Casalmaggiore - Torrione e San Rocco, la chance

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Dopo anni di appelli e di sforzi, sistematicamente schiantatisi contro la logica dei costi, si apre un barlume di speranza per salvare il Torrione Estense e la chiesa di San Rocco. E’ presto per dire che la salvezza di questi importanti monumenti casalesi è a un passo, ma certo, come afferma chi da anni cerca il sostegno della cittadinanza come Marco Orlandi, questa è la più grande occasione sin qui capitata per riuscire nell’impresa. Parliamo della partecipazione al bando di Fondazione Cariplo che è stata presentata giovedì mattina in Municipio a Casalmaggiore, alla presenza del sindaco Filippo Bongiovanni, degli assessori alla Cultura Pamela Carena e ai Lavori Pubblici Vanni Leoni, del parroco di Casalmaggiore don Cesare Nisoli, dell’ingegnere Serena Botta di Aipo, dell’ex custode del magazzino Aipo Angelo Zerbini, del direttore artistico del Teatro Comunale Giuseppe Romanetti e di Vittorio Rizzi in rappresentanza degli Amici del Casalmaggiore International Festival. Tutti soggetti interessati al progetto di recupero, e vediamo il perché. Innanzitutto il progetto riguarda il complesso formato da Torrione Estense, magazzino Aipo e chiesa di San Rocco. L’occasione della conferenza stampa era fornita dal bando “Interventi Emblematici Maggiori” tramite il quale Fondazione Cariplo a settembre decreterà 5 progetti in provincia di Cremona ai quali saranno assegnati in totale 7 milioni di euro. Nel presentare la novità, Bongiovanni è stato chiaro: « Oggi è un giorno importante per Casalmaggiore e credo possa anche essere considerata l’ultima opportunità che ci rimane», riferendosi al recupero. Il prossimo bando ci sarà infatti tra 7 anni, ma date le condizioni pessime dei beni, l’arco temporale sembra eccessivo per prolungare la speranza. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’architetto Gabriele Pezzini, prevede un intervento del costo di 2 milioni e 460mila euro, che sarebbe coperto, in caso di accoglimento della domanda, per il 60% da Fondazione Cariplo. La parte restante sarebbe a carico di Aipo, parrocchia, Amici dell’International Festival e soprattutto del Comune di Casalmaggiore. Da parte sua, don Nisoli ha annunciato che la chiesa, o quel che ne rimane, potrebbe essere donata al Comune. Cosa prevede il progetto? Innanzitutto il contenuto culturale, necessario per partecipare al bando. L’idea è quella di realizzare al piano terra del Torrione una galleria cinematografica e fotografica legata agli oltre 150 film e 350 documentari, alcuni anche di grandi registi come Bertolucci e Antonioni, ambientati sul Po e sulla sua golena.

Un percorso che sarà reso possibile grazie alla stretta collaborazione con l’Aranciaia di Colorno, il Museo del Cinema di Torino e il museo del Precinema di Padova. Non solo, il magazzino Aipo diverrà sede di attività di co-working che serviranno da start up per molti giovani in cerca di occupazione, mentre San Rocco potrebbe divenire un nuovo palcoscenico sia per rassegne cinematografiche che soprattutto per concerti come quelli organizzati dall’International Festival. Come detto, l’architetto Marco Orlandi da tanti anni si batte per salvare in particolare gli angeli di San Rocco, il cui stato di conservazione si fa di giorno in giorno più precario. Negli ultimi tempi si era costituito anche un comitato, composto da vari soggetti, per sondare ogni pista che potesse portare almeno ad una salvaguardia dell’area. Oggi Orlandi afferma: «Sono cauto, ma dopo tanti anni siamo finalmente in presenza di una prospettiva più concreta, di un progetto con caratteristiche ben definite». A questo punto si può pensare ad un comitato che, invece di tamponare la falla, possa pensare a sostenere magari la quota che comunque sarebbe consistente, anche in caso di finanziamento della Fondazione Cariplo? «Sinora il comitato si è mosso senza un quadro di riferimento chiaro su quanto fosse possibile fare. Era sorto per la messa in sicurezza delle strutture e la tutela degli angeli, quello era l’obiettivo momentaneo, ora siamo in presenza di un progetto molto più ampio di recupero, quindi il comitato potrà rivedere la sua posizione, trovando motivazioni nuove. Non so questo a cosa porterà». Don Nisoli ha prospettato la cessione della chiesa al Comune: «Una prospettiva già ipotizzata in passato, d’altra parte non è più una chiesa. Un passaggio che può servire a livello burocratico». Sulla destinazione culturale del complesso: «Sono assolutamente d’accordo, anche perché ho tenuto i contatti con l’architetto Pezzini e so almeno in parte di cosa si tratta. Sono contento soprattutto per la prospettiva di San Rocco: l’idea che possa ospitare spettacoli e cinema all’aperto la porto avanti da anni. Dal 2008 ce ne occupiamo, su richiesta dell’allora vice sindaco Silla. Ci sono stati tanti momenti di discussione, che poi si era arenata, ma mai ci siamo convinti ad abbandonare la speranza, proponendo un’iniziativa sotto l’altra». Il che ha costituito i presupposti affinché una vera possibilità si concretizzasse.

dalla redazione de Il Piccolo

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