«La priorità? Bisogna iniziare a ricostruire il partito»

+ 22
+ 22


Roberto Galletti, nuovo segretario cittadino, che ha vinto per 141 voti la competizione contro l’avversario, Roberto Poli.
E' Roberto Galletti il nuovo segretario cittadino del Partito democratico. Alle elezioni di domenica 16 novembre è stato eletto con 141 voti (alle urne i tesserati, 320 gli aventi diritto), contro i 109 dell'avversario, Roberto Poli. E' quindi l'area del partito vicina al senatore Luciano Pizzetti ad aver conquistato la supremazia. Tra i sostenitori si trovano vecchi esponenti del partito, ma anche nuove leve. Tra gli altri, il gruppo che ha sostenuto Galletti era composto da: Luigi Lipara, Eleonora Sessa, Franco Verdi, Sara Pellizzoli, Andrea Artoni, Francesca Baldini, Rodolfo Bona, Francesca Pontiggia, Ivan Moretti, Ilde Bottoli, Gianfranco Berneri, Francesca Fulco, Stefano Maestri, Fiorella Lazzari, Michele Aglio, Daniela Placchi, Francesco Pinzi, Elena Guerreschi, Palmiro Omo, Giada Sacchetti, Gianfranco Mignotti, Vera Castellani, Sergio Giazzi, Cristina Manfredini, Silvio Gradaschi, Francesco Castagnidoli, Aurora Diotti, Gianni Bruschi, Silvia Mineri, Massimiliano Sciaraffa, Rosalba Azzali, Giuseppe Tadioli, Anna Del Barba, Giancarlo Storti. Abbiamo rivolto qualche domanda al nuovo segretario, per delineare il suo programma per i prossimi mesi. Si aspettava questa vittoria? «Mi aspettavo un confronto importante e così è stato, su tutto il territorio e nei circoli. Una sfida bella e impegnativa, ma anche una interessante esperienza politica. Ma ora bisogna mettersi al lavoro...». Quali sono le priorità? «Innanzitutto bisogna iniziare a ricostruire il partito. Un Pd che sia aperto alla città e che sappia confrontarsi non solo con le altre forze politiche di maggioranza, ma anche con i cittadini e con le associazioni del territorio. Penso ad un partito vicino alla gente, magari ripartendo proprio da quelle periferie che sono state trascurate. Dovremo affrontare delle sfide importanti e la fase che stiamo vivendo è senza dubbio difficile». In che modo intende riavvicinare il partito alla gente, in una fase storica in cui si sta vivendo una forte disaffezione rispetto alla politica dei partiti? «Prima di tutto bisogna esserci. La politica deve essere fatta di presenza e ascolto, prima di tutto. Il Pd da quel punto di vista ha già gli strumenti necessari, in quanto è strutturato in circoli e altri punti di riferimento per il territorio. Allora è il momento di potenziare questi strumenti, che devono essere utilizzati per incontrare i cittadini. Ma non si tratta solo di organizzare incontri formali sul territorio, bisogna partecipare attivamente alla vita della città. Nella mia esperienza di coordinatore di circolo cittadino, ad esempio, avevo iniziato a costruire un tessuto di relazioni che uscivano dal partito. Questo ora dovrebbe essere fatto ovunque. Alla politica oggi manca molto la capacità di parlare con la gente, ma il Pd sul territorio è sempre stato presente e ora si tratta solo di riprendere i contatti. Il nostro compito, come partito, è fungere da intermediari, cogliendo le esigenze delle persone e costruendoci dei progetti attuabili». Nel Pd nazionale però i problemi non mancano, a partire dallo stesso Renzi, ormai ampliamente contestato anche da stessi esponenti del partito... «La polarizzazione su alcune posizioni preconcette, secondo me serve a poco. Bisogna avere un orizzonte comune, ripartendo dal lavoro e dai diritti. I problemi da risolvere oggi sono la mancanza di lavoro e il fatto che stiamo rischiando di veder deteriorare alcuni diritti fondamentali». Tuttavia le contestazioni a Renzi dicono che il problema non viene affrontato nel migliore dei modi... «Siamo un partito plurale, con diverse sensibilità al suo interno, ed è normale che esse si confrontino- D'altro canto attorno a noi non vi è certo una grande dialettica politica, da parte delle altre forze politiche...». Recentemente la sede del Pd di Cremona è stata presa di mira da ignoti vandali. Come commenta questo episodio? «Le tensioni sono naturali nella società, ma credo che le cose debbano essere gestite nel modo corretto. Bisogna tornare a discutere in forma civile. Questi atti di vandalismo sono manifestazioni di intolleranza mascherate da politica, e non c'entrano assolutamente nulla con i problemi che stiamo affrontando. Sono azioni che condanno. Noi comunque andiamo avanti per la nostra strada». Parliamo della nuova segreteria... qualche nome? «Indicare dei nomi è prematuro. La cosa certa è che sto cercando di andare al di là dei confini con cui abbiamo portato avanti la mia proposta. Ora l'imperativo è cercare il più possibile di stare uniti».

dalla redazione de Il Piccolo

Segnala questo articolo su