Vanoli, mancano solo due innesti

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Dopo l’ingaggio dell’ala piccola Deron Washington il roster biancoblu è quasi completo.
Cresce l’entusiasmo in città e tra gli appassionati di basket, perché sembra proprio che la Vanoli stia conducendo una campagna ingaggi e riconferme di assoluto interesse in vista degli impegni della prossima stagione agonistica. La dirigenza è partita, alla ricerca di riconferme importanti per garantire un’alta competitività agli uomini di Cesare Pancotto. Indubbiamente le permanenze quasi immediate di Luca Vitali e Marco Cusin hanno consentito di partire da certezze in ruoli chiave (playmaker e centro) completando sin qui la rosa con Elston Turner, Paul Biligha, Fabio Mian, Raphael Gaspardo e da ultimo Deron Washington, ala piccola trentenne dalle ottime credenziali, che ha già giocato in Europa (due anni fa era a Pistoia). Manca ancora l’ala grande da scegliersi, finanze permettendo, in una ampia rosa di atleti con caratteristiche differenti l’uno dall’altro, chi più attaccante e chi più difensore. E qui saranno soprattutto le considerazioni dei tecnici a prevalere, ovviamente. Non sottovalutiamo comunque anche l’ingaggio di atleti italiani come Biligha, ovvio primo cambio dei centri, Mian già visto lo scorso anno come guardia-ala piccola e del giovane Gaspardo, tutto da scoprire ma che promette molto bene. A dire il vero la Vanoli sta cercando il cambio del play, probabilmente uno statunitense giovane di belle speranze, ma non un “panchinaro fisso”. Ovvio che con queste credenziali e con Andrea Conti appena sceso dall’aereo di ritorno dagli States, entusiasta perché ha visto moltissimi prospetti interessanti e se ne è segnato qualcuno sul promemoria, anche la tifoseria, ben sostenute dalla dirigenza, siano sin fermento (gli abbonamenti hanno già superato quota 100). Si sogna già ad occhi aperti qualche delusione in meno e qualche aspirazione in più, per poter godere di grande credibilità a tutti i livelli, a conferma di quanto di buono si è fatto nel campionato 2014-2015. Come in ogni impresa, sportiva e non, ci vorrà un pizzico di buona sorte per completare il quadro con una degna cornice, ma le speranze di far sempre meglio vanno lievitando costantemente.

dalla redazione de Il Piccolo

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