La Piccinini ha già tanta voglia di Pomì

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Prosegue l’allestimento della formazione rosa, che nella prossima stagione difenderà il tricolore conquistato a Novara.
E' una star e che sia abituata a gestire una conferenza stampa, lo si capisce in fretta. Francesca Piccinini si affaccia nella sede della Pomì e strabuzza gli occhi vedendo un centinaio tra giornalisti e tifosi ad attenderla: «Scusate l’orario, ma come vedete indosso la maglia numero 12, oggi è il 12 e le ore 12 mi sembrava l’orario giusto ». Non ha bisogno di un moderatore, gestisce le domande e anzi le sollecita. «Sono felice di essere qui, per dare la mia esperienza e la tanta voglia che ho ancora, a questa squadra. Sono qui per provare a ricucire lo scudetto e per la Champions League». Come hai visto la Pomì da avversaria? «Quest’anno ha giocato bene, con un palleggiatore molto imprevedibile e dunque difficile da affrontare. Una squadra che faceva bene le cose essenziali del volley e alla fine ha meritato il traguardo». A 14 anni era in A e a 16 in Nazionale, a 18 l’esperienza in Brasile, prima italiana all’estero e poi sempre in Italia, quando emigrare è diventata una moda: «Il palmarès è lungo, ho giocato con gente che oggi ha 50 anni. Prima imparavo io, oggi vedo crescere al mio fianco giovani che vogliono diventare come me.

Quando andai in Brasile ero giovanissima, avrei voluto rimanere ma rientrai dopo un anno e poi i 13 anni a Bergamo. Ho avuto tante proposte dall’estero, anche allettanti economicamente, ma ho sempre preferito mettere davanti la famiglia. Sono sempre stata un bastian contrario e spesso faccio il contrario di quel che è di moda. In futuro non escludo di emigrare, perché, sappiatelo, io giocherò ancora per parecchio». A 36 anni e mezzo, l’unico cruccio è il mancato oro olimpico, ma è lei a dire: «C’è tempo, io per Rio 2016 ci provo. Intanto torno in Coppa Campioni dopo anni in cui sono stata io ad evitarla. E’ l’anno dell’Olimpiade, quindi voglio fare bene. Sarà una stagione intensa, con tanti impegni e anche la pausa in gennaio per le qualificazioni olimpiche. Sarà importante la preparazione, ci alleneremo meno, ma dovremo farlo bene. Non potremo però essere sempre al 100%. La Champions è una vetrina importante, e le italiane le affrontano essendo cresciute molto negli ultimi anni». Barbolini? «Qualche screzio può capitare, ma da persone intelligenti abbiamo poi risolto». Le compagne: «Ho giocato solo con Imma Sirressi una stagione sfortunata a Torino, è forte. Le altre le ho sempre avute come avversarie e sono contenta di avere con me le due centrali». Dopo aver bocciato tra la delusione generale i blisgòn (tortelli di zucca), è stata salutata ufficialmente dal presidente Boselli Botturi che ha detto di averla scelta il giorno in cui ha propiziato la rimonta di Modena nell’ultima giornata da 0-2 a 2-2: «Con lei e Tirozzi abbiamo i due migliori posti 4 italiani».

dalla redazione de Il Piccolo

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