Calcioscommesse: altri 40 giocatori tra gli indagati

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Altri quaranta giocatori stanno per essere iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. La procura di Cremona intende iscrivere al registro degli indagati i circa 40 calciatori e i dirigenti chiamati in causa dall’ex giocatore della Cremonese e del Piacenza, Carlo Gervasoni nell’interrogatorio svoltosi davanti al procuratore Roberto di Martino il 27 dicembre scorso. A quanto si è saputo, l’iscrizione è un atto dovuto in funzione di indagini finalizzate a cercare riscontri alle dichiarazioni di Gervasoni, che aveva parlato di 10 nuove partite truccate, delle quali tre di serie A, rispetto a quelle note agli inquirenti. Per quanto riguarda la serie superiore, al vaglio degli inquirenti ci sono le partite Palermo-Bari, giocata il 7 maggio 2011 e finita 2-1, Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 terminata 4-2 e Lecce-Lazio del 22 maggio successivo che si concluse con la sconfitta dei padroni di casa per 4-2. Nel descrivere le modalità con le quali le partite vennero vendute, Gervasoni fa i nomi dei giocatori che sarebbero stati contattati e che avrebbero partecipato alle combine, tra i quali Stefano Mauri della Lazio, Omar Milanetto del Genoa, Massimiliano Benassi e Antonio Rosati del Lecce.

La loro posizione sarà valutata dagli inquirenti. Gervasoni ha anche fatto i nomi di Daniele Padelli, Simone Bentivoglio, Alessandro Parisi, Andrea Masiello e Marco Rossi del Bari. «Era stato Filippo Carobbio (ora allo Spezia) a mettersi in contatto con loro - ha detto al procuratore - o con qualcuno che gli stesse vicino. Ed era stato Almir Gegic (uno del gruppo di zingari) a riferirgli che quei giocatori erano stati corrotti». Di Lazio-Genoa, disputata il 14 maggio scorso e terminata 4-2, Gervasoni dice: «Ho appreso da Gegic che gli slavi si incontrarono lo stesso giorno della partita con Alessandro Zamperini che poi li mise in contatto con Mauri della Lazio. Gli slavi si incontrarono anche con Milanetto del Genoa, che a sua volta incontrò altri giocatori della sua squadra». Quanto alla partita Lecce-Lazio del 22 maggio 2011, finita 2-4, dice Gervasoni: «Gegic mi disse che tramite Zamperini, lui e gli slavi si misero di nuovo in contatto con Mauri della Lazio per manipolare quella partita. Successivamente, avuto questo contatto con Mauri, furono corrotti 6 o 7 giocatori del Lecce tra i quali ricordo solo Benassi e Rosati». «Prendo atto delle dichiarazioni di Gervasoni» - replica Alessandro Zamperini, nell’interrogatorio reso al pm di Martino la sera del 27 dicembre - ma escludo di avere avuto qualcosa a che fare con Lazio-Genoa. E’ vero che conosco Mauri della Lazio, che è mio amico fraterno e con il quale mi sento quasi quotidianamente.

E’ anche vero che in occasione della trasferta della Lazio a Lecce l’ho incontrato brevemente nella reception dell’albergo che ospitava la Lazio. Si è trattato comunque di un incontro di cortesia, durante il quale non ho assolutamente trattato di argomenti riguardanti la manipolazione di partite di calcio. Peraltro lo sento talmente spesso che avrei avuto molte altre occasioni per parlare di tali argomenti. Escludo di avere parlato con calciatori diversi dal Ferrario delle questioni relative alla manipolazione della partita Lecce-Lazio». E’ sulla contraddizione tra la deposizione di Gervasoni e quella di Zamperini e sulla necessità di fare chiarezza e di appurare la verità, che si articoleranno le indagini nei prossimi giorni, almeno per quanto riguarda il coinvolgimento del laziale Mauri. Inoltre, l’AlbinoLeffe prende le distanze dalle presunte combine, nega coinvolgimenti di suoi dirigenti e si definisce «parte lesa» nella vicenda calcioscommesse. Intanto, il 10 gennaio potrebbe essere estradato uno dei protagonisti stranieri della seconda tranche dell’inchiesta: si tratta del macedone Rade Trajkovski, fermato all’aeroporto di Atene mentre era in transito proveniente da Singapore. Gli inquirenti sospettano che sia uno dei membri, insieme ai ricercati Hristyan Ilievski e Almir Gegic, del gruppo degli zingari che avrebbe cercato di manipolare alcune partite secondo le direttive impartite dall’organizzazione di Singapore. Già dalla prossima settimana, quindi, il macedone potrebbe essere a disposizione del gip Guido Salvini. Nello stato macedone Trajkovski ha alle spalle precedenti penali per omicidio, rissa, lesioni gravi, rapina e banda armata.

SARA PIZZORNI

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