Scontro inceneritore... ma la salute?

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Commissione ambiente accesa, mercoledì, per parlare del futuro del termovalorizzatore: sul tavolo il problema economico e le performance.
Si è discusso soprattutto sulla dismissione dell'inceneritore, durante l'ultima seduta della commissione ambiente: al centro, gli aspetti economici e l'efficienza dell'impianto. E la salute? Questo si è chiesto Andrea Sozzi, consigliere comunale della Lista Obiettivo Cremona, che è stato l'unico a intervenire per chiedere chiarimenti su quanto davvero sia inquinante l'inceneritore. «Si continua a dibattere sui costi e sulle performance, ma credo che quello della salute sia il vero tema su cui ci si dovrebbe concentrare - afferma -. Lo dico roda semplice cittadino ignorante, che è entrato in politica proprio per interessarsi dell'ambiente, che aveva votato 'no' quando vi fu il referendum sull'inceneritore e che vi abita proprio vicino. La mia famiglia si è ammalata tutta di tumore e mi piacerebbe sapere se posso attribuire la colpa a quell'impianto. E come me molti cittadini se lo domandano. Vorrei sapere allora se davvero l'impianto inquina. Se davvero è dannoso per la salute». Una risposta che però, per Sozzi, non può arrivare semplicemente dalle valutazioni tradizionali: «E' ovvio che non è una domanda a cui possono rispondere i vertici di Aem o Lgh, che sono proprietari dell'impianto. Nè Arpa, che comunque non so quanto sia davvero indipendente. Ci vogliono degli studi esterni, che ci rendano noto quali rischi corriamo, dal punto di vista della salute. Perché se questi rischi non ci sono, sapendo che l'inceneritore è efficiente e che la dismissione sarebbe troppo onerosa, è insensato chiuderlo. Ma se invece si dimostra che l'impianto è un problema per la salute c'è e che rischiamo di ammalarci di tumore, allora non vi sono né dati di efficienza né di costi che tengano: l'inceneritore va chiuso». A chiedere di parlare di salute sono anche le associazioni ambientaliste, Ambientescienze e Creafuturo, che erano presenti in commissione. «La nostra Pianura Padana è una delle aree più inquinate d'Europa, e Cremona per lunghi periodi all'anno ha una delle situazioni peggiori - spiega Marco Pezzoni, portavoce di Creafuturo -. Invece, purtroppo, a Cremona il problema inquinamento viene spesso sottovalutato». Ma il problema non è legato al singolo impianto di Cremona: la Lombardia ha un numero di inceneritori che per le associazioni ambientaliste «è decisamente eccessivo. Bisogna fare una valutazione globale e soprattutto attendibile ». L'obiettivo, per gli ambientalisti, è quello di arrivare ad una drastica riduzione del numero di impianti presenti in regione: «entro il 2020 dovrebbero essere dimezzati - spiega Pezzoni -. Del resto, il percorso è stato già iniziato anche in Regione. L'impianto di Cremona ora è a un bivio: continuare a spendere un sacco di soldi per farlo funzionare, con un revamping costosissimo (in 5 anni solo per la un miglioramento si sono spesi 8 milioni), oppure spegnerlo e investire in altro? Per un rilancio vero, che lo faccia funzionare per i prossimi 15 anni, si dovrebbero spendere cifre altissime. E comunque la cittadinanza non vuole più l'impianto, per cui secondo un percorso democratico, le istituzioni devono impegnarsi nel processo di spegnimento, riaffermando il primato della democrazia sui tecnicismi ».


dalla redazione de Il Piccolo

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