Terzo Settore: tagli non più sostenibili

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Una petizione presentata da istituzioni e associazioni perché il Governo cancelli la riduzione di spesa.
Riprendere un parente dalla casa di riposo perché non si riesce più a pagare la retta, ma soprattutto perché la sua pensione può consentire di mantenere la famiglia: questa e' una delle strade che le famiglie stanno percorrendo pe far fronte alla situazione di povertà, che ormai colpisce il 10% dei cremonesi (si parla di povertà assoluta). Una situazione che potrebbe aggravarsi se passerà quanto previsto nella legge di stabilità, ossia un ulteriore taglio al Fondo nazionale per le politiche sociali e al Fondo per la non autosufficienza. Proprio per questo venerdì mattina il cartello cremonese Alleanza contro la povertà, nato pochi mesi fa tra le associazioni del territorio, ha presentato un'istanza al Prefetto e ai parlamentari del territorio, in cui si chiede di intervenire presso il Governo per bloccare i tagli. «Alla petizione hanno aderito, oltre ad una cinquantina di associazioni, anche il Comune di Cremona, quello di Crema, l'Azienda sociale di Cremona, il Cisvol e la Fondazione Germani di Cingia del Botti - evidenzia il portavoce del Forum del Terzo Settore, Guido Bussi - E' inaccettabile che a fronte di un aumento della povertà, che a Cremona riguarda circa 7mila persone, lo Stato diminuisca il suo impegno. A questi tagli preannunciati si aggiungono gli ulteriori tagli dei trasferimenti alle Regioni e ai Comuni, con la facile previsione di una riduzione delle prestazioni. La lotta alla povertà e alle diseguaglianze sociali costituisce un presupposto indispensabile per la rinascita e lo sviluppo dei territori». Le conseguenze di questi tagli potrebbero essere assolutamente devastanti: «Sarebbe più difficile aiutare le persone in difficoltà, in quanto vi sarebbero meno risorse da destinare a queste fasce di popolazione - evidenzia Bussi. Questo riguarda non solo i poveri, ma anche i disabili e le persone non autosufficienti. Questo significherà consegnare un certo numero di persone ad uno stato di totale abbandono. Il fatto che vi siano persone che hanno ritirato i propri parenti anziani dalla casa di riposo perché la pensione sarebbe servita a sfamare la famiglia, è indicativo di una situazione già pesantissima». Peraltro il terzo settore ha già subito, negli ultimi anni, molti tagli, non ultimo quello al 5 per mille, che potrebbe ridursi ulteriormente. «Non è possibile pensare di lasciare ai margini una così grossa parte di popolazione ». L'iniziativa rappresenta un grido d'aiuto da parte di chi ogni giorno si impegna per tendere la mano al prossimo, senza chiedere nulla in cambio. E che ora rischia di trovarsi davvero senza più risorse per portare avanti la propria importante missione. «La nostra iniziativa si propone di alzare il livello di attenzione su questo problema, ma soprattutto di far capire al governo centrale che su questi temi non si può più tagliare - conclude Bussi. Soprattutto a fronte di questo preoccupante incremento della povertà. Non dimentichiamo, infatti, che la legge di stabilità prevede anche un forte taglio ai patronati, che rappresentano un importante servizio a persone che non possono permettersi di pagare un commercialista».

LA PETIZIONE

Il cartello di “Alleanza contro la povertà in Italia” ha presentato a Roma una proposta, indirizzata al Governo alla vigilia della presentazione della Legge di stabilità, contenente l’introduzione del Reis (reddito di cittadinanza) ed il varo di un Piano Nazionale contro la povertà assoluta. In questa occasione si è ricordato come è cambiata nel nostro Paese la povertà durante la crisi economica: nel 2007 i poveri assoluti erano 2,4 milioni, cioè il 4.1% della popolazione; nel 2013 erano 6 milioni, il 9.9%, oggi la cifra non può che essere aumentata. Nel nostro territorio, Cremona è al 9.3%, come molte altre città lombarde, a dimostrare che la povertà non è certo concentrata solo al Sud. Il rapporto Unicef sulla povertà infantile nei paesi ricchi denuncia che in Italia il 15.9% dei bambini e degli adolescenti vive in condizione di povertà relativa. Purtroppo, a oggi nel testo di legge del Governo le risorse per i Fondi Sociali Nazionali, dedicati appunto attraverso gli interventi di Regioni e Comuni, alle categorie più svantaggiate, invece di aumentare come la realtà richiederebbe, vengono drasticamente tagliati. Infatti (ricordando che nel 2008 lo Stato interveniva complessivamente con 1,3 miliardi di euro!) oggi la previsione è che rispetto al 2013 vengono tagliati più di 200 milioni: il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali passa da 400 a 300 milioni (comprensivi dei 30 milioni del Fondo per l’Infanzia e l’adolescenza); il Fondo per la Non autosufficienza passa da 350 a 250 milioni (pur prendendo atto dell’impegno del Governo di reintegrare il fondo, riteniamo indispensabile tenere alta l’attenzione) Contemporaneamente a questi tagli vengono ulteriormente ridotti i trasferimenti alle Regioni e ai Comuni. Mentre la povertà aumenta, diminuisce l'impegno dello Stato. Pertanto chiediamo al Governo: • Che i Fondi Sociali Nazionali vengano riportati almeno alle quote del 2013 • Che da subito si metta in campo un Piano Nazionale contro la Povertà Assoluta Chiediamo inoltre ai parlamentari, ai consiglieri regionali ed ai sindaci eletti nella Provincia di Cremona di sottoscrivere e sostenere le nostre richieste presso il Governo.

dalla redazione de Il Piccolo

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