Tari, tutto da rifare per un errore di calcolo

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«Abbiamo già attivato un procedimento interno per verificare le responsabilità, al termine del quale la Giunta deciderà gli opportuni provvedimenti del caso».
Tari, tutto da rifare a causa di un errore di calcolo: questa la verità sconcertante che è emersa dal momento in cui il Comune ha cercato di capire per quale motivo certe categorie commerciali si trovavano a dover pagare importi decisamente spropositati. Ovvio che il Comune stia cercando di verificare quali siano state le responsabilità, politiche e amministrative. In sostanza, sembra che gli uffici, nel calcolo delle tariffe per le utenze domestiche e non domestiche, abbiano invertito le percentuali di copertura del costo del servizio, attribuendo il 57% alle utenze domestiche e il 43% alle non domestiche. Per correre ai ripari, il sindaco Gianluca Galimberti ha disposto la sospensione della terza rata dell'imposta, che dovrà essere completamente ricalcolata. A rendersi conto che qualcosa non andava è stato l'assessore Maurizio Manzi, nell'analizzare i flussi delle entrate relative alla Tari e verificando i coefficienti di pagamento. Manzi si è affiancato ai tecnici, disegnando un sistema di monitoraggio, controllo e reporting dell'emesso e dell'incassato relativo alla Tari 2014. Con il sistema disegnato dall'assessore sono stati correlati i dati disponibili: è l'analisi di tali dati che ha consentito di scoprire l'esistenza del grave errore di impostazione delle tariffe. «In sostanza è accaduto questo - fa sapere l'amministrazione-: in mancanza di dati relativi alla produzione di rifiuti derivanti da rilevazioni puntuali, l'amministrazione precedente ha deciso di utilizzare il coefficiente di produzione medio per la determinazione delle tariffe Tari relative alle utenze non domestiche (attività economiche) ottenendo, per differenza, il dato relativo alle utenze domestiche (abitazioni). Nella formulazione dei calcoli, avvenuti nel mese di marzo 2014, a causa di un errore materiale di natura umana, gli uffici comunali hanno invertito la percentuale di copertura dei costi del servizio tra domestici e non domestici e ciò ha determinato una formulazione errata delle tariffe». «Ad essere sconcertante non è solo l’errore in sé, ma anche il fatto che non fosse disponibile un sistema efficace di verifica dell’emesso e dell’incassato – ha detto il sindaco –.

Questa è una responsabilità anche politica della Giunta precedente, a cui questa amministrazione sta ponendo rimedio». La proposta delle tariffe contenente l'errore ha infatti avuto il benestare della Giunta Perri il 24 marzo 2014, è stato trattato in commissione consiliare Bilancio il 3 aprile 2014 e approvata successivamente il 9 aprile 2014, per essere poi deliberata dal Consiglio comunale del 16 aprile 2014, con il voto contrario dell'opposizione. Le tariffe Tari 2014 errate sono state riportate anche nel documento informativo distribuito alla cittadinanza, unitamente al prospetto di calcolo delle tariffe. Insomma, il Comune ora sta verificando le responsabilità tecniche, ma anche quelle politiche. «Abbiamo già attivato un procedimento interno – hanno spiegato Galimberti e Manzi – per verificare le responsabilità, al termine del quale la Giunta deciderà gli opportuni provvedimenti del caso. Nel frattempo, è già stata avviata una revisione dei processi operativi interni, dei ruoli e delle attribuzioni del personale del settore ». «Dalle tabelle riportate in delibera non era possibile evincere l'errore della tariffa, dal totale dei ruoli emessi sì - continua Galimberti -. L’assessore Manzi, infatti, fin da quando sono emerse le criticità legate alla Tari, ha chiesto questo dato sul totale emesso, ricevendo sempre dagli uffici comunali un numero che si è poi rivelato sbagliato, ma apparentemente coerente per la realtà di Cremona (57% domestici, 43% non domestici)». L'errore è stato appurato solo grazie all'analisi sull'importo versato: peraltro, dai dati della prima rata (31 luglio) non risultava ancora evidente l'errore. Quando all'inizio di ottobre l'assessore ha avuto a disposizione dati significativi al versato della seconda rata con scadenza il 16 settembre, ha rilevato delle incoerenze e attraverso puntuali approfondimenti ha individuato l'errore. Gli uffici comunali, nel frattempo, hanno confermato l’errore in una nota tecnica redatta dal dirigente del servizio che ricostruisce quanto accaduto. Il pagamento della terza rata (a saldo) previsto per il 16 novembre viene sospeso in attesa di indicazioni secondo quanto verrà deliberato.

dalla redazione de Il Piccolo

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