Registro delle opposizioni? E’ solo una presa in giro

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La denuncia di Assoutenti: «Un provvedimento inventato per far contenta l’Ue. In Italia la tutela della privacy è solo utopia»

Pare sostanzialmente fallito il Registro delle opposizioni, nato per poter scegliere di non ricevere chiamate commerciali indesiderate. Si tratta di un registro online, in cui è possibile iscrivere il proprio numero telefonico, in modo che rientri nell'elenco di quelli da non contattare per proporre offerte commerciali. Un sistema che potrebbe essere molto utile... se funzionasse. Invece, da quanto si evince pure dalle segnalazioni di molti lettori del “Piccolo”, che già in precedenza si era occupato della questione, anche chi si è iscritto continua a ricevere numerose chiamate commerciali. Ma la segnalazione arriva anche dalla stessa Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Nel corso un convegno svoltosi nelle scorse settimane, «Tutela del dato nella società dell'informazione», il presidente dell'Autorità, Franco Pizzetti, ha reso noto che «tra marzo e dicembre 2011 abbiamo ricevuto 3.500 segnalazioni di telefonate non desiderate». E tali segnalazioni continuano ad aumentare, giorno dopo giorno. «Nella gente cresce l'irritazione, così come la sensazione di prevaricazione da parte di chi opera nel campo della pubblicità telefonica non richiesta» continua l'Autorità. 


«Motivo per il quale abbiamo adottato dei provvedimenti assai interessanti per cercare di stroncare questo fenomeno». Cosa sta succedendo in realtà? Ce lo spiega l'avvocata Alessia Recupero, operatrice di Assoutenti Cremona. «Tutte le associazioni di tutela dei consumatori sono concordi nel ricordare che l'iscrizione al Registro è una protezione solo parziale contro le chiamate commerciali: essa infatti obbliga a non utilizzare i numeri trovati su pubblici elenchi, come Pagine Bianche, ecc. Tuttavia esistono molti altri elenchi in possesso delle aziende di telemarketing, e questi possono essere liberamente utilizzati. Basta aver fornito in passato il consenso al trattamento dei dati personali, per qualunque tipo di servizio: in questo modo il proprio numero entra in elenchi che esulano da quelli pubblici. Senza contare che spesso le aziende si scambiano o si vendono gli elenchi tra loro, cosa che è decisamente contro la legge». Sotto accusa anche le modalità di iscrizione al registro, che spesso risultano essere tutt'altro che semplici e immediate. «Vi sono differenti modi per iscriversi, ma si tratta di procedure poco agevoli, specialmente per le persone più deboli, in particolare gli anziani» spiega ancora l'avvocato Recupero. «Infatti anche presso i nostri sportelli arrivano molti anziani che non sanno come muoversi.

Ma il sistema è scomodo un po' per tutti, e ciò è testimoniato dal fatto che sono pochi ad utilizzarlo. Ultimo problema, ma non per importanza, è che se anche essendosi iscritto al Registro il consumatore continua a ricevere telefonate commerciali, non ha altri strumenti per contrastare il fenomeno. Si ha quindi l'impressione che questo registro sia stato fatto più a beneficio delle imprese che dei consumatori». Il quadro che emerge, dunque, è quello di una sostanziale presa in giro. Convinzione che si rafforza se si analizzano le motivazioni per cui il registro è stato creato. «La decisione fu presa perché, nel 2010, l'Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, per la scarsa tutela della privacy.

Il Governo aveva allora attivato questa iniziativa, allo scopo di far contenta l'Ue. Il tutto, però, era stato fatto senza neppure consultare le associazioni dei consumatori. La verità è che in Italia la tutela della privacy è solo un'utopia». A ribadire l'inefficacia del servizio sono anche Federconsumatori e Adiusbef, che da tempo denunciano numerose lamentele e segnalazioni da parte della cittadinanza. Secondo le associazioni di consumatori, la procedura presenta fin troppe lacune:« Anzitutto, i cittadini hanno fatto presente che è praticamente impossibile iscriversi al registro nel caso non siano presenti nelle pagine bianche, l’elenco telefonico del nostro paese» sottolineano. «In aggiunta, bisogna anche considerare che le aziende possono aggirare facilmente il divieto di telefonata sfruttando altri elenchi in cui il consumatore è presente e con i quali ha, spesso in maniera inconsapevole, fornito il proprio assenso per queste iniziative commerciali». Insomma, pare delusa la speranza di affidarsi al Registro per evitare una situazione di disturbo.

di Laura Bosio

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