Cobox, Cremona investe nel mondo digitale

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Con l'avvento di internet tante cose sono cambiate, soprattutto per quanto riguarda il lavoro. Le nuove connessioni ultraveloci hanno inoltre il merito di poter dare una spinta propulsiva al turismo e al comparto economico in generale. Basta scegliere il proprio gestore tra le varie offerte sul mercato, come quelle di Fastweb sky e avere delle idee brillanti, proprio come quelle del programmatore informatico di San Francisco, Brad Neuberg, che ha ideato il coworking.

Andare al passo coi tempi è quindi fondamentale, non adeguarsi non solo è anacronistico, ma aumenta il digital divide che in Italia è già abbastanza significativo. Ad accorciare le distanze con gli altri paesi europei ci ha pensato la città di Cremona che lo scorso novembre ha visto l'inaugurazione del Cobox, uno spazio di collaborazione e formazione oltre che di eventi  inerenti l'information technology. Nato grazie al Consorzio Crit, Cremona Information Technology, il Cobox è formato da diverse aziende quali Microdata Group, MailUp, Csa Med, Gamm System, Lanzoni, Lgh Linea Com, Incode, e Next.

Lo spazio di Cobox è stato attrezzato in modo da essere soprattutto funzionale: ben 26 postazioni organizzate come openspace oltre a 4 uffici che ospitano le 4 aziende stanziali. C'è inoltre una zona adibita alla formazione che consta di 30 posti e una zona per il ristoro. Vi è inoltre un'area riservata alle riunioni con 12 posti, un videoproiettore e ulteriori salette per riunioni di 4 posti. Ovviamente tutte le aree sono servite da internet ultraveloce.

In un momento di così grandi tensioni economiche, quello del web sembra essere al momento l'unico mercato che promette una certa sicurezza. Sono pochi i costi di gestione, rispetto a quelli degli spazi fisici e c'è la possibilità di collaborare con aziende anche dall'altra parte del mondo. Tuttavia, per sfruttare a pieno questa possibilità c'è bisogno di un'alfabetizzazione informatica piuttosto decisa, in modo da rendere il Paese competitivo nei mercati non solo europei, ma anche mondiali. Infatti, secondo i dati, ben il 40% della popolazione italiana non utilizza la connessione internet e l'aumento dei fruitori è del solo 2% annuo.

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