Società di Cremazione: pochi volontari

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Volontà di salvare il vecchio forno crematorio: «Vorremmo realizzare un museo al suo interno»
In un periodo in cui le domande per le cremazioni sono in forte crescita, Cremona è la città della Lombardia, in cui ve ne sono di meno: dati del 2008 evidenziano come le cremazioni siano state solo 250, contro i mille di Bergamo, i 2.000 di Brescia, i 2.300 di Mantova, ecc. Un risultato difficile da comprendere, calcolando che la Società di Cremazione (SoCrem) di Cremona fu una delle prime a nascere in Italia. «Venne fondata nel 1877, insieme alle realtà di Milano e di Lodi. Realtà che furono le seconde in Europa, dopo Londra - racconta Mino Galetti, presidente attuale dell'associazione. Quando nacque a Cremona vi aderirono personaggi importanti, come Betri, Balestreri, Biazzi, Bissolati, Cabrini, Camozzi, Bolzesi e Pietro Vacchielli. Pochi anni dopo venne approntato un progetto per la realizzazione del forno crematorio, che fu costruito in breve tempo. A quel punto la società, avendo raggiunto il proprio scopo, si sciolse, lasciando al Comune il compito di gestire le richieste». La volontà di creare questa società, spiega ancora il presidente, «nacque come un desiderio di modernità, in contrapposizione alla Chiesa, che all'epoca non vedeva di buon occhio questo tipo di pratica. Le cose cambiarono con il Concilio Vaticano II, quando la Chiesa tolse il proprio veto alle cremazioni, aprendo nuovi sviluppi. La società venne poi rifondata nel 1962, riprendendo i principi della società originali». A contribuire all'aumento delle richieste di cremazione, sono anche «i costi crescenti di una sepoltura tradizionale, che fanno appunto incrementare la richiesta di cremazioni - spiega ancora Galetti -. In alcune città hanno addirittura superato il numero di inumazioni: ne sono esempi Milano, con il 60% dei cremati, e Pavia, con il 55%. Invece Cremona conta solo l'11%». Del resto il forno di Cremona, che quando era stato costruito era uno dei migliori in Italia, nel tempo era diventato uno dei peggiori. «Con il nuovo forno crematorio, ora, le cose sono cambiate e spero che aumentino anche le percentuali delle cremazioni». Attualmente la società conta 1.200 iscritti, dato che è in aumento. Il vero problema sono i volontari: «Purtroppo siamo rimasti in pochi e tutti con un'età abbastanza avanzata - spiega il presidente, ormai quasi ottantenne -. Insomma, ci vorrebbero giovani, volontari nuovi, per portare avanti la nostra attività. Purtroppo la carenza di volontari giovani è un problema che affligge tutto il mondo del volontariato, e noi non siamo da meno». Questo però non impedisce alla Socrem di portare avanti diversi progetti, come quello in merito al vecchio forno crematorio, ormai dismesso, da quanto è stato sostituito da quello nuovo. «Vogliamo garantire la sopravvivenza ad un impianto che ha una sua storia e una sua importanza - spiega Galetti -. Ci siamo proposti di realizzare al suo interno un piccolo museo della cremazione e del cimitero. Il forno nuovo invece è stato un'opera fondamentale, ma vogliamo sollecitare l'amministrazione comunale affinché venga realizzata una seconda linea, anche per supplire eventuali guasti della prima. Inoltre vogliamo sollecitare il Comune ad attivarsi affinché la parte meno visibile dell'impianto, ossia quella dove vengono poi rimosse le ceneri, sia trattata con la stessa cura della zona in cui i parenti si radunano per dare l'estremo saluto. Insomma, ci vorrebbe una maggior attenzione e delicatezza, anche nel trattare con i parenti». La Socrem ha una convenzione con sei aziende che lavorano nell'ambito dei funerali, e fornisce un'assistenza completa ai propri iscritti. L'iscrizione - pari a 370 euro - prevede la compilazione di un modulo di espressione della volontà di cremazione; è possibile esprimere in questa dichiarazione anche la volontà di dispersione delle ceneri. La firma del modulo viene autenticata dal Presidente della società stessa. L'iscrizione dà diritto alla fornitura gratuita della cassa per la cremazione e della cassetta per la conservazione delle ceneri.

dalla redazione de il Piccolo

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