Crema - La moschea sul terreno comunale

+ 49
+ 50


In via Milano. Lo rivela Beretta: «L’amministrazione starebbe per alienare 3.000 metri quadri da concedere ai musulmani»
La moschea verrebbe costruita su un terreno di proprietà comunale. E precisamente in via Milano là dove oggi c’è la pista di motocross, a pochi passi dall’impianto del golf: 3mila metri quadri che il Comune starebbe per alienare (trasformandoli, quindi, dal punto di vista urbanistico con una modifica al Pgt) favorendo così l’insediamento della moschea. Lo ha svelato Simone Beretta, capogruppo di Forza Italia. Sostenendo che l’informazione gli è arrivata da consiglieri di maggioranza e dipendenti comunali. «Circola, infatti, in modo insistente la voce che la Bonaldi e la sua maggioranza» ha sottolineato Beretta, «stiano pensando di alienare una porzione dell’area di proprietà comunale di via Milano. Se fosse vero sarebbe da pazzi ma credo, almeno lo spero, che alla fine a prevalere sia il buon senso a difesa degli interessi che appartengono ai sacrifici di tutti i cremaschi e che la sinistra non può immaginare di disporne a suo piacimento per pagare qualche promessa elettorale presa sottobanco. Le elezioni si vincono e si perdono, ma ciò che appartiene alla comunità intera non può essere sperperato senza il necessario e misurato consenso». Il leader di Forza Italia ancora non crede alla notizia che da più fonti gli è stata rivelata. E, infatti, spera che «tale voce sia immediatamente smentita. La “nostra” area non varrebbe più nulla se venisse urbanisticamente trasformata per favorire l’insediamento di una moschea - o musalla che sia - da 3.000 metri quadri. In quel caso acquisterebbe valore solo per gli islamici e difficilmente qualcun altro investirebbe acquisendo la parte di area che rimarrebbe libera. I restanti 21.000 metri quadri dal giorno dopo varrebbero un soldo bucato. Depaupererebbero un patrimonio che merita ben altre destinazioni ». Beretta ha pure svelato che più volte, «insieme a Forza Italia, ho invitato il sindaco e la giunta a non essere imprudenti e ad abbandonare posizioni aprioristiche perché la città non apprezzerebbe inutili fughe in avanti». Questo consiglio, però, è stato snobbato dal centrosinistra. Tanto è vero Forza Italia, con altre forze del centrodestra, si è detta assolutamente favorevole a un consiglio comunale aperto (servono le firme di otto consiglieri comunali per indirlo). E a metà ottobre, questo partito inizierà a raccogliere le firme di chi è contrario alla costruzione della moschea. Non solo: «Sono pure favorevole, stante l’impossibilità giuridica di un referendum, ad una consultazione popolare consultiva così d’avere chiaro da parte di tutti qual è il sentire comune della nostra gente su questo tema». Se i musulmani vogliono un loro luogo di culto, ha sempre sostenuto tra l’altro Forza Italia, lo devono fare in strutture non di proprietà. «Purtroppo comincio a ritenere che la Bonaldi e la sinistra siano ora in estrema difficoltà a fare marcia indietro. Per questo ci penserà la città a convincerli ».

dalla redazione de Il Piccolo

Segnala questo articolo su