italia per far firmare una petizione che chiede al Governo di unificare le forze di polizia.

dalla redazione de Il Piccolo

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