Cremona - Il Comune non calcola più l’Imu: ognuno si arrangi

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Due importanti scadenze in arrivo: il 16 giugno si dovrà pagare l’imposta municipale propria, mentre il 16 di luglio si dovrà versare la Tari.
Sono in arrivo le scadenze delle principali imposte e tasse comunali: l'Imu e la Tasi. Quest'anno, ci sono alcune novità tutt'altro che positive per la cittadinanza: il Comune ha deciso di non erogare più il servizio per cui venivano effettuati il conteggio dell’Imposta Municipale Propria (Imu) dovuta e la consegna del modello F24 per il relativo versamento, che andrà fatto entro il 16 giugno. «Poiché non si tratta di un servizio obbligatorio, abbiamo deciso di utilizzare le risorse per massimizzare l'attività di accertamento » fanno sapere dal Comune. Insomma, conta quanto si riesce a incassare, evitando il più possibile l'evasione. Una scelta che non è piaciuta a molti cittadini, che hanno protestato con gli uffici in via Geromini. «Tale servizio non rientra fra gli obblighi istituzionali dell’Ente» si giustifica ancora l'amministrazione. Un servizio che rischiava di essere troppo impegnativo: «Dal 2012 (anno di entrata in vigore dell’Imu) al 2014, il servizio ha impegnato il personale del settore in prossimità di ciascuna scadenza di pagamento (acconto 16 giugno - saldo 16 dicembre), per un periodo di circa due mesi, per l’intero orario giornaliero di apertura al pubblico». Questo portava quindi a bloccare l'attività ordinaria degli uffici. «Ciò andava a discapito dei nostri obiettivi primari, ossia quelli di portare avanti una cospicua attività accertamento, che porti a garantire una equità tributaria e a salvaguardare gli equilibri di bilancio». Attività, queste, che richiedono un impegno notevole e costante da parte del personale. Insomma, sarà possibile recarsi presso gli uffici in via Geromini per chiedere chiarimenti in merito agli avvisi di pagamento emessi, interpretazioni normative, presentazione di denunce, dichiarazioni e istanze, modalità di versamento, corretta applicazione delle aliquote. Ma non più richiedere il calcolo.

COME CALCOLARE L'IMPOSTA
A questo punto la domanda sorge spontanea: come può il cittadino calcolare l'imposta, dal momento che il Comune non lo fa più? «E' possibile fare il calcolo online tenendo conto che se non sono intervenute variazioni, l'acconto da versare è pari al 50% dell'importo annuo versato nel 2014» spiegano dall'amministrazione. «Se invece qualcosa è cambiato nella situazione del contribuente ( come le percentuali di possesso, il periodo di possesso, ecc) è necessario ricalcolare l'importo annuo applicando le aliquote e le detrazioni riferite al 2014 e versare il 50% dell'importo». Per chi invece non avesse possibilità di effettuare il calcolo online, cosa che può capitare, per esempio, ai più anziani, il Comune ricorda che è possibile rivolgersi a: «Caf, patronati, commercialisti e revisori contabili, architetti e geometri, associazioni di categoria». Insomma, le possibilità sono molte: basta che ci si arrangi da soli. Cosa che forse per molti cittadini non sarà facile: non solo per i più anziani, ma anche per coloro che già vivono situazioni economicamente precarie e che ora saranno costretti a pagare anche per conoscere l'importo delle proprie tasse. Il mancato calcolo dell'imposta da parte del Comune per molti cittadini rappresenta quindi un disservizio, in certi casi addirittura una forte penalizzazione.

dalla redazione de Il Piccolo

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