Italia fuori dall'Euro - Avremmo vantaggi enormi

+ 34
+ 30


Intervista all’economista Antonino Galloni “Questa Europa è insostenibile”.
Sono ore decisive per la questione del debito greco, che, con tutta evidenza, non coinvolge solo la penisola ellenica, ma l’esistenza stessa dell’euro e della stessa Europa, per come è oggi strutturata. Il capo del governo greco Tsipras ha dichiarato: “Siamo molto vicini ad un accordo sull’avanzo primario per i prossimi anni. Basta ci sia un atteggiamento positivo sulle proposte alternative al taglio delle pensioni e all’imposizione di misure recessive. Il nostro obiettivo è che le misure contengano l’elemento della redistribuzione e della giustizia sociale”. Elemento politico forte su cui insiste anche il ministro Varoufakis: “Da cinque anni a questa parte l’Europa e tre diversi governi ellenici hanno preso in giro i cittadini greci e tedeschi. Abbiamo fatto finta che le nazioni avrebbero potuto risolvere la bancarotta ellenica con prestiti sempre crescenti a condizione d’attuare politiche d’austerità che hanno invece minato la capacità di ripagare il proprio debito da parte dello Stato”. Esiste, quindi, il rischio di una esplosione dell’Europa? E' questo l’unico modello possibile di Europa unita? E l’euro è così fondamentale? Ne parliamo con l'economista Antonino Galloni. Professore, il ministro greco Varoufakis ha lanciato l’allarme contro il rischio di un fallimento storico della prospettiva europea che parta dalla crisi di Atene. Andiamo subito al punto, se la Grecia fosse costretta ad uscire dall'area euro, quali sarebbero, nell'immediato, le conseguenze? «Trascurabili nel caso l'Unione europea aiutasse la Grecia a pagare ai creditori in modo ragionevole, soprattutto con una moratoria sul capitale di almeno due anni e una attualizzazione ovvero riduzione degli interessi; geopolitica se la Grecia, invece, dovesse venir aiutata dalla Russia; notevole se il tutto dovesse avvenire in modo traumatico, con un vero e proprio default». Cosa accadrebbe alla moneta unica? «Tecnicamente non molto; ma politicamente prenderebbero forza le istanze eurifughe. L'euro è stato pensato in modo che ci si potesse stare o no: si pensi ai Paesi in deroga. Ovviamente è l'Italia che ha rinunciato all'opting out perché senza l'Italia l'euro sarebbe una trappola mortale per gli altri». Lei è da sempre un fautore della sovranità monetaria. Facciamo un’ipotesi: se l’Italia dovesse uscire dall’euro, accadrebbe che... «Avremmo vantaggi enormi a scapito degli altri; quindi dovremmo negoziare una situazione per cui i nostri vantaggi più importanti non dovrebbero corrispondere a simmetrici svantaggi per gli altri. Quindi, congelare - con poca flessibilità - le quote di mercato del manifatturiero e puntare a investimenti nel welfare, ambiente, manutenzione, infrastrutture, servizi di cura delle persone». È questa l’unica Europa possibile? «No. Questa Europa è insostenibile. Occorre una Confederazione di Stati sovrani che si rispettino e che varino programmi comuni per avvicinarsi alla piena occupazione dappertutto e affrontare adeguatamente le emergenze da sud e da est».

dalla redazione de Il Piccolo

Segnala questo articolo su