Grande assemblea per Confagri

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Una perdita di competitività sempre più evidente e marcata: è questa la vera urgenza delle imprese agricole della Lombardia, testimoniata in maniera quasi drammatica dall’analisi dei dati consuntivi del 2011. Anche i comparti che nel corso dell’anno appena concluso hanno visto salire le quotazioni dei loro prodotti mostrano ragioni di scambio in continua contrazione, per effetto dei costi di produzione ormai fuori controllo e di costi amministrativi che - nonostante le dichiarazioni della pubblica amministrazione – rimangono eccessivamente elevati, anche a causa di una semplificazione burocratica avviata in maniera ancora non sufficiente. Caro carburante, caro concimi, caro sementi sono accompagnati da una stretta creditizia senza precedenti, con un sistema bancario che continua a non mutare il proprio atteggiamento di sfiducia verso le imprese.

A questa situazione già difficile da sostenere vanno poi ad aggiungersi, in proiezione futura, le preoccupazioni per la nuova Pac, le cui proposte normative sono fortemente penalizzanti per l’agricoltura lombarda; e per l’introduzione dell’Imu sui fabbricati rurali che comporterà, se non radicalmente modificata, un pesante aggravio della tassazione a carico delle aziende agricole. Questo nuovo regime fiscale, nel caso delle realtà più fragili, porterà inesorabilmente alla cessazione dell’attività, accentuando un fenomeno già chiaramente conclamato dai dati dell’ultimo censimento. Da qui la scelta della mobilitazione e dell’assise di Cremona. Sarà una grande assemblea dei dirigenti delle unioni provinciali lombarde, che si terrà a CremonaFiere entro i primi di marzo a rilanciare la protesta e la proposta di Confagricoltura Lombardia verso la ‘disattenzione’ drammatica di cui è oggetto il settore primario. Non una semplice iniziativa di protesta finalizzata ad una difesa corporativa, ma un momento di analisi e di proposizione per garantire un futuro all’agricoltura lombarda e dell’intero Paese.

La decisione è stata assunta la scorsa settimana dal direttivo di Federlombarda, riunito a Milano alla presenza del leader nazionale Mario Guidi; proclamato lo stato di mobilitazione permanente e l’assise di Cremona, cui potrebbero seguire altre iniziative. «I motivi del nostro scontento non si concentrano solo né soprattutto sull’Imu», ribadisce Antonio Piva, vicepresidente di Confagricoltura e presidente della Libera. «Il settore primario versa in una situazione di straordinaria gravità. E proprio mentre ci si chiede di produrre sempre più cibo per un mondo che ha fame, si penalizzano pesantemente le aziende. C’è un’evidente mala gestione politica del tema agricoltura. Ne viene misconosciuto il ruolo trainante ed insostituibile per il made in Italy agroalimentare, colonna dell’export e dunque dell’economia nazionale.

E si continua a non affrontare il problema centrale, del nostro come di ogni altro settore produttivo: alle aziende va garantito un livello adeguato di redditività ». Quella di Cremona sarà un’iniziativa di straordinaria importanza Si pensa saranno presenti 500/600 dirigenti, con i quali grazie al confronto, verranno decise le tappe successive della mobilitazione. Oggi più che mai è fondamentale che il settore primario venga finalmente posto al centro del dibattito politico. Non è possibile nè ammissibile che in questa difficile fase economica si trascuri proprio chi ha un ruolo decisivo per le esportazioni, il prodotto interno lordo, le prospettive di sviluppo anche occupazionale del Paese. Il Governo Monti deve riconoscere questa nostra centralità: che vuol dire prodotto, qualità e sicurezza alimentare unici al mondo. Di tutto questo parleremo a Cremona. Decisi più che mai a farci ascoltare ».

a cura di Libera Agricoltori

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