La Cremo ora non deve abbattersi

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Ormai è chiaro: qualcuno ce l’ha giurata… La sconfitta con il Trapani lascia un importante velo di sconforto, mi-sto a rabbia nell’animo degli sportivi grigiorossi. Una gara che l’undici di Brevi aveva dimostrato di poter dominare, se solo avesse concretizzato le palle-gol create nella prima frazione di gioco. Poi, senza dubbio, l’episodio del gol del pareggio, sul quale nove volte su dieci viene fischiato il fallo sul portiere…

Quindi una serie infinita di decisioni arbitrali sfavorevoli, ma anche quel maledetto palo colpito a porta vuota da Minelli (allo scadere del primo tempo) e la deviazione fortuita di un difensore siciliano sul colpo a botta sicura di Possanzini nel finale, con la squadra sotto di un gol. Senza dimenticare il gol stoppato da Rigione sulla linea, ma della porta avversaria. Segnali tangibili che probabilmente qualcuno ce l’ha giurata. Chissà, forse far emergere il “bubbone” del calcioscommesse ha scatenato le ire dei numerosissimi personaggi coinvolti o ancor peggio la tanto acclamata pañolada in diretta televisiva (a proposito, la società sul proprio sito ha ringraziato tutti i tifosi per aver condiviso la posizione societaria e per il sostegno alla squadra durante la gara), potrebbe non aver certo aiutato a portare i fischietti dalla nostra parte.

D’altronde, pañolada o no, arbitraggi a favore negli ultimi anni non ce ne ricordiamo. In campo l’assenza di Pestrin si è sentita soprattutto nella malizia con cui gestire certi episodi, aspetto sul quale il trapanese Giacomo Tedesco ha costruito una carriera, che lo ha visto a lungo calcare i campi della serie A. Cose da non credere. La speranza, ora, si chiama soprattutto Possanzini, che si è confermato elemento di categoria e di carattere e non facciamo riferimento solo al gol, ma anche a quella rincorsa di trenta metri fatta all’ultimo minuto per andare a prendersi uno dei pochi palloni ancora giocabili. A livello tattico, infine, anche certe scelte del mister non hanno convinto pienamente (vedi per esempio Tacchinardi adattato come terzino sinistro, perché non Nizzetto?), ma senza dubbio sono state più digeribili rispetto a quelle arbitrali.

Vedere una società che, pur avendo un vice presidente come consigliere di Lega, subisce un gol a sfavore come quello del pareggio, dopo essersi ritrovata impotente davanti ad una penalizzazione di sei punti per la vicenda scommesse, provoca scoramento e incavolatura. Fatecelo ammettere. Il campionato, tuttavia, non è ancora finito e l’organico per fare un filotto di vittorie contro tutto e tutti la Cremonese ce l’ha. Anche perché, in fin dei conti, cosa c’è di diverso rispetto alle scorse stagioni?



I NUMERI

CREMONESE-TRAPANI 2-4

CREMONESE: Alfonso, Polenghi, Favalli (24’ st Musetti),
Minelli, Rigione, Tacchinardi, Filippini (17’ st Nizzetto), Fietta
(33’ st Riva), Possanzini, Dettori, Le Noci. A disposizione:
Bianchi, Semenzato, Cesar, De Geri. All.: Brevi.

TRAPANI: Castelli, Daì, Sabatino, Priola, Filippi, Tedesco,
Barraco, Caccetta, Abate (34’ st Pirrone), Gambino (38’ st
Mastrolilli) Madonia (46’ st Cianni). A disposizione: Pozzato,
Domicolo, Perrone, Cavallaro. All.: Boscaglia.

ARBITRO: Fabbri di Ravenna.
RETI: 25’ Possanzini, 38’ Tedesco, 15’ st Abate, 19’ st Madonia, 32’ st Le Noci, 43’ st Madonia.
NOTE: spettatori 2500 circa. Ammoniti Tacchinardi, Minelli, Polenghi, Dettori, Rigione, Daì, Sabatino, Abate.

di Matteo Volpi

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