Cremo, a -9 farebbe molto freddo

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Richieste di squalifiche a raffica e penalizzazioni da scontare sia nella stagione passata sia in quella che sta per cominciare. La mano pesante della Procura federale di Stefano Palazzi si abbatte su tesserati e società deferite in seguito al coinvolgimento nello scandalo del calcioscomesse scaturito dall’indagine avviata dalla Procura di Cremona sull’inchiesta “Last Bet”. Il procuratore capo, davanti alla Commissione disciplinare presieduta dall’avvocato Sergio Artico, ha snocciolato in rapida successione numeri categorici per punire i diversi colpevoli. Nove dovrebbero essere i punti di penalizzazione che la Cremonese dovrà scontare (salvo riduzioni dopo l’appello) nel prossimo campionato a causa di quella responsabilità oggettiva (che è valsa anche un’ammenda di 30mila euro) che renderà assai più ardua la corsa alla promozione della squadra di mister Brevi.

L’uomo chiave della vicenda, quel Marco Paoloni che solo un anno fa ci faceva impazzire per le sue prodezze tra i pali e che oggi, alla luce di quanto emerso, continua curiosamente a dichiararsi innocente, dovrebbe scontare 5 anni di squalifica con annessa proposta di radiazione, più altri 5 anni di stop in continuazione. Penalizzato anche il Benevento (altra squadra in cui Paoloni ha militato nell’ultima stagione) di 14 punti e l’ammenda di 30mila euro. L’Atalanta, insieme al Chievo, è l'unica formazione di serie A coinvolta. Nei confronti degli orobici sono stati chiesti 7 punti di penalizzazione (da scontare nel prossimo campionato), mentre i veronesi hanno patteggiato uscendo dal procedimento col solo obbligo di pagare un’ammenda da 80mila euro. Salvata la serie A, però, l’Atalanta rischia seriamente di perdere definitivamente il proprio capitano Cristiano Doni e il compagno di squadra Thomas Manfredini: per il primo la richiesta di stop è di 3 anni e 6 mesi, per il secondo di 3 anni. Decisamente peggio è andata a Massimo Erodiani, il titolare dell’agenzia di scommesse di Pescara. Per lui Palazzi ha chiesto 5 anni di squalifica più la proposta di preclusione (radiazione), più ulteriori 8 anni di squalifica in continuazione.

Tra gli altri protagonisti, detto di Paoloni, analoghe sono le posizioni per l’ex azzurro Giuseppe Signori, Antonio Bellavista, Giorgio Buffone (direttore sportivo del Ravenna), Mauro Bressan, Carlo Gervasoni (ex grigiorosso), Gianni Fabbri (presidente del Ravenna) e Nicola Santoni, tutti soggetti alla richiesta di radiazione. Altri tesserati hanno alzato la mani, in segno di resa, per loro condanne già definitive: tra i più importanti, 3 anni per Parlato, 14 mesi per Bettarini (e 80 mila euro di ammenda per il Chievo) e Micolucci, un anno per Tisci. Decisamente diverso, poi, il trattamento riservato a Vincenzo Sommese e Vittorio Micolucci, entrambi giocatori dell’Ascoli. Per il primo, Palazzi ha chiesto 5 anni di squalifica con proposta di radiazione, decretandone in pratica la fine della carriera tra i professionisti; il secondo, invece, grazie alla strada del patteggiamento e alla fattiva collaborazione e ammissione di responsabilità, si è visto riconoscere un sostanzioso sconto di pena e dovrà restare fermo “solo” 14 mesi.

Per i club di serie B richiesti 6 punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato (più 90mila euro di ammenda) per l’Ascoli, mentre per Hellas Verona e Sassuolo 50mila euro d'ammenda. Nei confronti del Piacenza, già retrocesso, chiesti 4 punti di penalizzazione da scontare nel campionato passato e questo costerà l’eventuale ripescaggio degli emiliani. Infine, tra gli undici club di Lega Pro, pagano pesantemente la responsabilità diretta l’Alessandria che è stata retrocessa d’ufficio all’ultimo posto (e quindi dovrebbe giocare la prossima stagione in Seconda Divisione) e il Ravenna (esclusione dal campionato più 50mila euro d'ammenda). La fase dibattimentale si concluderà in questi giorni, poi spazio alle sentenze definitive attese nella giornata di lunedì. «La Cremonese si aspetta di essere totalmente scagionata senza subire alcuna penalizzazione. Se si deve applicare la responsabilità oggettiva, il nostro avvocato ci ha suggerito che potrebbe essere accettabile un’ammenda economica, ma noi crediamo di non meritare nemmeno quella», ha detto Turotti.

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