Raccolta differenziata porta a porta dal 1º luglio

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Servizio esteso a tutta la città, ma i sacchi della spazzatura andranno lasciati in strada: molte le polemiche da parte dell’opposizione.
Il nuovo servizio di raccolta differenziata porta a porta è pronto a partire. La versione definitiva del progetto presenta una inversione di tendenza rispetto a quella originale, che prevedeva di lasciare i rifiuti in strada. Idea molto contestata, in quanto, secondo l'opposizione, poco decorosa, come evidenzia anche il consigliere comunale Federico Fasani (Ncd): «Hanno cercato di convincerci che portare i rifiuti in strada era cosa bella e utile, ed oggi sono costretti a cambiare idea ammettendo la bontà del ritiro nel locale rifiuti come sempre sostenuto dall’opposizione ». Ma non era stata solo l'opposizione a intervenire: anche gli amministratori di condominio avevano chiesto all'Amministrazione di tornare sui propri passi.

IL PROGETTO
Secondo l’Amministrazione, il progetto si basa su alcuni capisaldi: più raccolta differenziata a beneficio della città e del suo futuro; più equità affinché tutti i cittadini paghino per lo stesso servizio; meno tasse con la Tari che, grazie all'efficientamento messo in atto, diminuisce rispetto allo scorso anno di 563mila euro; più sicurezza, con una nuova modalità di servizio che tutela gestore (ossia Aem) ed utenti. L'obiettivo è quello di raggiungere lo standard del 70% di raccolta differenziata. «Il sistema di raccolta differenziata porta a porta su tutta la città dice di un modello di società attenta all'ambiente, che elimina cassonetti e campane dalle strade, produce meno rifiuti e, per questo, anche modificando qualche abitudine quotidiana, in veste sul suo futuro» spiegano gli assessori Alessia Manfredini e Maurizio Manzi. Insomma, è ora di dare una svolta a una partita, quella della raccolta differenziata, ferma da tempo al 53,9% (il limite previsto dal T.U ambiente Dlgs 152/2006 era di raggiungere il 65% entro il 2012) ed è attiva in modo non omogeneo in tutto il territorio comunale. Il modello che il Comune vuole applicare «ha come prima caratteristica quella dell'equità - spiegano gli assessori. Attualmente i cittadini, a seconda della zona in cui abitano e senza alcun criterio razionale, pagano la stessa tariffa, ma godono di un servizio diverso. A oggi esistono ben cinque modalità di raccolta e anche chi è ancora costretto a portare i sacchi ai cassonetti paga esattamente come chi gode del servizio di raccolta interno alla propria abitazione. Con questo modello tutti i cittadini pagano per il medesimo servizio, ovvero quello della raccolta all'esterno. Con una possibilità importante: analogamente con quanto accade in alcune città italiane, il gestore si rende disponibile a stipulare accordi direttamente con i condomini che hanno più di 5 unità abitative per svolgere un servizio di raccolta interno opzionale a pagamento, al costo concordato con il Comune di massimo di due euro al mese per utenza».

COSA CAMBIA
Dal primo luglio entrerà in vigore il nuovo modello, che prevede che i contenitori dei rifiuti dovranno essere esposti al di fuori delle abitazioni, ma con modalità diverse a seconda del tipo di casa. In sostanza, nei condomini fino a 5 unità abitative la raccolta sarà obbligatoriamente all’esterno (come già molti fanno); dalle 6 unità abitative in su e per le utenze non domestiche, gli amministratori condominiali potranno invece concordare col gestore l’ingresso nelle aree private, con un pagamento supplementare (150 euro all’anno per i condomini dai 6 ai 20 appartamenti; 250 per quelli tra i 20 e i 40; 400 euro per i condomini con oltre 40 unità; 200 euro all’anno per le utenze non domestiche). Si tratta di cifre aggiuntive ed opzionali, valide per tutto l’anno e da ripartirsi tra tutti i condomini, che corrispondono ad un esborso massimo per singola unità abitativa che varia dai 2 euro al massimo, ai 0,42 euro di minimo.

I RISPARMI
Il costo globale del servizio, infatti, esteso a tutto il territorio comunale, nell'anno 2015 costerà 9 milioni 764 mila euro, 794mila euro in meno rispetto al 2014 (0 milioni 558 mila euro). Questa diminuzione è frutto di una analisi sui costi del servizio condotta dal Comune di Cremona e dal gestore. Solo per quest'anno, per poter estendere il 'porta a porta', il servizio richiede un costo di attivazione 'una tantum' di 231 mila euro. Nel 2015 il costo del servizio più l'una tantum, è quindi pari a 9 milioni 995 mila euro, cioè 563mila euro in meno rispetto al 2014 (circa 7,8 euro in meno per abitante). «Un modello che consente di avere un servizio migliore per la città, meno spese per i cittadini e che getta le basi per arrivare i prossimi anni alla tariffa puntuale, ovvero paghi quanto produci in termini di rifiuti - spiegano ancora gli assessori -. Un modello frutto di un percorso intenso di lavoro, di ascolto e di scelte».

LE ZONE INTERESSATE
Dal 1 luglio. Altre Zone, al di fuori del centro storico: zona Ottolini – Menga, Argine Panizza, Dante - Orti Romani, Brescia – Persico, Borgo Loreto - S. Bernardo, Castelli – Bergamo, Cambonino – Picenengo, Battaglione – Bagnara, Riglio. Dal 1 ottobre. Centro Storico. Gli abitanti residenti in questa zona sono circa 13.000, di cui 4.359 sono già serviti dal porta a porta, nella parte nord-ovest; oltre a queste zone, nel centro storico sono comprese anche quelle di Piazza del Duomo/ Stradivari/Piazza Roma – Corso Garibaldi – S. Abbondio – S. Michele – Piazza Marconi/Via Cadore.

dalla redazione de Il Piccolo

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