2012: incremento dell'Ici e dell'Irpef

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Si preannunciano scelte difficili in fase di bilancio e il tempo stringe, perché la primavera e le elezioni amministrative sono quasi alle porte e in materia di conti pubblici serve chiarezza. Entro la fine del mese, la previsione per l'esercizio finanziario 2012 dovrà essere presentata al Consiglio comunale; lunedì, intanto, la giunta presieduta dal sindaco Bruno Bruttomesso dovrebbe tirare le somme. In questi ultimi giorni, si stanno studiando le soluzioni migliori, tenendo presente che i margini di manovra sono praticamente inesistenti: il Comune deve fronteggiare il taglio di un altro milione di euro da parte del governo centrale, per via dell'ultima manovra finanziaria targata Monti, il cosiddetto decreto «Salva-Italia», dopo che le manovre immediatamente precedenti, succedutesi da quest'estate a oggi, avevano già provveduto a ridurre i finanziamenti di un altro milione e mezzo. A questi ne vanno aggiunti altri 2 e mezzo, dovuti a mutui contratti precedentemente.

Davanti a una situazione di questo tipo, è ovvio che la politica veda estremamente ridotto il suo ambito di azione. E difatti è quello che sottolinea anche l'assessore Simone Beretta: «Per colpa del governo Monti non solo lo Stato ha messo le mani nelle tasche degli italiani, ma obbliga i Comuni a fare altrettanto. È bene che i cittadini sappiano che l'amministrazione comunale è messa nell'impossibilità di decidere altrimenti. Le spese sono già state tagliate fino all'osso, impossibile ridurre ulteriormente i servizi, a meno di non lasciare a casa parte del personale, il che non è pensabile. Non ci resterà quindi che aumentare le addizionali comunali sulla prima e seconda casa e sull'Irpef». Una soluzione confermata dallo stesso sindaco, Bruno Bruttomesso e dall'assessore Maurizio Borghetti, che pure all'aumento delle tasse locali preferirebbe tagliare quel poco che ancora rimane, visto che, se un cittadino non arriva a fine mese, la possibilità per lui di usufruire di un servizio passa in secondo piano. Peraltro, queste misure, se pienamente adottate, servirebbero solo a garantire il pareggio ma, d'altra parte, viste le circostanze, non sarebbe davvero poco.

Lo 0,4 per mille è quanto lo Stato vuole incamerare dall'Imu, la nuova Ici. A sua volta, il Comune, se vuole guadagnare qualcosa dall'imposta sulla prima casa, può spingersi fino allo 0,6 per mille, tenuto conto che, per quanto riguarda le casse comunali di Crema, ogni 0,1 per mille in più di addizionale vale tra i 500 e i 600mila euro. Stesso discorso per le seconde case, tranne che qui l'aumento può essere al massimo dello 0,3 per mille e così anche per l'Irpef. A ogni modo, questo è un terreno che vede convergere sostanzialmente maggioranza e opposizione. Stefania Bonaldi, capogruppo del Pd in Consiglio comunale e candidata sindaco per il centrosinistra, è consapevole che un aggravio della situazione sarà inevitabile: «A ridosso di Natale, abbiamo chiesto la convocazione della commissione Bilancio, per capire dal dirigente del settore quali saranno esattamente gli effetti della manovra Monti per il nostro Comune. Quello che auspichiamo è che nelle scelte dell'amministrazione si tenga conto il più possibile delle differenze tra i contribuenti, coniugando ad esempio un rincaro dei servizi con una revisione tariffaria. Per alcuni, pagare 10 euro in più al mese non è un problema, per altri lo è decisamente».

Gionata Agisti

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