Crema chiede maggiore sorveglianza

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Il difetto dell’amministrazione Bonaldi? Considerare la sicurezza un argomento di destra.
L'occasione è offerta dall’ennesimo fatto di cronaca nera: la sera di lunedì 30 marzo, in pieno centro, il barista del caffè Strauss è stato aggredito per aver tentato di difendere una signora (vedi articolo in pagina). Le botte ricevute hanno costretto l’uomo a un ricovero al pronto soccorso, con una prognosi di 10 giorni. È da questo fatto che prendiamo spunto per un’intervista al consigliere comunale di minoranza, Antonio Agazzi, su un tema - la sicurezza - che, dopo aver goduto di una qualche debole attenzione da parte della maggioranza, da qualche mese è stata, di nuovo, ridimensionata. Ma gli appuntamenti nei quartieri, organizzati tempo fa dal sindaco e dai vertici delle forze dell’ordine, per tentare di tranquillizzare i cremaschi, hanno portato a qualche frutto concreto nella lotta alla microcriminalità o quei riflettori si sono spenti con un nulla di fatto? «L’impressione è che l’amministrazione Bonaldi, con quegli incontri, abbia solo voluto riparare a un errore commesso per troppo tempo, a causa della presenza, al suo interno, di una componente di sinistra radicale che considera la sicurezza come un argomento esclusivamente di destra. Per più di un anno, infatti, ha continuato a negare, nonostante l’evidenza, un problema legato alla sicurezza in città, accusando le minoranze di fare facili strumentalizzazioni. Ma, poi, sono stati i cittadini che, facendo sentire direttamente la loro voce, hanno convinto la maggioranza che il problema era reale e l’hanno costretta a un repentino passo indietro». Allora, però, le forze dell’ordine e il sindaco parlarono comunque di una situazione sostanzialmente sotto controllo. «Capisco che i vertici delle forze dell’ordine volessero rassicurare e, forse, visto il loro ruolo, non avrebbero potuto fare diversamente. Peraltro, nuove statistiche della Prefettura hanno poi dimostrato, incontrovertibilmente, che il problema sicurezza è più acuto proprio nel territorio cremasco, per via della sua vicinanza al capoluogo milanese. Ci sono, comunque, diverse cose che un’amministrazione potrebbe fare per mettere mano alla questione. E, da questo punto di vista, devo riconoscere che la giunta Bonaldi ha cominciato ad adottare alcuni giusti provvedimenti ».

Quali? «Do atto, per esempio, del piano di illuminazione, di cui si è cominciato a vedere qualcosa di concreto ai giardini di Porta Serio. Inoltre, si comincia a vedere qualche poliziotto o carabiniere durante le serate del fine settimana, quando piazza Garibaldi, per esempio, non è più il luogo tranquillo di un tempo. Ma non basta. Alcuni spazi della città continuano a essere zone franche, sottratte alla piena fruibilità dei cremaschi. Penso agli stessi giardini, non solo quelli di Porta Serio ma anche il Campo di Marte, dove si riscontra la presenza di gente ubriaca - spiace dirlo ma spesso straniera - e di spacciatori. In questi casi, non è sufficiente illuminare di più, ma occorrere qualche altra misura». Per esempio? «Programmare tutta una serie di iniziative, anche culturali, in queste zone, per far sì che i cittadini se ne riapproprino e chi delinque sia costretto ad andarsene ». Rimane problematica anche la situazione del parcheggio dell’ospedale. Che pensa, al riguardo? «Quello è un caso stupefacente, perché capisco che le forze dell’ordine abbiano spesso le mani legate, ma la presenza di venditori ambulanti, spesso importuni, è vicinissima alla caserma dei carabinieri e non molto distante nemmeno dal commissariato di polizia, tanto che i cittadini si chiedono costantemente come sia possibile che non si faccia qualcosa per arginare il problema». C’è poi viale Repubblica e il complesso dei condomini vicini al velodromo, dove sembra che affittare un appartamento stia diventando un’impresa. «Infatti. Crema non è più l’isola dei beati. Ci sono più aree caratterizzate dalla presenza di bivacchi di nullafacenti, dalla condotta discutibile e va detto che la quota di immigrati di cui il nostro territorio si sta facendo carico comincia a diventare significativa e capita che alcuni di loro si vedano costretti a vivere di espedienti. Per non parlare del quartiere di Ombriano, il più popoloso, protagonista di un autentico stillicidio di reati»

dalla redazione de Il Piccolo

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