Il “Paganini delle nacchere” infiamma il palco del Ponchielli

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Con il secondo appuntamento, la rassegna “La danza” del Teatro Ponchielli cambia completamente linguaggio coreografico rispetto allo spettacolo d’esordio. Giovedì 1° marzo, alle ore 20.30, sul palcoscenico cremonese si esibisce la Compania de Danza Miguel Angel Berna, protagonista di “Mudèjar… Bailando mi tierra!”. Lo spettacolo, anche questo presentato in “prima italiana”, ha una egia e la coreografia messe a punto da Miguel Ángel Berna, spagnolo di Saragozza e virtuoso di jota, la più celebre espressione del folklore aragonese, nonché creatore di spettacoli di respiro internazionale. Berna possiede una tecnica strepitosa e singolare; i suoi rapidi movimenti, sottolineati dalla velocità fulminea e dalla singolare tecnica con cui suona le nacchere (costruite appositamente per lui), unisce un’eccezionale capacità di modularne le sonorità in ogni più sottile sfumatura. Con l’eleganza delle sue linee, la difficoltà dei suoi passi e la particolare maniera di cantarla, Miguel Ángel Berna, è considerato il “Paganini delle nacchere”.

Il ballerino è affascinante, carismatico, unico. I suoi movimenti catturano, conquistano, rapiscono occhi e cuore, sconvolgendo i sensi. Il travolgente “Mudèjar… Bailando mi tierra!” è un grande spettacolo coreografico di canti e balli che fonde tradizioni e contaminazioni diverse; unisce infatti danze di origine diversa, riunite sotto il segno della contaminazione. Il coreografo concepisce un omaggio danzato all'arte mudéjar, lo stile eclettico che fonde elementi di iconografia cristiana e influenze arabeggianti nella cultura iberica. A partire dal ballo e dallo strumento che conosce meglio di tutti, il flamenco e la nacchera, Berna interpreta in un modo innovativo la tradizione del ballo spagnolo in un senso multiculturale, componendo un quadro danzante fatto di suggestioni provenienti da tutti i popoli e le culture del mondo. Come l’arte Mudéjar, la passionale danza di Berna incorpora la ricchezza di differenti esperienze culturali e le restituisce al pubblico in un mix unico. Mudéjar è ciò che sopravvive, che rinasce, che affascina e conquista.

di Federica Ermete

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