Stangata d’autunno: gli 80 euro non bastano

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Secondo le stime dell’Osservatorio della Federconsumatori, ogni famiglia spenderà mediamente quasi 2mila euro tra settembre e dicembre.
Anche quest'anno per le famiglie italiane i mesi tra settembre e dicembre si preannunciano drammatici, dal punto di vista delle risorse a disposizione e delle spese da sostenere. Non solo, in molti casi, si è dovuto rinunciare alle vacanze estive: è in arrivo l'ormai immancabile “stangata d'autunno”, che quest'anno si preannuncia particolarmente pesante, secondo le stime di Federconsumatori: tariffe e costi da sostenere metteranno in difficoltà non poche famiglie. L'O.N.F. (Osservatorio nazionale Federconsumatori) ha calcolato l'importo di tale costo, senza considerare gli aumenti delle singole voci relative a prezzi e tariffe, ma solo l'impatto complessivo della spesa "autunnale", non comprensiva, ovviamente, delle spese correnti per alimentazione, abbigliamento. Si parla, tra scuola, Tasi, Tari e bollette varie, di quasi 2mila euro. E, laddove le famiglie avessero figli che frequentano il tempo pieno, a tali voci si aggiunge anche la mensa scolastica, per un totale di circa 205,50 euro per tale periodo. Per non parlare, inoltre, di chi ha un figlio che frequenta l'università, che dovrà sostenere anche la prima rata delle tasse, per un importo medio di 326 euro. Un carico insostenibile per un potere di acquisto che è ai minimi storici, diminuito di oltre il -13,4% dal 2008 ad oggi, nonostante gli 80 euro in più in busta paga (e non per tutti). Infatti, come sottolineano diversi cittadini da noi intervistati, a conti fatti non sono molti coloro che possono beneficiare degli 80 euro.

«Siamo entrambi lavoratori precari e quindi nessuno dei due percepisce questi fantomatici 80 euro» raccontano Emma e Andrea, entrambi laureati, entrambi giovani ed entrambi perennemente in bolletta. «Conviviamo da alcuni anni, abbiamo un figlio e sappiamo bene quanto sia difficile far quadrare i conti. Soprattutto in questo periodo dell'anno, quando le spese si accumulano: la Tari, le bollette... E meno male che non abbiamo una casa nostra, in quanto comunque nessuna banca ci fa il mutuo». Sono soprattutto i giovani a non goderedi questo "benefit" introdotto da Renzi, che riguarda solo chi ha un lavoro fisso. Così Federica e Riccardo, entrambi 35enni, lui lavoratore in proprio, lei precaria, un figlio e un mutuo da pagare: «La stangata d'autunno è un incubo che torna ogni anno. E che costa sempre di più. Ma nessuno di noi due percepisce gli 80 euro di Renzi. Per noi sono sempre e solo spese che aumentano». Che senso ha poi, si chiede Pietro, lavoratore dipendente a tempo indeterminato che percepisce 1.100 euro al mese "darci 80 euro da una parte e toglierne 200 in più in tasse dall'altra? Che poi in famiglia li prendo solo io, mentre mia moglie si arrangia con qualche lavoretto qua e là perché a 45 anni ormai non ci sono prospettive. E l'università dei miei figli chi la paga?». E' peraltro convinzione comune che non serva «regalare 80 euro a qualcuno senza valutare chi davvero potrebbe averne bisogno, in una operazione che, come hanno detto recentemente alcuni economisti, pare non abbia neppure la necessaria copertura finanziaria per essere portata avanti - sostiene Enrica, commercialista -. In tutto questo, i consumi sono calati ancora. La gente preferirebbe pagare meno in tasse, o non stare mesi in cassa integrazione. Far ripartire il Paese non passa certo dagli 80 euro». C’è chi si ritrova con spese che non erano previste.

«Con la nuova Tari, chi ha una famiglia numerosa finisce con l'essere penalizzato - dice Claudio, che ha tre figli a carico -. Mi sembra assurdo, soprattutto se consideriamo che chi ha tanti figli avrà anche parecchie spese in più. Mi ritrovo in questi mesi a dover pagare Tari, mutuo, tasse scolastiche, libri, Tasi... Come se non bastasse, io sono in cassa integrazione, in questi mesi, e viviamo nella continua ansia di non sapere che ne sarà di noi. Oggi i margini di manovra di una famiglia sono davvero irrisori». E la situazione non può che peggiorare, viste le premesse. «Ho dovuto chiedere la rateizzazione dei libri di scuola, della Tari, delle tasse scolastiche... - evidenzia Stefano, 48 anni -. Si naviga a vista e non sono gli 80 euro al mese di Renzi, che comunque io non percepisco, a cambiare le cose. Se non si mette in atto una seria politica economica le cose non cambieranno mai. Se non in peggio». «Per me non cambia nulla, anche se gli 80 euro in busta mi arrivano - aggiunge Carla, lavoratrice dipendente -. Se continuano ad aumentarmi i costi di tutto, in un mese quegli 80 euro se ne sono andati ancora prima di entrarmi nel portafogli». «Chi sta al governo dovrebbe mettersi nei nostri panni - affermano Letizia e Mario -. Provare a vedere cosa significa mantenere una famiglia in cui uno solo lavora mentre l'altro è disoccupato e ci sono dei figli... vorrei che capissero quanto sono inutili i loro 80 euro. Molto meglio sarebbe se creassero dei posti di lavoro per chi è disoccupato».



dalla redazione de Il Piccolo

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