Pm10 ancora alle stelle. Nel dossier di Larsen le soluzioni?

+ 24
+ 21


alt
Nonostante la circolazione a targhe alterne, non scende il livello delle pm10 che ieri, anzi, ha ricominciato a salire notevolmente. Dopo la boccata d’ossigeno dello scorso giovedì 29, in cui il livello si era ritirato sotto i 50 microgrammi per metro cubo, toccando i 33 alla centralina di via Gerre Borghi (il riferimento è sempre alle 24 ore precedenti), da giovedì l’illusione si è subito infranta contro i 105 microgrammi per metrocubo di nuovo raggiunti dalla capannina di via Fatebenefratelli, mentre ieri sono stati raggiunti i 127. Per domenica 4 si prevede un altro blocco delle auto. La circolazione a targhe alterne verrà mantenuta sino all' abbassamento delle polveri. Siamo ancora lontani dalla meta. Che fare? In un dossier redatto recentemente, e diffuso dalla Regione, Bo Richter Larsen, esperto della Commissione europea, ha svolto un'analisi scientificamente motivata riguardo l'origine dell'inquinamento dell'aria in Lombardia. «Le particelle fini e l’ozono sono abbondanti nell’aria che respiriamo e sono importanti per la qualita’ dell’aria - spiega Larsen al principio del documento - ma quali sono le loro sorgenti?». Dallo studio risulterebbe che il trasporto su strada (traffico)sia la piu’ importante sorgente per il particolato primario nella regione Lombardia, e quindi lo scarico dei motori, l’usura di freni e pneumatici e la polvere stradale risospesa. «Le emissioni primarie da trasporto su strada contribuiscono - il dossier - durante l’inverno col 23-26%, in media per tutte le stazioni di misura, alla massa di PM10 (2007), e col 17- 22 % alla massa di PM2.5 (2009). Inoltre, devono essere inclusi i contributi secondari del trasporto su strada che ammontano a un addizionale 20-25%». L’aerosol secondario sarebbe la frazione maggiore del particolato in Lombardia e durante l’inverno contribuisce con il 33-47% alla massa del PM10, mentre «il riscaldamento residenziale a legna e’ la terza sorgente per ordine di importanza durante l’inverno ». L'inverno lombardo, come spiega Larsen, «è caratterizzato da prolungati periodi di bassa temperatura con venti molto deboli e inversione termica delle masse d’aria». Queste condizioni «intrappolano gli inquinanti dell’aria a livello del suolo», dove noi respiriamo, e «rendono l’inverno il periodo dell’anno con di gran lunga le più alte concentrazioni di particolato». Dunque, secondo Larsen, una via d'uscita è la progettazione di strategie d'abbattimento che inevitabilmente intervengano sul trasporto su strada e sulle emissioni gassose dall’industria, dalla produzione di energia, e dalla combustione di gas naturale ». Larsen pone l'accento almeno su due aspetti strategici necessari nelle misure di mitigazione: la lunga durata e la diffusione su scala non locale. «Solo poco puo’ essere guadagnato da misure di mitigazione locale e di breve termine come i blocchi del traffico ad-hoc durante picchi di inquinamento o restrizioni al traffico in zone confinate delle citta’». In sostanza, ciò che serve sono «strategie coordinate di abbattimento su larga scala e a lungo termine». Dunque, conclude Larsen, «L’abbattimento delle emissioni dei trasporti attraverso il rinnovo del parco veicoli (Euro 5 per veicoli leggeri, Euro 6 per quelli pesanti) e’ essenziale, ma può non essere sufficiente per ridurre l’inquinamento da particolato sotto i limiti per il PM10», tenendo presente che «con le tecnologie di trattamento degli scarichi disponibili oggi, una riduzione delle emissioni di particolato e’ accompagnata da un aumento delle emissioni di NOx, che a sua volta implica un aumento vertiginoso delle concentrazioni di particelle secondarie in atmosfera».

di Michele Scolari
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Segnala questo articolo su