Cremona - Troppe difficoltà per il gattile

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Tutto tace in merito alla realizzazione di una nuova struttura e non sono ancora arrivati neppure i contributi comunali.
Che fine ha fatto il progetto per la realizzazione del gattile di Cremona? E dove sono gli aiuti economici che il Comune dovrebbe erogare annualmente a sostegno della struttura? Se lo stanno chiedendo i volontari dell'associazione Apac Cremona, che gestisce appunto il gattile cremonese, con difficoltà sempre più forti. Dopo un primo incontro con la nuova amministrazione, svoltosi appena prima delle vacanze estive, all'associazione non sono più giunte notizie in merito ad ulteriori incontri, nè sulla eventuale realizzazione di una nuova struttura, per cui la precedente Giunta aveva individuato un'area idonea. Si tratta dell'area tra il parcheggio della Col di Lana e Cremona Solidale, dove sorge un’ampia area verde. Un progetto che aveva curato l'allora consigliere comunale Roberto Gandolfi, durante l'amministrazione Perri. Ora però sembra che tutto si sia arenato, in attesa che la nuova amministrazione decida come muoversi. Per ora di certo c'è solo il fatto che manca qualsiasi garanzia, compresa quella del contributo annuale che l'amministrazione comunale dovrebbe erogare per il sostegno del gattile. Soldi che per quest'anno ancora non si sono visti, così come non sono arrivati aiuti da quasi nessuno dei Comuni del territorio in cui vengono ospitate colonie feline. A questo proposito nelle scorse settimane dall'Associazione è partita una lettera indirizzata a tutti i sindaci interessati, con la richiesta di contribuire a mandare avanti un'attività che diventa sempre più impegnativa e costosa. Basti pensare che lo scorso anno sono stati spesi 70mila euro per il sostentamento del gattile e delle colonie feline sparse sul territorio.

Senza contare che da alcuni anni a questa parte a peggiorare le cose è stata la crisi e la scelta dell'associazione di aiutare chi si è trovato in difficoltà per mantenere il proprio amico a quattro zampe. L'associazione ha quindi fornito a chi era in difficoltà scatolette e cure mediche, in modo che le famiglie non fossero costrette a riportare il felino al gattile, cosa che l'associazione vuole a tutti i costi evitare. Questa situazione ha però comportato ulteriori spese e soprattutto ha portato l'associazione ad essere in forte difficoltà nel far fronte a tutto. A rendere la situazione ancora più critica è anche il fatto che quest'anno anche l'erogazione del 5 per mille è in ritardo. Dunque ora l'associazione è pronta a disseppellire un'altra volta l'ascia di guerra, se non arriverà un sostegno da parte delle amministrazioni locali: dopotutto per legge i gatti randagi, così come i cani, sono di proprietà comunale, ed è il sindaco a doversene prendere carico. La minaccia è quindi quella di "riconsegnare" al sindaco tutti gli oltre 300 felini che dimorano ancora nella cadente struttura di via Bissolati. Il problema della sicurezza, in effetti, non è secondario: la struttura di via Bissolati cade letteralmente a pezzi (basta dare un'occhiata da fuori per rendersene conto), senza contare che il gattile potrebbe venire sfrattato in qualsiasi momento, essendo la struttura di proprietà della Stauffer. Nonostante le sistemazioni fatte dagli stessi volontari dell'associazione, dunque, il luogo in cui vivono i gatti non è certo dei più sani e i problemi si accumulano. Il lavoro dei volontari in quel posto è diventato rischioso, ed è assurdo continuare a spendere soldi per "rappezzare" qua e la una struttura che comunque prima o poi si dovrà abbandonare.

dalla redazione de Il Piccolo

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