Per la Procura, «Sartor garante degli asiatici»

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Lo scorso 2 gennaio il gip di Cremona Guido Salvini ha concesso gli arresti domiciliari a Luigi Sartor, ex giocatore di Parma, Inter e Roma, finito in carcere lunedì 19 dicembre nell'inchiesta sul calcioscommesse. Gli inquirenti accusano il calciatore di essere "il contabile" del gruppo dei bolognesi capeggiato da Beppe Signori e l'anello di congiunzione con il gruppo di Singapore che avrebbe gestito tutte le scommesse in Italia e anche all'estero. Al termine dell’interrogatorio con il procuratore Roberto di Martino, i legali di Sartor, gli avvocati Antonino e Valentina Tuccari, avevano dichiarato: «Il nostro assistito non ha confessato nulla perchè non c'era nulla da confessare». Di diverso avviso il gip, per il quale l’indagato «ha ammesso quasi integralmente i fatti materiali e le circostanze altamente indizianti riportate nell'ordinanza», ma «ha sostenuto di aver agito in buona fede, e cioè di essere stato convinto di aver intrapreso un'attività lecita, dei cui equivoci contorni si sarebbe reso conto solo in un secondo momento. La pretesa buona fede di Sartor, però, si colloca al di fuori di ogni criterio di credibilità», prosegue il Gip nell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari per l'ex calciatore. 


«Egli infatti, secondo la sua versione» scrive ancora il giudice «avrebbe preso contatti per un affare di notevole consistenza con soggetti di cui ignorava persino il nome, privi di biglietti da visita e di documenti e credenziali societarie e privi di sedi e di uffici. Sartor e le persone a lui vicine, inoltre, non avrebbero ricevuto un mandato formale, nè stipulato alcun contratto e nonostante ciò si sarebbero premurate di aprire società e conti in Svizzera accettando di ricevere su di essi cifre ingenti di incerta provenienza. Una parte di tali somme sarebbe stata addirittura recuperata in contanti da soggetti di Singapore che a tal fine si erano recati personalmente in Svizzera. Nonostante ciò, in seguito, gli stessi soggetti avrebbero inviato sul conto di Sartor altro denaro, almeno 200.000 euro». Nell'ordinanza si legge di un «rafforzamento dei gravi indizi di colpevolezza il cui peso all'interno del contesto associativo si è certamente accentuato». 


Il 31 dicembre è uscito dal carcere per i domiciliari anche Alessandro Zamperini, ex giocatore di serie B. «A seguito delle dichiarazioni confessorie», scrive il gip Salvini nell'ordinanza, «si sono ridimensionate le esigenze cautelari relative alla genuina acquisizione della prova poiché si è avuta conferma della sussistenza degli episodi di frode sportiva di maggior rilievo, con particolare riferimento al fallito episodio di corruzione del giocatore Farina e al tentativo, a quanto sembra appena abbozzato, di corrompere giocatori del Modena, sempre per conto di Almir Gegic e del gruppo degli zingari». Tuttavia, per il giudice, «appare ancora necessario un approfondimento del comportamento dell'indagato, quantomeno in relazione alla sua presenza a Lecce in occasione di un ulteriore tentativo di manipolazione».

Sara Pizzorni

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