Polizia in forte sofferenza - Serve un turnover urgente

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Tantissimi i problemi: tagli sui giubbotti antiproiettile, sulle auto e sulle divise. E ancora non sono stati pagati gli straordinari di gennaio e febbraio.
Se il governo non modifica il turnover, in modo da consentire di coprire i posti di chi va in pensione (attualmente possibile per il 55%), la questura di Cremona si troverà presto in grosse difficoltà. A dirlo è Gianluca Epicoco, segretario provinciale del sindacato di polizia Sap, che esprime forte preoccupazione rispetto a una situazione che sembra peggiorare costantemente. « Tr a quest'anno e il 2016 avremo diversi pensionamenti, complice anche un'età media dei dipendenti già piuttosto alta (45 anni circa) - spiega Epicoco -. In una questura già piccola, ogni unità in meno pesa molto. Ad esempio, nella sola squadra Mobile da 18 agenti si passa a 14, e per noi è un taglio pesantissimo». A preoccupare anche l'imminente appuntamento con Expo, che richiamerà a Milano tantissimi poliziotti: «Speriamo che non chiamino nessuno dalla nostra Questura, perché non saremmo in grado di sostenere un prelievo di forze, in questo momento».

LA QUESTIONE STRAORDINARI Naturalmente, la carenza di organico costringe gli agenti a fare tantissime ore di straordinario. Ore che però, da inizio dell'anno, non sono ancora state pagate, in quanto «non è stato ancora firmato, come succede tutti gli anni, il decreto del Ministero dell’Economia che autorizza il pagamento degli straordinari effettuati nei mesi di gennaio e febbraio - spiega il segretario Sap -. Gli straordinari di gennaio, quindi, non saranno pagati nello stipendio di marzo e, se andrà tutto bene, verranno verosimilmente liquidati nella busta paga del mese di aprile, cioè tre mesi dopo la loro effettuazione». Questo a fronte del fatto che per l'accoglienza degli immigrati sono stati stanziati 3.417.000 euro, solo per il territorio cremonese. Ovviamente sappiamo che le procedure contabili dei bilanci dello stato sono complesse all’inizio di ogni nuovo esercizio finanziario e non abbiamo nulla contro i migranti richiedenti asilo. Ci piacerebbe solo che le giuste attenzioni riservate loro fossero garantite anche ai poliziotti che quotidianamente garantiscono la sicurezza dei cittadini».

LA DOTAZIONE E' difficile lavorare quando non si hanno gli strumenti basilari per farlo, come ad esempio i giubbotti antiprioiettile: «A fronte dell'emergenza terrorismo ci esortano a indossare sempre i giubbotti antiproiettile. Peccato che li stiano continuando a tagliare, tanto che da 80 che ne avevamo, ora ne sono rimasti solo 30, per un centinaio di agenti» spiega Epicoco. Non parliamo poi delle divise: «Siamo ormai arrivati ai minimi storici: se si rompono i giubbotti della stradale non abbiamo più nulla con cui sostituirli e gli agenti li stanno rattoppando in tutti i modi possibili. Mancano anche stivali e pantaloni, tanto che quando manca qualche capo di abbigliamento spesso ci tocca andare a cercarlo nelle questure vicine».

LE AUTO Anche dal punto di vista delle autovetture, la situazione è molto difficile: non solo i mezzi sono sempre meno numerosi, perché non ci sono i soldi per sostituirli, ma anche i fondi per le manutenzione sono davvero scarsi, tanto che si arriva ad aprile che sono già esauriti. Anche il tipo di auto che viene data in dotazione oggi è decisamente meno performante rispetto a un tempo. Prima si usavano le Alfa 159, ora stiamo usando le Fiat Bravo che, per quanto complete di tutte le dotazioni, hanno prestazioni decisamente inferiori.

LE RICHIESTE DEL SAP Il Sap avanza al Governo numerose richieste: innanzitutto che venga sbloccato il turnover, con l'assunzione dei circa mille giovani provenienti dall'esercito che hanno fatto il concorso e che sono stati dichiarati idonei, ma che non sono stati assunti. Si chiede anche che venga fatto un concorso per ispettori e sovrintendenti, che sono in numero scarso, e soprattutto che vengano fatti dei corsi specifici agli agenti che dovranno occuparsi delle indagini relative al terrorismo.

L'UNIFICAZIONE DELLE FORZE DELL'ORDINE Il premier Renzi ha annunciato una razionalizzazione, che però a conti fatti si concretizzerebbe con la sola eliminazione del corpo di polizia forestale. Su questo, il governatore della Lombardia Roberto Maroni ha controbattuto: «Non penso sia una buona idea, perché hanno una loro storia, un senso di appartenenza peculiare, un'identità, una tradizione. Forzare una 'fusione a freddo' finirebbe solo a demotivare chi ne fa parte». Invece, da parte delle forze di polizia la richiesta di unificazione è forte. «In ogni città, tra quelle nazionali e quelle locali, vi sono ben sette corpi di polizia (questura, finanza, carabinieri, forestale, polizia penitenziaria, polizia provinciale e polizia municipale) - spiega Epicoco -. Credo sia assurdo. Basterebbe anche solo unificare le centrali operative, che contano uno o due agenti l'una, per avere molte più persone da mandare sul territorio. Purtroppo, invece, ogni forza dell'ordine ha una sola pattuglia che gira, e il rischio è che non vi sia nessuno da mandare nei casi di emergenza». Ma anche dal punto di vista economico, i risparmi sarebbero notevoli. «Anche in Belgio hanno unificato, seppure vi erano solo due corpi di polizia. Così come in tanti altri Stati europei. Credo che con la crisi che stiamo vivendo oggi, non ci si possa più permettere di averne sette diversi ». Una razionalizzazione dunque sarebbe anche una garanzia per i cittadini. «Ricordiamo che il 60% delle forze di polizia viene impiegato per far funzionare le strutture, anziché per il servizio di pattugliamento del territorio e di indagine». A questo proposito, il Sap ha chiesto al questore di Cremona «di poter togliere il corpo di guardia della Prefettura nelle ore serali e notturne, visto che comunque l'edificio è chiuso e controllato dalle telecamere. Una cosa che in altre città è già stata fatta e che ci consentirebbe di avere una pattuglia in più fuori». Non sono molto convinti, invece, dal nuovo numero unico, 112, gestito da un call center a Brescia. «E' una operazione di facciata, in quanto non porta alla eliminazione delle centrali operativa, ma, anzi, ad avere un passaggio in più tra la richiesta di intervento e la risposta da parte nostra. Si rischia di perdere tempo, anziché semplificare la situazione».

LA CITTADELLA DELLA SICUREZZA A Cremona da tempo si parla di realizzare una "Cittadella della sicurezza" presso la ex Caserma Manfredini, già di proprietà demaniale. «E' una partita complessa, perché si tratterebbe di investire molti soldi» spiega Epicoco. «Tuttavia sarebbe un'ottima soluzione e consentirebbe di unificare le centrali operative»


dalla redazione de Il Piccolo

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