Tamoil, una sentenza che farà scuola

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Tra pochi giorni il giudice Salvini depositerà le motivazioni della sentenza di primo grado: il Comune aspetta un milione
Tra pochi giorni, presumibilmente tra il 10 e il 12 febbraio, verranno depositate dal giudice Guido Salvini le motivazioni della sentenza di primo grado del processo Tamoil che ha ritenuto colpevoli di disastro ambientale i manager dell'azienda. Un ponderoso faldone di 400 pagine che potrebbe fare scuola e magari diventare una sorta di manuale da distribuire alle procure; Salvini ci sta pensando. Dopo il deposito sarà possibile per il Comune di Cremona, dopo i necessari tempi tecnici, che dovrebbero essere brevi, incassare la provvisionale di un milione disposta dal giudice nella sentenza di primo grado. Sul fronte del recupero ambientale dell'area interessata dalla raffineria, arrivano brutte notizie. Nell'ambito nella presentazione del libro di Sergio Ravelli, “Morire di petrolio”, sabato alla Feltrinelli (presenti gli ex sindaci Gian Carlo Corada e Oreste Perri e l'assessore alla Salute Alessia Manfredini; l'incontro è stato moderato dal giornalista di Cremona 1 Simone Bacchetta), proprio dalle parole dell'assessore non sono emerse buone nuove. Né sul ripristino delle aree esterne («vanno a rilento, non siamo ancora a regime»), né sulla bonifica di quelle interne («l'azienda non sarebbe più soggetta a farla dopo la trasformazione in deposito»). Inoltre a garanzia delle operazioni di messa in sicurezza operativa che la stessa Tamoil è tenuta a realizzare, il Comune ha chiesto una fideiussione alla quale l'azienda petrolifera si è opposta. E ciò complica ancora di più la questione. Il mese prossimo verrà riattivato l'Osservatorio Tamoil, che sarà allargato ad una platea più ampia di portatori di interessi. Attesa inoltre per le mosse dell'amministrazione una volta lette le motivazioni. Si costituirà parte civile nel processo di appello? Continuerà la causa civile per l'intero risarcimento del danno? Presto per dirlo, ancora qualche giorno e lo sapremo.


dalla redazione de Il Piccolo

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