Expo2015, tra febbre e indifferenza

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Mentre nella vicina Piacenza si sono investiti milioni di euro. Presenza fissa a Milano e un ascensore sul campanile del Duomo.
Cinquantacinque giorni. Sono quelli che ci dividono dall’inaugurazione di Expo 2015. Un evento mondiale, irripetibile, che catalizzerà sulla Lombardia l’attenzione del mondo, che vi porterà decine di milioni di turisti, ansiosi anche di scoprire la bellezza dei territori limitrofi. O no? O forse è la solita gran montatura all’italiana, una specie di grande Festival di Sanremo di cui si parla all’infinito prima e durante per poi scordarsi tutto, una grande bolla di sapone per la quale non vale la pena investire troppe risorse. Ci sono città che si sono spese e hanno rischiato parecchio per rilanciare la propria immagine legandosi all’evento, altre invece che in verità di risorse ne hanno messe davvero col gontagocce. Indovinate da che parte sta Cremona? Già. Beh, non era difficile. Ancora una volta ce ne stiamo sulla riva ad attendere che scorrano i cadaveri di chi ha fatto il passo più lungo della gamba, strappandoci un cinico sorrisino. Il comportamento di Piacenza e di Cremona è esemplificativo. Nonostante non sia nemmeno in Lombardia, a Piacenza ogni giorno si tengono incontri e convegni sul tema, se ne parla nei palazzi, si scatenano polemiche sulle scelte, si presentano nuove iniziative legate all’evento, si coinvolgono università sulla realizzazione di progetti. Solo la scorsa settimana Comune e Provincia, dopo tante insistenze, sono riusciti a strappare a Tper (il corrispondente emiliano di Trenord) tre corse in più giornaliere per Milano nei 6 mesi di Expo, un potenziamento che vale 870 milioni di euro. E le istituzioni non sono soddisfatte: sia Piacenza che Parma chiedono con forza il treno ad alta velocità, ed hanno strappato l’appoggio della Regione. A Cremona ci saranno due corse aggiuntive garantite solo per i giorni festivi: la prima partirà da Mantova alle 8, la seconda tornerà da Milano alle 22. Stop. Per il resto sulla situazione dei treni per Milano meglio soprassedere...

Gli investimenti diretti di là del Po sono ingenti, ma l’avvicinarsi dell’evento richiede nuove risorse. Piacenza Expo ad esempio ha formalizzato la richiesta di aumento del capitale di un milione e mezzo di euro, e il vice sindaco Timpano ha sollecitato i soci a non perdere la grande occasione. Soci che sono gli enti locali (quindi altri soldi da Comune e Provincia, nonostante la situazione drammatica di cassa), la Camera di Commercio, le banche e le associazioni di categoria. Cremona? E che c’è da rimpolpare? Piacenza sarà presente in Expo addirittura con un proprio spazio, dedicato alla città e alla provincia per 180 giorni su 180, in posizione strategica presso Padiglione Italia. Si chiama “Piazzetta Piacenza”, e per realizzarla è stato indetto in grande stile un concorso che ha coinvolto i migliori giovani architetti e i migliori studenti del Politecnico, uniti in squadre. Alla fine ha prevalso il progetto della cosiddetta “grande zolla” i cui lavori di costruzione partiranno a metà marzo. Un ampio spazio che costerà un sacco di soldi. Per Cremona, ovviamente, sono soldi gettati al vento. Noi speriamo che la Regione Lombardia si ricordi di noi e ci lasci qualche spazio, una scrivania dove appoggiare opuscoli magari anche per pochi giorni. Un altro progetto piacentino è l’Urban Hub, uno spazio che ospitava in pieno centro uffici giudiziari e che il Comune metterà a disposizione di imprese che puntano sull’innovazione tecnologica. Inaugurerà, ovviamente, il 1° maggio, in contemporanea con Expo. A Cremona in settimana si è sbandierato un grande risultato: per chi compra in centro, il parcheggio potrà essere gratuito. Ovviamente un “evento” legato a Expo. Vabbé. I turisti in arrivo a Piacenza saranno accolti da un infopoint che verrà inaugurato, ovviamente il 1° maggio, proprio nel piazzale della stazione ferroviaria, dotato di nuove brochure in diverse lingue per indirizzare i visitatori. A Cremona finora abbiamo pensato a posizionare cartelloni stradali per accogliere i turisti, segnalando che l’originale dell’Arcimboldo ce l’abbiamo noi. E che caspita! Anche i Comuni si sono mossi. Ad esempio tutti i Comuni piacentini rivieraschi del Po (capoluogo compreso) si sono uniti nel progetto “Un Po nel mondo”, ideato da Confesercenti (sostenuto da fondi regionali), che prevede una serie di offerte destinate ad operatori stranieri presenti a Milano, non tutti ma solo quelli provenienti da Canada, Brasile, Russia e Germania, paesi scelti per precisi motivi strategici: viaggio, pernottamenti, visite e degustazioni varie offerti gentilmente grazie all’appoggio di diversi sponsor.

D’altra parte anche un recente convegno alla Bocconi ha dimostrato come convenga, per un piccolo centro, puntare su un unico paese straniero con un’offerta ben caratterizzata. I Comuni cremonesi? Hanno presentato “Expo del grande fiume”, con 4 comuni cremonesi e 2 parmensi. Gli altri esclusi, capoluogo compreso. Ma figurarsi, cosa può mai fare una piccola realtà per attirare gente che arriva in Italia per ben altri motivi? E poi su, non ci sono soldi. Salendo in collina, l’associazione “Castelli del Ducato” (che raggruppa i castelli parmensi e piacentini, una ventina) per promuovere il territorio e intercettare i flussi turistici ha legato la propria offerta a Expo: sono previsti ingressi agevolati, un’ampia offerta in 14 Alloggi di Charme tra le Antiche Mura del Circuito. Cremona... di castelli qui non ce ne sono tanti... Sono state annunciate due mostre: una su Vincenzo Campi e una su Arcimboldo sonoro. Le date però non si conoscono nemmeno. Sul tema, lunedì in Consiglio si discute una mozione di Maria Vittoria Ceraso critica su date assenti e date sbagliate. E intanto sfuma anche Le corde dell’anima. Oltre alle iniziative “istituzionali” a Piacenza ce ne sono poi altre, alcune delle quali di grande portata, realizzate al di fuori dell’Ats (associazione temporanea di scopo) che Piacenza ha creato per organizzare tutto il lavoro piacentino in chiave Expo (da noi effettivamente non ce n’era bisogno).

Come “UnPoxExpo”, un’idea del piacentino Giampietro Comolli, che vi lavora da anni, per promuovere tutto il territorio del corso del Po e i suoi prodotti di punta. Ebbene, grazie al progetto che ha saputo coinvolgere operatori stranieri, sono già stati venduti 350mila pacchetti turistici. Trecentocinquantamila! Cremona? Prepara un’anteprima della Festa del Torrone a fine ottobre. Per il resto, beh, qualcuno dei turisti che ha comprato il pacchetto passerà pure di qui. Per i sei mesi di Expo sarà poi possibile vedere Piacenza dall’alto comodamente. Basterà salire sull’ascensore che porterà i turisti all’altezza di 55 metri sul campanile del Duomo. Ovviamente si tratta di un’operazione finanziata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e dalla Conferenza Episcopale (300mila euro tra le due) per consentire ai turisti di apprezzare la vista sulla città nei sei mesi di Expo. I lavori sono già iniziati, qualche settimana e l’ascensore sarà pronto. Poi il 31 ottobre si smonta tutto. A Cremona siamo salutisti: cosa c’è di meglio che salire a piedi i 502 gradini del Torrazzo per meritarsi un tale panorama? Ma non basta fare promozione sul posto. Circa un mese fa è stato presentato in pompa magna “experiencepiacenza”, una piattaforma che si propone di presentare sul web un’offerta completa di quel che il territorio può offrire, con un’ampia gamma che va dalla multimedialità all’interattività. Questo per raggiungere il potenziale visitatore straniero prima della partenza per l'Italia. Una piattaforma costosa che però è moderna e accattivante. A Cremona... diciamo che abbiamo sorvolato. Dunque un approccio opposto all’evento che si affaccia. Da una parte chi ha investito grandi somme, la faccia e anche il futuro politico sul tema, dall’altra chi ha pensato che in fondo non ne valesse la pena (anche se non lo ammetterà mai). Tanto siamo sicuri che avremo ragione noi cremonesi. Vuoi mettere la soddisfazione quando vedremo passare quei cadaveri appena finito Expo, il 1° novembre? Già, proprio per i morti.

dalla redazione de Il Piccolo

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