A Cremona volano gli acquisti a rate

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I cremonesi acquistano a rate, sempre di più, e non siamo certi si tratti di un record di cui andare orgogliosi. Lo dice una ricerca condotta dal Sole 24 Ore, che ha considerato i dati provincia per provincia valutando le differenze tra il mese di febbraio 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015. Delle 110 province italiane, Cremona si piazza addirittura al 4° posto, alle spalle delle sole Latina, Frosinone e Rovigo. Rispetto a loro però Cremona “vanta” un valore medio più elevato, che, a prescindere dalla differenza rispetto allo scorso anno, la colloca in ogni caso nell’élite tra le province che fanno più uso dello strumento creditizio. A livello nazionale si assiste ad un aumento dei consumi per le famiglie (una benefica inversione di tendenza dopo 5 anni di cali), dato di per sé positivo, e che logicamente si accompagna ad una crescita dell’acquisto a rate. L’acquisto di beni durevoli e di servizi lievita, al contrario dei prestiti personali che invece fanno segnare una flessione. A livello nazionale l’aumento di acquisti a rate è stato dell’11%, un aumento significativo, che esplode a Cremona con un +34%. Ad aumentare sono elettrodomestici, mobili e automobili, ma anche spese mediche e viaggi, tutti beni che è possibile acquistare dilazionandone il pagamento. In Italia sembra che la proposta di acquistare a rate faccia presa più sugli abitanti della provincia che su quelli delle metropoli. A primeggiare è Latina col 36,3%, poi la vicina Frosinone è quota 35,8%, Rovigo è sul terzo gradino del podio col 34,9% e appunto Cremona segue a ruota col 34%. Più staccata Forlì-Cesena (32,7%), mentre al 6° posto Venezia è poco oltre il 30%. Tutte e 110 le province fanno segnare il segno positivo, compresa l’ultima, Imperia, con un +0,2%. Alla base, l’aumentata fiducia dei consumatori, ma anche la diffusione sempre maggiore delle offerte di acquisto a tasso zero, vale a dire la possibilità per il cliente di dilazionare la spesa in più versamenti senza dover pagare interessi (al massimo solo la spesa bancaria di ciascuna operazione mensile).

Il pagamento avviene attraverso l’intermediazione di finanziarie che rilevano il credito dalla società venditrice. Lo fanno ad un prezzo modico, ma con la possibilità di agganciare un possibile cliente da riversare sul settore dei prestiti personali: quante volte ci capita di ricevere richieste di finanziamenti da parte di aziende cui versiamo mensilmente la rata? L’importo medio della richiesta è di 8.430 euro, ma comprende sia i prestiti personali (media di 12.300 euro) sia appunto l’acquisto rateale (media di 5.670 euro).Anche considerando l’importo medio, la provincia di Cremona si segnala tra le più “spendaccione”, con 6.440 euro di spesa per ciascun acquisto, che le vale il 20° posto assoluto. Al vertice 5 province del nord-ovest, tutte confinanti: Verbania, Como, Biella, Vercelli e Varese. Nelle prime 9 posizioni ci sono solo province lombarde e piemontesi, solo al 10° posto si affaccia la veneta Padova. Tra queste e Cremona, altre province del nord, a parte Perugia, Arezzo e Rieti. Quanto ai singoli acquisti, ha inciso il ritorno dell’auto (+27% nel 2015), ma si segnalano anche elettrodomestici, elettronica e mobili. Riguardo all’auto, le case produttrici hanno puntato su politiche che sempre più agevolano il pagamento rateale: spesso si acquista l’auto nuova versando un anticipo e saldando la parte restante a rate, nel qual caso, oltre a non dover corrispondere tassi di interesse, è possibile assicurare la vettura contro furto, atti vandalici e grandine a prezzi più bassi rispetto alle offerte delle compagnie assicurative. Per questo oltre la metà delle auto in Italia si vende a rate. Riguardo l’acquisto dei mobili, ha inciso anche la politica del governo, con la proroga dei bonus fiscali. Infine, un’ulteriore spinta verso l’acquisto rateale l’hanno certamente data i tassi di interesse in costante calo.


dalla redazione de Il Piccolo

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