Evasione fiscale, un danno per la collettività

+ 25
+ 37


Abbiamo recuperato Iva evasa per 50 milioni. La lotta all’evasione fiscale ha avuto, negli ultimi mesi, un forte impulso. Sono state numerose, in tutta Italia, le operazioni condotte dalla Guardia di Finanza, impegnata al contrasto di un fenomeno che nel nostro paese risulta particolarmente grave. Anche a Cremona si sta lavorando molto su questo fronte. «I dati sull’evasione, nella nostra città, non si discostano dai dati comuni in tutto il resto del paese» dichiara Alfonso Ghiraldini, comandante della Guardia di Finanza di Cremona. «Inostri interventi, peraltro, non si limitano ad analizzare il fenomeno fiscale. Certo, il nostro obiettivo prioritario resta sempre il contrasto dell’evasione fiscale, un fenomeno che sottrae allo Stato e agli Enti locali risorse da destinare ai servizi pubblici essenziali a beneficio di tutta la collettività e che danneggia quelle imprese che, rispettando le regole, subiscono la concorrenza sleale di chi, ponendosi al di fuori della legalità, sovverte l’etica di mercato. Tuttavia, essendo una forza di polizia, lavoriamo con un approccio trasversale, cercando di cogliere tutti gli illeciti economico-finanziari connessi ai fenomeni evasivi e non limitandosi a scoprire le sole basi imponibili sottratte a tassazione. Viene così valorizzato ogni elemento indicativo di violazioni tributarie e finanziarie acquisito nel corso delle indagini di polizia giudiziaria, degli approfondimenti delle segnalazioni per operazioni sospette ai fini antiriciclaggio, dei controlli sulla circolazione di capitali all'estero, delle segnalazioni provenienti da altri soggetti».
Come si svolge la ricerca di situazioni di reato?

«Lavoriamo sostanzialmente su due fronti. Da un lato, essendo forza di polizia presente sul territorio, sono i nostri stessi uomini a scoprire l’esistenza di situazioni illecite, grazie al continuo contatto con la gente. Dall’altro lato ci sono naturalmente le segnalazioni da parte di terzi, che provvediamo a verificare prontamente. Nell’anno 2011 le segnalazioni da parte di cittadini sono aumentate di circa del 30% rispetto all’anno precedente, con una previsione al rialzo anche per il 2012. la particolarità rispetto al passato è che la stragrande maggioranza delle segnalazioni non sono anonime. Detto fenomeno va ricondotto al recente passato creatosi dopo gli ultimi blitz nelle note località turistiche che ha modificato la percezione degli italiani di fronte al problema dell’evasione fiscale».

Può farmi un confronto tra i dati del recupero fiscale del 2010 e quelli del 2011?

«Nel 2011 abbiamo effettuato complessivamente 520 tra verifiche e controlli fiscali, recuperando a tassazione oltre 260 milioni di imponibile per le imposte dirette e 50 milioni di Iva, in linea con l’anno precedente. Sono invece raddoppiate le fatture per operazioni inesistenti individuate e che quest’anno sono pari a 344 milioni di euro. Rilevanti sono stati anche i sequestri patrimoniali operati, nella forma per equivalente introdotta con la Legge finanziaria del 2007, a garanzia dei debiti nei confronti dell’Erario. Nel 2011 sono stati sequestrati ai responsabili dei più gravi reati fiscali beni immobili e mobili e disponibilità finanziarie per oltre 30 milioni di euro (un dato che nel 2010 era pari a mezzo milione,ndr). Entrando nel dettaglio, i contribuenti denunciati all’autorità giudiziaria per reati fiscali sono 64, dei quali 48 sono risultati evasori totali o paratotali (circa come nel 2010, ndr). A questi ultimi è stata contestata complessivamente un’evasione fiscale per 188 milioni di euro di base imponibile per le imposte dirette e di 30,4 milioni di Iva. I reati tributari sono particolarmente odiosi dal momento in cui si danneggia non solo lo Stato, ma anche il mercato. Chi evade l’Iva, infatti, spesso pratica prezzi inferiori agli altri operatori, creando così problemi nella determinazione dei prezzi di mercato».

Con la crisi economica, l’evasione fiscale risulta in aumento?

«Non credo che la crisi comporti una maggior numero di evasori. Invece sembra che essa condizioni il dato delle uscite, ossia delle richieste di un sostegno pubblico da parte di persone in difficoltà. Per questo motivo risulta particolarmente importante controllare che le risorse vadano a chi ha davvero bisogno, e non a chi finge invalidità o altri problemi per ricevere sostentamenti che non merita. I cittadini devono capire che la sicurezza economica e finanziaria è fondamentale per il paese, specialmente in questo periodo di crisi».

Un fenomeno che in questi anni risulta in crescita è quello dell’evasione internazionale. Qual è il dato a Cremona?

«Si tratta di un fenomeno a cui stiamo riservando particolare attenzione. Si sono fatti controlli nei confronti dei soggetti che hanno trasferito capitali all’estero, individuati grazie anche alle collaborazioni con gli le amministrazioni fiscali dei principali partners comunitari. Le 34 verifiche effettuate nel settore hanno comportato il recupero a tassazione di 18 milioni di euro di base imponibile per imposte dirette e la denuncia all’Autorità giudiziaria di 5 responsabili di reati tributari». Qualche anticipazione sulle indagini che state conducendo attualmente? «Posso solo dire che stiamo concludendo una corposa indagine sulle associazioni sportive dilettantistiche. Abbiamo così scoperto numerose palestre che si spacciavano per questo tipo di associazioni, usufruendo così delle agevolazioni di cui esse hanno diritto, ossia il mancato obbligo delle emissioni fiscali. Ne abbiamo trovate parecchie su tutto il territorio, e abbiamo recuperato sinora 800mila euro di ricavi non dichiarati».

Le operazioni più rilevanti del 2011?

Nell’ambito delle frodi in materia di Iva, di assoluto rilievo è stata l’indagine “Odisseo”, che ha consentito di smantellare un’organizzazione che da anni operava nel settore dell’affitto di manodopera e, attraverso una filiera di cooperative di lavoro, ha emesso fatture per operazioni inesistenti per centinaia di milioni di euro al fine di appropriarsi dell'Iva relativa. Le indagini sono ancora in corso e ai primi sequestri patrimoniali dell’estate scorsa (autovetture Ferrari e Porsche, un natante di lusso di 27 metri, 26 cavalli di razza, tre prestigiosi bar nel centro di Lodi, diverse proprietà immobiliari e terreni, disponibilità finanziarie per circa 24,5 milioni) se ne sono aggiunti successivamente altri per ulteriori 2,16 milioni di euro, tra i quali tre posti barca e tre box auto nel porto di Genova e disponibilità finanziarie. Un altro importante sequestro di beni è avvenuto nell’ambito dell’indagine “Mosaico d’oro”, condotta nei confronti del titolare di una nota azienda edile coinvolta in un giro di fatture false per quasi 200 milioni di euro. Nel corso del luglio scorso sono stati sequestrati nei confronti dei diversi responsabili un complesso aziendale, 11 abitazioni, 17 terreni, varie autovetture e rapporti bancari per oltre 4 milioni di euro. Sono stati sequestrati beni anche a un giovane imprenditore cremasco che aveva avviato nello stesso giorno alcune attività edili, con l’intento preciso di nascondersi al fisco e sottrarre alla collettività, nel giro di due anni, ben 4 milioni di euro di contributi previdenziali e assicurativi. Nei suoi confronti sono stati sottoposti a vincolo un immobile e depositi bancari e finanziari per quasi 400 milioni di euro. Più in generale, ben trenta verifiche hanno comportato recuperi fiscali di base imponibile superiori al milione di euro ciascuna, alcune delle quali coinvolte in indagini per frodi fiscali all’Iva secondo il modello delle “frodi carosello”. A una sola di queste, un’impresa milanese specializzata nel commercio all’ingrosso di metalli non ferrosi, è stata contestata un’evasione alle imposte dirette di 32 milioni di euro e di 5 milioni di Iva».

C’è qualche tipologia di reato che emerge in modo particolare nel nostro territorio?

«In realtà, Cremona non conta particolari fenomenologie criminali, a parte un problema legato al sistema delle cooperative. Un fenomeno che si verifica in particolar modo nel Cremasco: si rilevano spesso episodi di frode all’Iva, ma anche di mancato rispetto dei diritti dei lavoratori. Un’altra cosa particolare è stata il picco del 29% di scontrini controllati risultati irregolari, lo scorso mese di dicembre. Ricordiamo che l’evasione fiscale non necessita sempre di articolati sistemi di frode e può celarsi anche in normali attività professionali o commerciali, come nel caso di uno studio veterinario cremasco che, dissimulando l’attività professionale esercitata dietro la parvenza di un’associazione di volontariato per la cura di animali domestici, nei due anni di attività ha nascosto al fisco ricavi per un milione di euro».

E il problema del lavoro nero?

«Innanzitutto è bene tener presente che il lavoro sommerso genera un duplice effetto negativo: in primo luogo per i lavoratori che non hanno certezze sulla stabilità del rapporto d’impiego, sulla tutela dei propri diritti alla salute ed alla sicurezza nei luoghi di lavoro; in seconda battuta, per il Paese, perché lo sfruttamento della manodopera frena la crescita dell’economia legale e favorisce la proliferazione di forme criminali pericolose».

Segnala questo articolo su