Tasi, uno sconto del 25% per chi affitta

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Mentre il 16 dicembre scade il termine per pagare il saldo dell’imposta 2015, il governo la cancella per la prima casa, ma dal 2016.
Ancora un paio di settimane e si pagherà l’ultima Tasi (per ora) per chi possiede la prima casa. Entro il 16 dicembre va versato il saldo di Imu e Tasi relativo al 2015, un obbligo che riguarda 25 milioni di proprietari. La bella notizia è quella illustrata sopra, la brutta è che anche stavolta la tassa è rincarata. Un addio tra le lacrime dunque. Un rincaro continuo che ha avuto anche pesanti effetti sul mercato del mattone. Dalla rivalutazione della base imponibile del 2011 è stata una crescita continua. Prima il rincaro dei capannoni (da qui l’operazione per togliere le coperture, per renderli inagibili), poi il governo Letta che nel 2013 prima sospese poi cancellò quasi del tutto i pagamenti per le abitazioni principali. Quindi l’arrivo della Tasi e la coda della mini-Imu. Nei fatti il conto complessivo è stato ogni anno più salato. Il Sole 24 Ore ha calcolato che su 20 milioni di abitazioni principali l’aliquota media è salita dall’1,88 al 2,09 per mille rispetto al 2014, e ha poi elencato i vari capoluoghi di provincia. A Cremona nessuna aliquota è stata modificata. Per l’abitazione principale resta del 3,3 per mille, il massimo possibile. In Lombardia solo Como, Pavia e Varese sono a quel livello. Nell’affitto libero è del 10 per mille, per le case sfitte del 10,6 e per negozi e uffici del 9,6, in questo caso più basso della media nazionale. Tornando all’abitazione principale, c’è chi ha aumentato l’aliquota e chi l’ha abbassata. Tra i primi spicca Ragusa, dove la Tasi è stata introdotta quest’anno dalla nuova giunta del M5S. Ci sono città nelle quali si è deciso di effettuare una spending review per abbassare l’aliquota, come nel caso di Villacidro e Modena. C’è poi il caso di Trento, che quest’anno sperimenta (potere dello statuto speciale) la nuova imposta provinciale Imis che sostituisce Imu e Tasi.

Nel complesso resta un solo capoluogo dove l’aliquota è zero: si tratta di Olbia. Ma al di sotto del 2 per mille si piazzano tante altre città: Aosta, Nuoro, Sanluri, Tortolì e Villacidro (1 per mille), Pordenone (1,25), Brindisi, Carbonia e Gorizia (1,5), Matera (1,8) e Pesaro (1,9). Pochi casi comunque, tra cui spicca la Sardegna. Le novità più gustose sono annunciate però per il 2016, e sono contenute nella Legge di Stabilità (la vecchia “Finanziaria”) da poco approvata in Senato col voto di fiducia. Una legge (la Commissione europea ha però lanciato richiami sul rispetto del Patto di Stabilità) che contempla tra l’altro il canone Rai nella bolletta elettrica (come avevamo anticipato due mesi fa: si potrà saldare in più rate), e che soprattutto annulla la tassa sulla prima casa. Non solo. In attesa che la legge affronti l’esame della Camera, è previsto che non dovrà pagare nemmeno il coniuge separato se la prima casa di proprietà è stata assegnata all’altro coniuge. Stessa agevolazione per le forze dell’ordine, i prefetti e i vigili del fuoco che non abitano le case di proprietà. Esenti dal pagamento anche i figli che ricevono in comodato gratuito la casa dai genitori, e pure i disabili che la ricevono in comodato da un parente. Tutti interventi che appaiono logici. Inoltre, nel caso i proprietari cedano la prima casa entro un anno dall’acquisto di un altro immobile, l’imposta di registro sarà ridotta al 2%. Infine un’importante agevolazione per chi affitta: non più l’aliquota ridotta al 4 per mille, ma lo sconto del 25% su Imu e Tasi per chi affitta a canone concordato. Il tutto nell’attesa di un testo unico per le imposte immobiliari, che faccia finalmente chiarezza dopo tasse che cambiano nella sostanza e nel nome praticamente ogni anno.

dalla redazione de Il Piccolo

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