Ma cosa diavolo stiamo respirando?

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L’aria di Cremona è irrespirabile: una certezza, questa, palese, giunti al 23esimo giorno di superamento della soglia limite delle PM10 in un solo mese. Ne dovrebbe essere consapevole anche il Comune di Cremona, che però sembra davvero latitante. Anche le notizie trapelate dall'ultima riunione della giunta sono poco confortanti. «Ne abbiamo parlato» ha detto l'assessore Francesco Bordi, «e nei prossimi giorni partiranno degli incontri tecnici che ci porteranno, entro la prima decade di gennaio, a stabilire alcune iniziative». Non ha voluto dire di più, l'assessore all'ambiente. Tranne che non vi saranno interventi nell'immediato, nulla per contrastare l'emergenza del momento.
Un atteggiamento che preoccupa molto sia i cittadini che le forze politiche di opposizione. «Abbiamo tentato in tutti i modi di far ragionare gli amministratori, ma inutilmente» racconta Maura Ruggeri, capogruppo del Pd in consiglio comunale. «Abbiamo sollecitato più volte l'assessore Bordi, che ne ha parlato anche in commissione, ma nulla è cambiato. Questa Amministrazione va avanti senza prendere dei provvedimenti legati all'emergenza, e intanto la città è avvolta dallo smog. E' vero che servirebbero interventi più strutturali e di ampio respiro, ma qui stiamo parlando di un'emergenza da risolvere». Il sindaco Perri si è limitato ad inviare una lettera a Formigoni, chiedendo di intervenire con un provvedimento regionale. Ma questo non basta, secondo l'opposizione. «Intanto bisognerebbe verificare che le disposizioni emanate dalla Regione recentemente, come ad esempio il divieto di circolazione agli Euro 3, vengano rispettate. E in ogni caso non si può semplicemente aspettare la Regione».

Urgono dunque provvedimenti a livello locale per arginare l'emergenza immediata, «magari cercando di coinvolgere anche il resto della provincia» spiega Ruggeri. «In secondo luogo, bisogna cambiare le politiche di mobilità cittadina. Ma il Comune di tutto ciò è stato capace solo di fare grandi annunci. Anzi, ha messo in piedi azioni che vanno esattamente nella direzione opposta, dalla Ztl aperta al centro pieno di auto e parcheggi».
Anche Legambiente critica con forza l’operato dell’Amministrazione comunale, stilando un bilancio di fine anno che risulta decisamente disastroso, partendo dal dato che i superamenti della soglia limite sono stati ben 107 (dato aggiornato giovedì 29 dicembre, ndr), quasi un terzo dell'anno.

«La situazione a Cremona è stata disastrosa» dicono da Legambiente. «Come disastrosa è stata la gestione dell’emergenza da parte comunale. Il Sindaco, massima autorità sanitaria locale, non ha proferito verbo, mentre l’assessore all’ambiente Bordi, con il proprio apparato tecnico, ha  rilasciato dichiarazioni spesso contraddittorie, se non mistificatorie dei fatti reali. Cosa è stato fatto? Assolutamente nulla. Il quadro è veramente desolante considerato che da vari lustri sappiamo che, con l’inizio del periodo più freddo, l’inquinamento tende a salire in maniera proporzionale al bel tempo. Quest’anno poi l’inquinamento è iniziato ancor prima che si accendessero i termosifoni. Dunque, non solo non si contrasta il fenomeno né con misure strutturali né emergenziali, bensì si continua a gettare acqua sul fuoco».
Legambiente attacca l'Amministrazione comunale, ma anche la Regione. «Le esternazioni bordiane diventano in questi giorni  una vera litania e tendono tutte a dimostrare come nulla si può fare localmente se non si ferma almeno tutta la Pianura Padana. Decisamente una presa per i fondelli».

Aspre critiche anche sull'impostazione viabilistica cittadina. «Oltre al temibile PM10,  ai cittadini cremonesi spetta di affrontare ogni giorno disagi crescenti, qualsiasi mezzo abbiano deciso di utilizzare, finanche i piedi. I mezzi pubblici sono in affanno e viaggiano nel caos delle strade senza alcuna corsia preferenziale. Le auto, o alla ricerca di un parcheggio possibilmente gratis o alla ricerca del transito più conveniente,  girano a vuoto o sono in coda a semafori e rotatorie. Ne  vediamo sempre di più in doppia e tripla fila ad intasare le strade centrali o periferiche. Le biciclette rischiano la penalizzazione e viaggiano all’insegna dell’insicurezza e dell’inquinamento; troppo spesso le piste ciclabili, quando ci sono, sono occupate dalle auto e dai furgoni. I furgoni del trasporto merci sono ovunque in qualunque ora; si tratta spesso di veicoli vecchi ed inquinanti che entrano nel centro storico senza essere disciplinati». A questo proposito, Legambiente si appella alla Regione Lombardia, chiedendo che vengano verificate le modalità di applicazione delle direttive regionali da parte  del Comune di Cremona. «Infatti la nostra giunta, in attesa dello stop di mezza Italia, ha deciso che anche il Piano d'Azione Antismog di Formigoni va troppo stretto per l’automobilista cremonese. Per questo lo si è svuotato di ogni possibilità di incidere realmente. I limiti della circolazione si applicano a tutti i Comuni il cui territorio ricade nell'area denominata A1 che è la zona critica. Oltre al comune di Cremona, il Piano anti-smog regionale interessa quindi i Comuni della cintura cittadina cioè Bonemerse, Castelverde, Dovera, Gadesco, Gerre de' Caprioli, Malagnino, Persico Dosimo, Sesto ed Uniti, Spinadesco. Perché non lo si fa funzionare come chiede la delibera regionale con la sola esclusione “delle strade di penetrazione e di collegamento, tra gli svincoli autostradali ed i parcheggi posti in corrispondenza delle fermate periferiche dei mezzi pubblici” invece di aver esteso la deroga alle principali vie di accesso e transito?».

Infine Legambiente lancia la stoccata finale: «Ci sarebbe da chiedere le dimissioni di dirigenti e assessori alla partita» afferma Pierluigi Rizzi, segretario. «Penso che una denuncia al Sindaco, che dovrebbe tutelare la salute dei cittadini, sarebbe l'ideale. Si tratta di presentare un ricorso urgente alla Procura per chiedere che imponga al Comune di attuare i provvedimenti antismog: blocco reale delle auto non catalitiche e dei diesel non provvisti di filtri antiparticolato, targhe alterne, blocchi totali del traffico e fermo della circolazione fino a quando i valori delle polveri sottili non torneranno al di sotto della soglia di attenzione. A questo proposito ci appelliamo a Legambiente Lombardia, chiedendo un'azione regionale, visto che il problema è comune anche ad altre realtà lombarde».

Laura Bosio

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