Una Quaresima di solidarietà L'appello del vescovo.

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vescovo monsignor Dante Lafranconi

Un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà». È l'appello che il vescovo di Cremona, Dante Lafranconi, rivolge a tutti i cittadini, all’inizio della Quaresima. Una Quaresima che sarà caratterizzata da numerose iniziative caritatevoli, a partire dal rilancio del Fondo di aiuto famiglie, che necessita di essere rafforzato. Uno slogan efficace, quello scelto per rilanciare la solidarietà quaresimale: «S.p.r.e.a.d.: solidarietà per ridare e alimentare dignità».

Dallo “spread” di natura economica, spauracchio dei mercati, ad un’occasione di solidarietà. L’attenzione della Chiesa cremonese sarà quindi rivolta a quanti stanno vivendo una situazione di difficoltà a causa della crisi economica, che continua a far sentire i propri effetti, a partire dalla disoccupazione. Dunque parrocchie e comunità religiose saranno invitate a promuovere raccolte di denaro finalizzate al sostegno del “Fondo aiuto famiglie” di Caritas Cremonese e all’eventuale creazione di fondi di solidarietà parrocchiali. «Questi giorni di preparazione alla Pasqua devono essere l'occasione per aiutarci a rispolverare la nostra identità cristiana» dice il Vescovo. «Il Papa chiede di avere attenzione e cura gli uni per gli altri». Il presule esorta i cremonesi a «uscire dalla schiavitù del proprio egoismo per aprirsi alla libertà dell’amore e del dono di sé, a superare la chiusura dell’individualismo per sviluppare una fraternità sempre più ampia e solidale nella carità. C’è bisogno di uno sforzo ulteriore da parte di tutti perché attraverso uno stile di vita sobrio e rinunce volontarie, sia possibile sostenere i fondi di solidarietà già messi in atto, o crearne di nuovi, così da poter attivare azioni solidali che sappiano unire risposte concrete e relazioni autentiche». Monsignor Lafranconi lancia infine un appello: «Invito tutte le comunità cristiane, i gruppi, le famiglie, le persone tutte a operare perché durante questo “tempo favorevole per la nostra salvezza” si aderisca alle molteplici iniziative proposte dalla Caritas diocesana per la “Quaresima di Carità”, creando una solidarietà forte, con l’intento di ridare dignità ai poveri che abbiamo accanto, perché, come aveva avuto modo di dire il beato Giovanni Paolo II, “nessuno nella comunità cristiana manchi del necessario mentre altri vivono nel superfluo”».

Don Antonio Pezzetti, direttore della Caritas, chiede soprattutto concretezza: «Il problema più urgente oggi è la perdita del lavoro, che mette in difficoltà sempre più famiglie. Tutti siamo chiamati a metterci in gioco. Una proposta concreta può essere la cosiddetta “adozione di vicinanza” che si realizza nel risparmiare ogni mese una determinata cifra di denaro da consegnare poi al proprio sacerdote, alla San Vincenzo o alla Caritas parrocchiale per sostenere una determinata famiglia colpita dalla crisi. Si tratta dello stesso meccanismo delle adozioni a distanza, solo che in questo caso le persone aiutate vivono accanto a noi e non in terra di missione». Per questo la “Quaresima di Carità”, prima che servire per il “Fondo aiuto famiglie” attivo dal 2009, intende aiutare i fondi parrocchiali. «Non possiamo solo delegare» continua don Pezzetti «ma dobbiamo rispondere in prima persona, partendo dalle situazioni che abbiamo accanto e conosciamo». Il Fondo famiglie - «Si tratta di un fondo, attivo dal 2009, che ha aiutato in questi due anni oltre 600 famiglie, erogando circa 342mila euro, di cui 70mila euro attraverso le Caritas parrocchiali» spiega Alessio Antonioli, operatore del Centro di Ascolto della Caritas.» La situazione nel 2011 - Nel corso del 2011 sono state affrontate 256 nuove situazioni: di queste, 152 hanno ricevuto un aiuto concreto attraverso il “Fondo aiuto famiglie”. Buona parte degli aiuti sono stati destinati a famiglie di lavoratori in cassa integrazione per pagare bollette, spese scolastiche dei figli e affitti.

Un esempio concreto e paradigmatico ha come protagonista una signora, sola con due figli, che non percepisce gli alimenti dall’ex marito. Lavora come addetta alle pulizie, ma le è stato diminuito il monte ore a causa della crisi. La prima volta ha chiesto aiuto per il pagamento di una bolletta scaduta e di nuovo nel settembre scorso è stata sostenuta per il pagamento delle tasse scolastiche della figlia minore. Nel 2011 gli accessi al centro d’ascolto hanno complessivamente riguardato per il 75% dei casi cittadini stranieri, per il restate 25% italiani: per lo più uomini tra i 36 e i 40 anni e donne tra i 41 e i 45. Oltre la metà sono disoccupati. Nel 2011 gli accessi al centro d’ascolto hanno complessivamente riguardato per il 75% dei casi cittadini stranieri, per il restate 25% italiani: per lo più uomini tra i 36 e i 40 anni e donne tra i 41 e i 45. Oltre la metà risultano disoccupati.

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