Siccità: Po in secca e agricoltura a rischio

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La persistente ondata di caldo di questi giorni sta facendo scendere notevolmente il livello del Grande fiume.
Il livello del fiume Po continua a scendere, in questi giorni di grande siccità, presentando una situazione di secca molto simile a quella del 2007, mentre, fortunatamente, si è ancora lontani dai record negativi del 2003 e del 2006, quando la secca a Cremona toccò i -7,90 metri sotto lo zero idrometrico. Attualmente infatti il fiume è intorno ai -7,40 e scende molto lentamente. «La situazione della secca dipende da alcuni equilibri, che cerchiamo di mantenere - spiega Ivano Galvani, dirigente del settore navigazione emiliana di Aipo -. A regolare l'altezza del livello del fiume sono alcuni fattori: il quantitativo di acqua che arriva dagli affluenti, quello che esce e quanta ne viene prelevata dall'agricoltura per l'irrigazione. Il nostro obiettivo è fare in modo che la portata non scenda sotto i 350 metri cubi al secondo, per evitare che si verifichi una risalita del mare all'interno del fiume, cosa che provocherebbe dei problemi alle centrali idroelettriche del delta». Insomma, si tratta di mantenere i delicati equilibri del corso d'acqua. Intanto, si trova in difficoltà la navigazione commerciale, che in questo periodo è molto limitata. «Chi può muoversi agilmente sono i motoscafi con basso pescaggio, ma la maggior parte delle imbarcazioni hanno parecchi problemi» spiega ancora Galvani.

L'AGRICOLTURA
I segnali di maggior preoccupazione arrivano dall'agricoltura, che in queste settimane abbisogna di un maggior quantitativo d'acqua per l'irrigazione, proprio a causa della grande siccità. Ancora non si lanciano allarmi, ma le temperature che si stanno registrando in queste settimane e soprattutto le previsioni, per cui persisterebbe tale situazione, creano qualche timore. Tanto che gli appelli dell'agricoltura agli enti che si occupano di irrigazione sono forti e chiari: la richiesta di maggiori quantitativi di acqua arriverà molto probabilmente a breve. E questo cozza con la necessità di Aipo di ridurre il più possibile i consumi irrigui. Intanto vengono costantemente monitorati i laghi lombardi e il fiume Po, anche a fronte del fatto che, negli ultimi sette giorni, l’altezza idrometrica dei principali bacini lacustri della regione hanno registrato cali compresi tra i sette e i trenta centimetri. In una settimana il lago Maggiore è passato da 119.7 a 104.6 centimetri (-15.1 centimetri), il lago di Como da 51.3 a 36.9 centimetri (-14.4 centimetri), mentre quello di Garda è sceso da 94 a 87.3 centimetri (-6,7 centimetri). Il record negativo va al lago d’Iseo, diminuito di 29,6 centimetri passando da 53.5 a 23.9 centimetri, con un meno 55,3%. La prima decade del mese di luglio – dicono i dati Ucea – ha fatto registrare in Lombardia temperature da record, con valori per le minime e le massime superiori di 3,5 gradi alla media del periodo. Secondo i dati di Arpa Lombardia, le riserve d’acqua contenute nei bacini di Como, Idro, Garda e Iseo all’inizio del mese erano inferiori alla media del periodo del 20,5%. Una situazione che sta influendo anche sui fiumi come il Po, l’Adda e l’Oglio. In particolare, nella nostra provincia l’acqua irrigua incomincia a scarseggiare a seguito dei cali fatti registrare nel lago di Como che alimenta l’Adda e nel lago di Iseo che alimenta il fiume Oglio, così come preoccupa il calo di acqua del fiume Po.

LE PREVISIONI
Secondo i meteorologi, il caldo afoso, con temperature ben sopra la media stagionale, dovrebbe continuare ancora almeno per una settimana. «Una lunga fase calda e secca, provocata dal “robusto” anticiclone subtropicale che si protende dal Nord-Africa all’Europa centrale» evidenzia Arpa Lombardia. Fino ad oggi, come segnala il servizio meteorologico dell'azienda regionale, i giorni più caldi dell’estate sono stati quelli compresi tra lunedì 6 e mercoledì 8 luglio ma, dal confronto con le temperature massime assolute raggiunte negli ultimi 25 anni (1990-2014), emerge che non si sono ancora toccati valori estremi registrati in precedenti periodi estivi, salvo in alcuni casi in cui ci si è molto avvicinati. «Nei prossimi cinque/sei giorni le condizioni meteorologiche saranno ancora improntate alla stabilità e il caldo afoso continuerà a persistere - continua Arpa. Solo localmente e isolatamente, tra oggi e domenica 19, i rovesci e i temporali potranno raggiungere, oltre che i rilievi alpini e prealpini, anche l’alta pianura occidentale e centrale ma con effetti di mitigazione delle temperature poco rilevanti».

dalla redazione de Il Piccolo

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