Smog: ora targhe alterne ma basterà ?

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Diciotto sforamenti consecutivi della soglia massima alle tre centraline cremonesi dove, per oltre una settimana, si sono duplicati, triplicati (e domenica quadruplicati, toccando quota 200) i 50 microgrammi per metrocubo consentiti dall’Unione Europea: l’inquinamento a Cremona non era mai stato così alto dall’inizio dell’anno. Una parte sempre più consistente della città è ormai stufa di promesse non mantenute o di sterili soluzioni dettate da logiche prossime al fatalismo.

Lo dimostrano i 250 partecipanti all’iniziativa su due ruote, organizzata sabato pomeriggio da una nutrita schiera di associazioni cremonesi, una fiumana colorata che si è snodata per le contrade cittadine in un degregoriano pomeriggio «d’altri tempi, prima del motore», quando «si correva per rabbia o per amore». Ma qui il distacco tra i due non cresce, anzi: lo scampanellio di disappunto per una situazione ormai insostenibile si fonde con l’amore per la propria città tradotto in interesse civico, voglia di ‘fare’ e proporre, non solamente di parlare. A dimostrare che la cultura del pedale non appartiene solamente alla ‘piccola Olanda’, quella fascia di terra tra il Po e l’Appennino delle province di Parma, Modena e Reggio Emilia, con le sue interminabili reti di piste ciclabili. Un’ora sui pedali per chiedere all’amministrazione politiche efficaci, concrete e reali per incentivare l'uso della bicicletta, rispetto a quanto fatto finora; una manifestazione che ha preceduto di un giorno il blocco totale del traffico di domenica (quando la capannina di via Fatebenefratelli ha toccato i 200 microgrammi). Sull’efficacia del blocco permangono tutt’ora forti dubbi: un successo o un palliativo? «Un successo», secondo l’Assessore comunale all’ambiente Francesco Bordi che domenica, a fine giornata, parlava di «segnale culturale ai cittadini in una situazione molto seria», soggiungendo che «sarebbe l'ideale se ogni sabato e domenica la città fosse chiusa alle auto per aprirsi ai pedoni e alle biciclette. Lo stesso sindaco è stato il primo a volere questo blocco e a impegnarsi per trovare una via d'uscita dallo smog».

Ma, commentano da Fiab, se è indubbio che la geografia non aiuta Cremona, senza vento e sul fondo di un avvallamento, questo non deve diventare una scusa. E fanno l'esempio dell'Area C milanese, dalla cui istituzione sono migliorati non poco i trasporti urbani, la qualità dell'aria e le condizioni di vivibilità delle strade. «Occorre un intervento più radicale - commenta Piercarlo Bortolotti - occorre ripensare la mobilità. O scatta la molla, o si continua ad essere fatalisti». Intanto parte la circolazione del traffico a targhe alterne (prevista sino al rientro nei limiti dei valori degli inquinanti atmosferici), che ammette la circolazione dei veicoli con targa pari nei giorni pari e di quelli con targa dispari nei giorni dispari (la natura della targa è determinata dall’ultima cifra a destra del numero e lo zero è considerato numero pari).

Mercoledì 22, la circolazione è concessa ai veicoli con targa pari, oltre che agli autoveicoli ad emissione nulla ossia con motore elettrico, alla categoria Euro 3 benzina ed Euro 3 diesel (purché dotati di sistema di riduzione della massa di particolato allo scarico - Fap), agli Euro 4 ed Euro 5, e ai motori alimentati a gas: metano e gpl e quelli con motore ibrido-elettrico e termico, inoltre sono autorizzati a circolare i veicoli con a bordo almeno 3 persone (car pooling), e di servizio (car sharing).

Michele Scolari

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