Padri separati, il dramma di chi non ce la fa

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Sempre più numerosi gli uomini che si trovano in difficoltà economiche nel pagare gli alimenti a moglie e figli. A Cremona nasce un’associazione.
Non sono più solo le donne ad essere considerate "soggetti deboli". La crisi economica ha infatti messo in ginocchio anche molti uomini, soprattutto padri di famiglia separati, che si trovano di punto in bianco senza un lavoro e quindi senza più essere in grado di pagare gli alimenti a l'ex moglie e figli. La storia è molto simile per tutti: quando si separano lasciano la casa coniugale alla moglie, che vi abita con i figli. Già di per sè questo è impegnativo, perché li costringe a dover prendere in affitto un appartamento, oltre a pagare gli alimenti. Come se non bastasse, spesso intervengono altre difficoltà di carattere economico: chi finisce in cassa integrazione, chi in mobilità, chi perde il lavoro e non riesce a trovarne un altro. Così i risparmi si esauriscono in fretta e i problemi diventano assillanti e difficilmente affrontabili. E' la storia di tantissime persone, che spesso cadono nella disperazione. Proprio per aiutarli, in questi mesi sta aprendo anche a Cremona una sede dell'Associazione papà separati, volta a sostenere le persone in difficoltà, fornendo aiuti che vanno dal consulto psicologico al gratuito patrocinio legale. «Uno dei nostri obiettivi sarebbe quello di riuscire ad aprire una casa per padri separati, come già si è fatto in altre Province» racconta Massimo Brugnini, coordinatore dell'associazione, che per ora conta già una decina di iscritti e il cui numero è in crescita continua. «Una struttura in cui i genitori separati in situazione di difficoltà potrebbero vivere per un periodo massimo che va dai 6 mesi a un anno, mentre cercano di risollevarsi economicamente ». Fondamentale, in ogni caso, è il supporto a 360 gradi. «Stiamo organizzando una serie di incontri, in collaborazione con varie associazioni ed enti del territorio, che si svolgono un giovedì al mese, finalizzati a condividere le rispettive problematiche ma anche a ricevere sostegno. Vi sono padri con difficoltà economiche, ma anche padri che hanno problemi nel poter vedere i figli. C'è chi non ha i soldi per pagare l'affitto di casa. Tuttavia non accogliamo coloro che non pagano gli alimenti per indifferenza o per scelta: la volontà di esserci per i propri figli è condizione primaria dell'associazione» spiega Brugnini.

L'organizzazione, senza fini di lucro e con l'azione diretta, personale e gratuita dei propri aderenti, ha infatti «lo scopo di promuovere la cultura della genitorialità responsabile ed in particolare della bigenitorialità nelle separazioni personali di fatto e di diritto, offrire un aiuto ed un sostegno sociale ed assistenziale ai genitori separati, ai loro familiari e in particolare ai figli dei genitori separati, con azioni sociali e culturali a livello provinciale e regionale in Lombardia, coordinando la propria azione con altre organizzazioni operanti a livello regionale, nazionale ed internazionale». Gli incontri sono infatti aperti anche alle madri separate. «Tra i principali scopi dell’associazione vi è la volontà di promuovere la cultura della famiglia e della genitorialità responsabile nel reciproco rispetto e nella salvaguardia della dignità e nella parità di diritti e di doveri di tutti i componenti del nucleo familiare. Vogliamo favorire e promuovere con iniziative culturali, azioni sociali e attività giuridiche una nuova cultura della separazione personale tra coniugi e della separazione di fatto tra coppie di conviventi che sia rispettosa dei diritti e degli interessi dei soggetti più deboli nelle reali situazioni socio-economiche che la separazione determina, e soprattutto dei figli, in special modo quelli minori». Il sostegno del bambino è quindi in primo piano. Per questo si vuole diffondere «la cultura della bigenitorialità avviando ricerche sociali, studi psico-sociali e psicologici volti a diffondere la cultura della genitorialità responsabile in cui sia consentito ad entrambi i genitori di sviluppare relazioni personali e significativi contatti diretti con i figli sia durante la crisi familiare che dopo la separazione personale o di fatto. Favorire una migliore qualità della vita delle famiglie di separati, divorziati o separati di fatto». Anche la consulenza e il sostegno sono punti fondamentali dell'azione associativa, «a tutti i genitori ed agli adulti che, a causa della separazione personale, divorzio o separazione di fatto, si trovino in situazione di difficoltà o vulnerabilità giuridica, economica, sociale ed esistenziale ». L'associazione si pone inoltre l'obiettivo di intervenire, con il consenso della persona offesa, «in tutti i processi penali in cui alcuno dei genitori sia vittima dei reati contro la tutela della famiglia e della persona all'interno della famiglia o nei processi penali per calunnia in cui alcuno dei genitori sia stato ingiustamente accusato di avere commesso tali reati».

dalla redazione de Il Piccolo

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