Neve, territorio in tilt: black out, treni fermi e strade impraticabili

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Ebbene si, 40 centimetri di neve possono mandare in tilt una città e tutto il suo territorio circostante: lo abbiamo potuto costatare. Già dalla prima mattina di venerdì, dopo una notte in cui la neve è scesa copiosa ed ininterrottamente, appariva chiaro che la situazione sarebbe stata complicata. Ben 35 paesi del territorio sono rimasti al buio a causa di una serie di black out, provocati dalla caduta di alberi sui cavi dell'alta tensione e di alcuni tralicci. Nelle situazioni più critiche, oltre alla corrente elettrica sono è venuta a mancare l'erogazione di acqua e gas. Alcuni paesi sono rimasti isolati per tutta la giornata di venerdì. Qualche black out si è verificato anche in città, seppure di durata più breve. D'altro canto numerosi sono stati i problemi provocati dalla neve: incidenti a raffica hanno interessato tutto il territorio, così come numerosi sono stati gli alberi caduti, in alcuni casi persino sopra le auto: è il caso del quartiere Villetta, dove in largo Benini diverse auto sono state danneggiate da piante e rami caduti su di esse. Anche l'ospedale di Cremona ha avuto le proprie difficoltà, tanto che sono dovuti intervenire gli spazzaneve per tenere pulite le strade interne e il parcheggio. Le forze dell'ordine e la protezione civile si sono mobilitati fin dalla prima mattina di venerdì, con la riunione, in Prefettura, del Comitato operativo per la viabilità, a cui ha preso parte anche il comandante del Genio Guastatori di Cremona. Anche i migranti della Casa dell'Accoglienza e alcuni minori stranieri non accompagnati seguiti dalla Cooperativa Nazareth, si sono impegnati nello sgombero della neve. «In tutto una trentina di persone che, coadiuvati dai vigili urbani, hanno dato un aiuto ai tecnici comunali e di Aem per spalare strade e marciapiedi - fanno sapere dal Comune -. Hanno iniziato nel primo pomeriggio in corso Matteotti e Mazzini e in via Bonomelli per poi prestare la propria opera in altre vie del centro cittadino». Intanto, fino alla mattinata di sabato, sono state adottate alcune misure di sicurezza, tra cui la chiusura delle scuole, chiusura che persiste anche per la giornata di sabato. Le criticità maggiori, secondo la Prefettura, si sono registrate soprattutto nei centri storici dei comuni, a causa della caduta di piante, danneggiate dal peso della neve caduta in modo molto abbondante e dall’accumulo della stessa sui marciapiedi. Visto lo stato di emergenza, alcune strade sono addirittura state chiuse.

La Provincia ha inoltre disposto di interrompere il transito a tutti i veicoli sui tratti di strada minori, per il tempo necessario allo sgombero e al ripristino delle misure di sicurezza. Notevoli problemi stradali si sono verificati anche a causa della chiusura al traffico della A21, che ha costretto le autorità a fare uscire al casello di Cremona oltre 30 mezzi pesanti, convogliandoli al parcheggio di CremonaFiere. Non è andata meglio per i pendolari cremonesi, alcuni dei quali sono riusciti a raggiungere Milano intorno alle 13, con circa 4 ore di ritardo, mentre altri hanno desistito dal recarsi al lavoro. E' stato inoltre necessario richiedere l'aiuto di alcuni volontari per soccorrere alcuni pendolari rimasti bloccati sui treni, fermi in mezzo alla campagna. Il mercato del sabato è stato sospeso e la Prefettura, ribadisce alla cittadinanza che «è consigliabile circolare con gli autoveicoli solo in caso di estrema urgenza». E' invece garantita l’apertura degli uffici pubblici essenziali. A denunciare la difficile situazione del territorio è Coldiretti Cremona, che durante la giornata di venerdì si è attivata, insieme a molti agricoltori del territorio, per monitorare la situazione. Emerge un quadro di vera emergenza: «Numerose cascine isolate da ore, senza elettricità e con i telefoni muti, in varie aree della provincia, dal Soresinese al Casalasco» evidenziano dall'associazione. Impressionante la conta dei danni: tensiostrutture crollate sotto il peso della neve che in alcuni casi hanno addirittura provocato la morte di alcuni capi di bestiame. E ancora si contano serre divelte, con la distruzione delle colture che avrebbero dovuto riparare e proteggere. «E ancora, forti ritardi nella mungitura (con le stalle rimaste senza elettricità, impegnate nella ricerca di generatori che consentissero le necessarie operazioni) e nel ritiro del latte, a causa dell’interruzione delle vie di comunicazione » continua l'associazione. Un quadro ancora parziale, ma che testimonia le grandi difficoltà delle aziende, isolate sia negli accessi – anche a causa degli alberi caduti lungo le strade – sia nei collegamenti di telefoni ed elettricità (alle ore 18 alcuni collegamenti, interrotti nella notte, non risultavano ancora ripristinati). Molti in queste ore gli agricoltori che si sono impegnati a mettersi a disposizione per ripulire le strade del territorio. Ma il timore più grosso, ora, è che dopo la neve arrivi il gelo a complicare ulteriormente le cose.


dalla redazione de Il Piccolo

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