Asma, una patologia da prendere sul serio

+ 47
+ 41


Il clima di queste settimane, con gli accumuli di smog che si sono verificati, ha favorito un acuirsi degli attacchi di asma. Allergie, sigarette e smog sono infatti alcuni dei fattori scatenanti l’asma, una malattia che colpisce il 5-7% della popolazione italiana. Ne parliamo con il dottor Giancarlo Bosio, direttore della unità operativa di Pneumologia del Presidio Ospedaliero di Cremona, dove esiste un ambulatorio dedicato che aiuta i pazienti ad affrontare questa problematica.

Cosa succede durante un attacco di asma?
«Il paziente accusa difficoltà nella respirazione, specialmente in fase espiratoria con tosse insistente. Questi sintomi sono secondari a un’irritazione infiammatoria dei bronchi che di conseguenza si riducono di calibro. Riduzione che determina la difficoltà di passaggio dell’aria nei bronchi stessi e ne caratterizza la sintomatologia. Il paziente con dispnea (difficoltà nella respirazione) è molto sofferente e non riesce a eseguire le comuni attività della vita quotidiana».

Da quali fattori dipende l’asma?
«L’asma è una malattia molto complessa in cui nel singolo individuo giocano un ruolo parimenti importante sia il corredo genetico sia l’ambiente in cui il soggetto è vissuto. L’ipereattività bronchiale è uno stato di essere dei bronchi che rispondono in modo esagerato ai comuni stimoli mantenendo costantemente irritato ed infiammato il bronco stesso».

Quanta gente soffre di questo disturbo?
«L’asma è una malattia molto comune e diffusa in tutto il mondo, in Italia per la numerosità dei casi e per i problemi che la malattia stessa determina è considerata un problema sociale e per questo gli asmatici hanno diritto all’esenzione dei ticket sanitari. In Italia il 5-7% della popolazione è affetto da asma. Maggiore sembra l’incidenza nei bambini e negli anziani. Anche gli atleti possono soffrire di asma e alcuni famosi olimpionici o campioni mondiali sono affetti da questa malattia».

Come viene diagnosticata?
«La diagnosi è clinica e fisiopatologica, necessita di esami di funzionalità respiratoria in cui si deve dimostrare la chiusura dei bronchi e la reversibilità di questa dopo l’utilizzo di broncodilatatori. Se il paziente al momento dell’esame è asintomatico è necessario studiare la reattività bronchiale e dimostrare l’ipereattività con un test bronco dinamico. Gli esami sono di facile esecuzione, ma necessitano di collaborazione da parte del paziente per una buona riuscita dell’esame stesso».

Come si cura? È possibile guarirla?
«L’asma è un’importante patologia a livello mondiale e per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha fatto e tiene aggiornate specifiche linee guida terapeutiche. L’educazione e gli stili di vita influenzano l’evoluzione clinica della malattia, è dunque fondamentale affrontare e rimuovere tutte le circostanze scatenanti (inquinamento, fumo ecc.)». E i farmaci? «Ci sono molti farmaci capaci di incidere in modo significativo sui sintomi e sull’evoluzione della malattia come il cortisone e i broncodilatatori, di cui bisogna farne un uso più che mai corretto. Sono ora in fase di sperimentazione nuovi farmaci quali gli anticorpi anti IgE, farmaci specifici contro gli eosinofili, contro l’interleuchina 5. Infine anche il possibile approccio con la termoplastica bronchiale ad una terapia fisica dei bronchi stessi. La ricerca, in questo campo, sta facendo passi veramente da gigante e siamo in attesa di una pratica e comune applicazione di queste nuove armi, ora ancora in fase di studio».

Può essere pericolosa?
«Purtroppo di asma si continua a morire e questo capita anche ai giovani. Una corretta applicazione delle linee guida internazionali assieme ad un’educazione del paziente asmatico dovrebbe ridurre drasticamente questa eventualità. Nella nostra Azienda è attivo un ambulatorio specificatamente dedicato a cui i pazienti possono rivolgersi per ottenere risposte adeguate ed in linea con gli indirizzi internazionali».

dalla redazione de Il Piccolo

Segnala questo articolo su