Arvedi minaccia di abbandonare

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Qualora la giustizia decidesse di non annullare la penalizzazione, restituendo i punti tolti, potrebbe profilarsi il mio ritiro dalla presidenza », è stato l’annuncio del presidente Giovanni Arvedi alla conferenza stampa organizzata lo scorso lunedì alla “Cittadella dello Sport”, per ribadire che la Cremonese intende ricusare la sentenza con la quale il Collegio Arbitrale del Tnas aveva respinto, nei giorni scorsi, il ricorso del club grigiorosso contro le precedenti decisioni della Giustizia sportiva della Federcalcio che aveva inflitto alla squadra una sanzione di sei punti in classifica. Una sentenza, quella del Tnas, che ha lasciato «tremendamente amareggiato» il presidente. «E’ la forte penalizzazione in cui si è trovata una società che non ha nessuna colpa a lasciare più l’amaro in bocca.

Spero in un decorso della giustizia che dia alla Cremonese quello che merita», ha soggiunto Arvedi, che non si è sottratto alla domanda su un suo possibile abbandono della presidenza del club: «E’ una possibilità - ha pronosticato - non posso rimanere in una posizione in cui si incolpa una società che di colpe non ne ha. E’ una situazione inaccettabile sul piano tecnico, morale e civico». Non si può essere bastonati senza reagire», è stato il commento del sindaco Oreste Perri. Non solo la società ha fatto valere le proprie ragioni, sostenute anche dalla pañolada, organizzata dalla società per il big-match di lunedì sera contro il Trapani, quando 5mila fazzoletti bianchi, distribuiti all’ingresso dell’impianto, hanno sventolato sugli spalti dello Zini, teatro di un’eclatante e simbolica protesta condotta dal pubblico grigiorosso in seguito alla decisione del Tnas di ignorare il ricorso dei lombardi rispetto ai sei punti di penalizzazione inflitti al club a inizio campionato.

Dunque il club cremonese è pronto a chiedere la riapertura della vicenda con un altro giudice di riferimento. A chiarire gli aspetti tecnici dei prossimi passi legali, ci ha pensato invece Salvatore Pino, legale del club grigiorosso. Secondo l’avvocato, due sarebbero gli errori del Tnas sui quali far leva per ricusare la sentenza. Il primo relativo alla data dell’incontro tra il direttore generale della Cremonese, Alessandro Turotti e Massimo Erodiani, il gestore delle agenzie di scommesse che informò la società grigiorossa del fatto che Marco Paoloni “vendeva” le partite, incontro che avvenne nel maggio 2011 in un bar di Cremona. Paoloni fu ceduto in prestito al Benevento il gennaio precedente, quando la Cremonese non era a conoscenza del fatto che Paoloni “vendesse le partite”.

Il secondo punto sul quale la Cremonese contesta la sentenza di condanna del Tnas riguarda la vicenda giudiziaria legata alla somministrazione di un calmante nel tè bevuto dai calciatori nell’intervallo della partita Cremonese- Paganese del 14 novembre 2010. La Cremonese ha spiegato di non aver informato la giustizia sportiva di quel fatto, perché la Procura della Repubblica di Cremona e la Questura chiesero espressamente ai dirigenti della società di calcio il riserbo assoluto su quella vicenda, essendo l’inchiesta in corso. Nel frattempo, c’è una clamorosa ipotesi che è circolata nelle ultime ore in merito alle vicende del calcioscommesse: l’ipotesi di un’amnistia che azzeri tutto senza far pagare praticamente nessuno.

E’ il pm Roberto Di Martino a ventilare l’ipotesi in un’intervista rilasciata a Sky Sport: «Secondo me sarebbe auspicabile qualche provvedimento, tipo amnistia, in senso sportivo soprattutto, non tanto dal punto di vista penale. Cioè qualche cosa che consenta un chiarimento e di ripartire da zero, senza provocare danni a nessuno. Il fenomeno è così vasto e coinvolge un numero così importante di calciatori da ipotizzare la necessità di un’amnistia, ovviamente riservata alla giustizia sportiva, per ripartire da zero». Ipotesi tuttavia non condivisa dal presidente del Coni, Gianni Petrucci: «Rispetto l’opera dei magistrati e ringrazio Di Martino per il lavoro che sta facendo. Ma ho sentito anche il presidente della Figc, Abete e quella dell’amnistia sportiva è un’ipotesi irrealizzabile.

E’ evidente che non possiamo essere favorevoli in virtù del codice etico recentemente varato dal Coni ». Intanto, ferve la curiosità per sapere come si muoverà la giustizia sportiva. A Roma è il turno dell’interrogatorio dell’ex capitano nerazzurro Cristiano Doni. Sono attesi, invece, rispettivamente giovedì 1° marzo e lunedì 5 marzo, gli interrogatori di Filippo Carrobbio e Vittorio Micolucci, mentre Nicola Santoni e Alessandro Zamperini sono in programma il primo per giovedì 8 e il secondo per venerdì 9 marzo.

di Michele Scolari

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