Entra in vigore la nuova tassa sulla casa

+ 49
+ 31


Un acronimo che significa, comunque, spese. Stiamo parlando delll'Imu, imposta municipale unica sugli immobili, che dal 2012 prende il posto dell'Ici. L’imposta entrerà in vigore, vista l’emergenza dei conti pubblici,  con un anticipo di due anni, rispetto a quanto era previsto dalla legge sul federalismo fiscale. Ma di cosa si tratta esattamente, come funziona e che impatto avrà sulla cittadinanza? Lo abbiamo chiesto a Luca Curatti, consulente legale dell'Uppi (Unione piccoli proprietari immobiliari).

Avvocato Curatti, può spiegare ai lettori cos'è questa Imu?
«Questa imposta entra in vigore tra il 2012 e il 2014 e riguarda i proprietari di immobili, i titolari di diritti reali sugli stessi (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie). L'imposta riguarda fabbricati, terreni, aree fabbricabili a qualsiasi uso destinate».

Cosa sostituisce questa imposta?
«Essa sostituisce l’Ici sull’abitazione principale e le sue pertinenze, sulle seconde case, e sostituisce l’Irpef e le relative addizionali sugli immobili non locati».

Parliamo delle aliquote.
«Le aliquote sono diversificate. Ce n'è una base dello 0,76%, che dai comuni può essere aumentata di più o meno 0,3 punti percentuali. Per l'abitazione principale (e le relative pertinenze fino a un massimo di una per ogni categoria catastale) l’aliquota è dello 0,4 per cento e il comune potrà decidere di aumentare o diminuire dello 0,2%.
Inoltre chi ha solo una prima casa potrà avvalersi di una detrazione sino a 200 euro, più altri 50 per ogni figlio che risiede e dimora nell'abitazione stessa (fino a un massimo di 400 euro). Infine l'aliquota base potrà essere ridotta a 0,4% in caso di abitazione locata».

Come si calcola la base imponibile?
«Essa verrà calcolata in base alla rendita catastale (valore che è in fase di riforma e aggiornamento) rivalutata del 5% e moltiplicata per alcuni coefficienti stabiliti dalla normativa (vedi specchietto a lato). L'imposta che risulta dal calcolo dovrà poi essere pagata in due rate, il 16 giugno e il 16 dicembre».

Qualche esempio?
«Prendiamo un immobile che è abitazione principale e che ha rendita catastale di mille euro, in una famiglia con un figlio a carico. In questo caso si rivaluteranno i mille euro del 5%, e si moltiplicherà il tutto per 160. Si avrà quindi una base imponibile di 168mila euro, su cui si calcolerà l'aliquota dello 0,4%. Ne risulterà un importo di 672 euro, dai quali si sottrarranno 200 euro (detrazione prima casa) e altri 50 (detrazione figlio). L'imposta finale sarà quindi 422 euro
Un altro esempio è quello di un immobile con valore catastale ancora di mille euro, ma rientrante nella categoria "seconda casa". In questo caso avremo i mille euro rivalutati del 5%, moltiplicati per 160. Sul risultato si calcolerà l'imposta pari al 0,67%».

Cosa cambia rispetto a prima?
«Intanto l'Imu restringe la nozione di abitazione principale: perché possa rientrare in tale categoria, infatti, la casa deve essere il luogo in cui si dimora e in cui si ha residenza anagrafica. Inoltre deve essere iscritta al catasto come unica unità immobiliare. In questo modo scompaiono tante situazioni "ibride". Un'altra grande novità introdotta con l'Imu è la tassazione dei fabbricati rurali, che invece prima ne erano esenti. A questo proposito, c'è l'obbligo di accatastare i fabbricati rurali entro il 20 novembre 2012. Per i terreni la base imponibile è determinata dal reddito dominicale rilevato al catasto all'inizio del periodo di imposta rivalutato del 25% e moltiplicato per 130».

Quale destinazione avrà il gettito che ne consegue?
«La metà del gettito previsto per le abitazioni non principali e rurali spetterà allo Stato. Questo potrebbe condizionare i Comuni sulla scelta di abbassare le aliquote: se comunque devono pagare la metà del gettito previsto, applicando una diminuzione avrebbero un minor introito nelle proprie casse».

Un'ultima domanda: con questa nuova imposta pagheremo più o meno di prima?
«Si pagherà decisamente di più».


Laura Bosio

Segnala questo articolo su