Pomì: la “febbre rosa” ha contagiato tutti

+ 34
+ 37


Numeri da record per gli abbonamenti: oltre 700, quasi triplicati rispetto all’anno scorso. E anche a Cremona nasce il tifo organizzato.
Grande successo della campagna abbonamenti della Pomì Casalmaggiore a Cremona: a n e a n c h e u n a s e t t i m a n a dall'apertura, le adesioni sono quasi triplicate rispetto a quelle dello scorso anno, quando la Pomì giocava a Viadana. Siamo infatti già quasi a quota 800 (300 nella passata stagione). La scelta di giocare a Cremona si è rivelata vincente per la squadra del presidente Massimo Boselli, che guarda con ottimismo al futuro. «Questi risultati sono la conferma di quanto avevamo già potuto intuire nel primo periodo in cui ci siamo trasferiti al Palaradi, nella passata stagione. I risultati di pubblico e seguito ottenuti allora erano molto positivi e mi sembra che la tendenza sia in crescita». Insomma, le ragazze della Pomì a Cremona hanno trovato un'ottima accoglienza e acceso l'entusiasmo anche di chi prima non le seguiva. «Indicativa è la costituzione, in tempi recenti, di un gruppo cremonese di tifosi organizzati, “Passione rosa Pomì”, che affianca quello storico casalasco, “Pomì Vbc Pallavolo Rosa”. «Il nuovo club cremonese, che ha una propria pagina Facebook (con 291 membri), conta già 62 adesioni (abbonamenti) - spiega Boselli -. Creare un gruppo organizzato significa programmare iniziative e andare in trasferta, dunque è un grande segnale di sostegno alla squadra». Il tifo organizzato a Cremona è nato da poco, ma il gruppo direttivo sta lavorando molto e presto saranno pronte anche le tessere. «Il nostro obiettivo è di tifare in modo sano, pulito e corretto - spiega Marco Grassi, membro del direttivo insieme ad Alfredo Ciloni, Paolo Panetta, Massimo e Matteo Villa -. Il tifo però deve essere fatto bene: a questo proposito, abbiamo già comprato tamburo e megafono. Vorremmo organizzare qualche trasferta in pullman, perché il tifo deve accompagnare la squadra anche quando gioca fuori casa. Prepareremo sciarpe, magliette, striscioni e tutto quello che serve per tifare come si deve. La società ci appoggia in tutto e per tutto, e questo rappresenta per noi un ulteriore stimolo a impegnarci al meglio ». A sostenere l'arrivo della Pomì al Palaradi anche per il prossimo campionato, Champions League compresa, è stato il Comune di Cremona, «che fin da subito si è reso disponibile per agevolarela possibilità di affrontare il campionato definitivamente al Palaradi - spiega il presidente -. Non abbiamo mai avuto contatti con la Vanoli, perché ci ha pensato il Comune a lavorare affinché si trovasse una mediazione. Naturalmente in futuro programmeremo anche degli incontri con la dirigenza della Vanoli, per valutare la possibilità di qualche sinergia ». Insomma, la sfida di due squadre di serie A nello stesso palazzetto non ha spaventato nessuno. «Due squadre che giocano nello stesso palazzetto non rappresentano un problema. A Casalmaggiore dovevamo confrontarci con cinque società e a Viadana con sei e non è mai stato un problema. Le vere difficoltà sono quelle delle palestre minori, che devono far collimare le esigenze di moltissime squadre».


Certo, la Pomì ha da affrontare oneri decisamente più impegnativi, come ogni squadra di serie A. Uno di questi è la questione del campo, che va montato e smontato ad ogni partita. «Quest'anno le cose sono ancora più complesse perché dobbiamo gestire anche il campo da Champions League, che è diverso da quello di campionato. In ogni caso, ci affidiamo a una società specializzata che ci segue da anni e che si occupa ogni volta di allestire e smantellare il campo». Un altro aspetto peculiare della Pomì è la capacità di coinvolgere i giovani. «Già dagli anni scorsi abbiamo sempre avuto rapporti molto stretti con le società giovanili, dove le nostre ragazze si sono recate spesso» racconta Boselli. In effetti, tra le giovanissime la passione per la squadra è diventata qualcosa di virale, tanto che le richieste di iscrizioni alle società giovanili sono balzate alle stelle. Notevole è stata anche la partecipazione ai campi estivi, con diverse partecipanti cremonesi». Nella nostra chiacchierata con il presidente Boselli non poteva però mancare un aspetto più strettamente sportivo: la formazione della passata stagione si è distinta grazie all'affiatamento tra le ragazze, elemento essenziale che ha consentito alla squadra di vincere lo scudetto. Quest'anno, con la Champions League, sarà necessario rafforzare anche l'aspetto tecnico. Obiettivo centrato, secondo il presidente: «Sono convinto che la squadra si sia rafforzata, anche grazie a uno staff tecnico di prim'ordine. Abbiamo anche voluto incrementare il numero delle giocatrici, che sono tredici. Siamo consapevoli di quanto possa essere impegnativa questa nuova sfida, un nuovo step della nostra carriera. Ma possiamo confidare su un allenatore, Massimo Barbolini, di livello internazionale, con una esperienza notevole». Il maggiore impegno sul fronte tecnico non mette in secondo piano l'aspetto dell'affiatamento tra le giocatrici: «L'esperienza del ritiro a Forte dei Marmi punta proprio a questo - spiega ancora Boselli -. Crediamo che tra tutti i membri di questa grande famiglia, dirigenza, staff e giocatrici, debba crearsi un'intesa che vada oltre il gioco in campo e gli allenamenti. Vivere insieme per cinque giorni è servito ad abbattere le barriere relazionali e a favorire l'inserimento delle nuove giocatrici, grazie anche all'impegno delle veterane. Emblematico che le ragazze durante il ritiro si siano spesso impegnate a giocare a ping pong tutte insieme, tanto che la Associazione Italiana di Tennis da tavolo ci ha regalato un campo da ping pong professionale». Un'ultima notizia: «Oggi (giovedì 27, ndr) è venuta a salutare la squadra Carlotta Cambi (acquistata dalla Pomì lo scorso giugno), palleggiatrice della nazionale under 23, che ora partirà per giocare ai mondiali in Costa Rica e che tornerà il 20 settembre» conclude Boselli.

dalla redazione de Il Piccolo

Segnala questo articolo su