Piva: «dobbiamo promuovere di più le nostre eccellenze»

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Inizia un nuovo anno, ed è tempo di bilanci e di progetti. Inoltre, siamo giunti al giro di boa dei primi due anni e mezzo delle Amministrazioni comunale e provinciale. E la situazione non è tra le più semplici. Cè la crisi economica mondiale e nazionale, ma si è respirato aria di crisi, e pesante, in entrambi i Palazzi sedi di Comune e Provincia. Da un lato una maggioranza, in Comune, in cui si fatica a trovare un terreno comune e dove il confronto diventa sempre più acceso. Dall'altro, un'Amministrazione provinciale che si trova in rotta con il suo stesso Consiglio. Una situazione, insomma, decisamente difficile per un territorio che sta lottando per superare la crisi. Abbiamo chiesto un giudizio super partes ad Antonio Piva, presidente della Libera Agricoltori e di CremonaFiere, protagonista della vita economica cittadina, che possiede una vasta conoscenza del nostro territorio.

Dottor Piva, l'inizio di un nuovo anno porta riflessioni e bilanci: quali sono i suoi, rispetto al lavoro delle Amministrazioni locali, in primo luogo quella comunale?
«Il sindaco Perri ha lavorato decisamente bene e con una caparbietà manifesta. Sta portando avanti un programma che rispecchia quanto promesso in campagna elettorale; ciò gli fa onore, in quanto spesso in passato si sono visti programmi corposi che però non sono giunti a nulla di fatto.
Purtroppo c'è anche il rovescio della medaglia, ossia una giunta non coesa. Questa situazione interferisce notevolmente sulla volontà e sull'operatività del sindaco. Indubbiamente i partiti ci sono e Oreste Perri deve tener conto delle loro istanze, però un sindaco ha il dovere di costruire una squadra e assumersi le responsabilità di quanto fa. Dunque le sue scelte non possono essere condizionate da una logica da manuale Cencelli. Egli deve poter compiere le sue scelte sulle nomine senza interferenze.
Per quanto riguarda l'operato complessivo, ho visto una città che in parte ha risposto alle sollecitazioni dell'Amministrazione. Parecchie cose sono migliorate, e si sta creando una mentalità diversa. I rapporti con le categorie economiche sembrano ottimi, a parte qualche discordanza, dovuta forse a problemi di comunicazione tra i vari assessorati e le altre parti in gioco: le decisioni vanno prese in seguito a confronti e discussioni, non possono essere spesso calate dall'alto, con un'autorità che contrasta la logica dell'economia di una categoria del territorio.
Parlando della Provincia, posso dire che l'autorevolezza di Massimiliano Salini è indiscussa, ma spesso non si percepisce chiaramente il lavoro che sta facendo la giunta. Progettualità e operatività vengono portate avanti in silenzio e spesso non si ha la percezione di quanto si sta pianificando sul territorio. A differenza del Comune, il merito di Salini è di essere riuscito a creare una squadra compatta, dalla quale non escono polemiche e contestazioni di sorta rispetto all'operato dell'istituzione, a differenza di quanto accade in Comune. Il ruolo della Provincia è strategico per evitare l'isolamento che il territorio ha vissuto e sta tuttora vivendo. Quindi sempre nella logica di rispetto del territorio, inteso qui come l'evitare inutile occupazione di terreni produttivi, si dovrebbe proseguire con maggior alacrità nel completamento delle vie di comunicazione del territorio. In chiave prospettica valuto negativamente la posizione dell'Amministrazione provinciale sullo sviluppo dell'attività aeroportuale: sono infatti convinto che sempre più, nel futuro, l'aeroporto di Cremona per i piccoli e medi collegamenti con strutture aeroportuali importanti - sarà indispensabile per il rilancio del territorio».

Siamo al giro di boa di  due anni e mezzo di mandato: cosa promuoverebbe e cosa boccerebbe rispetto all'operato delle Amministrazioni, comunale e provinciale?
«Parlando del Comune, promuovo il fatto di essere partiti con decisione su alcune questioni, come ad esempio la realizzazione del Museo del Violino. Quest'ultimo darà grande lustro alla città. Un'altra operazione degna di nota è la sistemazione delle principali entrate della città con pavimentazione di pregio. O ancora la risistemazione di piazza Stradivari, che senza la pensilina ha assunto un'immagine decisamente più decorosa. Parliamo poi del progetto di via Dante, che potrà avere la forza di allargare il centro storico, valorizzando alcune parti della città molto belle ma che da tempo sono in un limbo di abbandono. Giudico infine positivo l'aver portato a termine con successo la dismissione di Tamoil, tenendo conto di tutte le parti sociali.
L'unica negatività rimane la difficoltà di questa giunta ad amalgamarsi.
Per quanto riguarda la Provincia, promuoverei la caparbietà della giunta nel portare avanti il progetto di raddoppio della Paullese, un'infrastruttura indiespensabile per lo sviluppo del territorio. Direi invece che è decisamente negativo il modo con cui è stato affrontato il problema dell'Ato».

Qual è il suo giudizio sull'opposizione? E' stata efficace?
«L'opposizione a Cremona è molto costruttiva, sia in Comune che in Provincia, nel senso che lascia governare, facendo opposizione solo sui fatti particolarmente importanti.
Qui voglio spendere una parola anche per chi segue la politica regionale, e in particolare Gianni Rossoni e Agostino Alloni, che si stanno muovendo bene e si dimostrano attenti al territorio e capaci di svolgere il proprio compito al meglio. Si fanno interpreti delle esigenze delle categorie economiche e ciò risulta importante in una struttura come le Regione, che ha sempre più peso nella gestione economica del territorio.
Voglio poi spezzare una lancia in favore di Luciano Pizzetti, persona intelligente e capace di capire con largo anticipo le necessità del territorio. Lo giudico un politico di spessore, indipendentemente dal colore politico.  Voglio fare un apprezzamento particolare a Pizzetti, per la sua coerenza e il senso di responsabilità che ha nei confronti di Cremona e di tutto il territorio cremonese.
Un cenno voglio farlo ad Alberto Torazzi, che all'inizio è stato considerato l'oggetto misterioso della prima fase del suo mandato, mentre per me si è poi rivelato una sorpresa, perché è una persona preparata, con idee chiare. Forse lo giudicavo un politico con il paraocchi, nel senso che vedeva solo con una logica molto legata al suo partito, invece poi ho constatato che ha una visione a 360 gradi e sta portando avanti progetti molto interessanti per il territorio.
Infine abbiamo Silvana Comaroli e Cinzia Fontana, che stanno lavorando molto all'interno delle commissioni di appartenenza, e su di loro posso esprimere un giudizio positivo».

Dopo i dissidi aperti nella maggioranza, in consiglio comunale e anche in quello provinciale, come si prefigura il futuro da qui a fine mandato?
«Penso che il senso di responsabilità delle amministrazioni fornisca loro gli strumenti per arrivare a fine mandato. L'unico rischio, in Comune, è che il sindaco si trovi nelle condizioni di non poter operare. Salini invece ha le carte in regola per andare avanti. L'unico punto interrogativo è la soppressione delle province, che però secondo me non andrà mai in porto».

Ora, vorremmo conoscere le sue proposte per governare al meglio una situazione pesante e difficile come quella attuale...
«Indubbiamente servono maggiori risorse per i discorsi di promozione della città a livello internazionale. Ci sono tante eccellenze a Cremona, dal violino, all'arte, all'agroalimentare, ed esistono potenzialità tali da poter diventare un centro di riferimento internazionale per queste sue qualità intrinseche. Serve però una presentazione di Cremona sotto questi aspetti. Non servono iniziative come la partecipazione alla Bit, ci vogliono azioni di marketing territoriale a livelli molto alti, ossia la presentazione della nostra realtà in grandi città.
A questo proposito Cremona Fiera nel 2013 presenterà nella Grande Mela una rassegna che identifica la città di Cremona e le sue eccellenze, con un regalo alla comunità newyorchese, legato a Mondomusica; si tratta di un concerto che si svolgerà di fronte alla Cattedrale di St. Patrick e che impegnerà i maggiori tabloid della città e non solo a parlare di Cremona. Il Comune, inoltre, nei prossimi anni dovrà impegnarsi nella valorizzazione del Museo del violino, e la promozione diventerà sempre più indispensabile».

In conclusione, le chiediamo di formulare un augurio...
«Auguro a tutti gli amministratori di lavorare in maniera propositiva per la città e per il territorio, perché stiamo attraversando un momento difficile, di grande crisi e Cremona, per le sue caratteristiche e la sua connotazione economica, secondo me rappresenta uno dei territori che usciranno per primi da questa situazione congiunturale. Questo però è legato a un lavoro di progettualità e operatività che l'amministrazione pubblica potrà portare avanti solo con una condivisione collegiale degli obiettivi.

Laura Bosio

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