Case popolari, 46% agli immigrati

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Gli uffici comunali hanno reso nota la graduatoria definitiva del bando di assegnazione degli alloggi popolari. Il dato che emerge subito è che a beneficiare del 46%delle case assegnate dal Comune entro il 2012 saranno residenti immigrati. Basti dire che, nelle prime 30 posizioni, se ne contano 14 e che, se si prende in considerazione un numero più ampio, i primi 50 posti ad esempio, si può rilevare come i residenti di origine straniera siano 23. Va detto che chi è più sicuro di ottenere una abitazione è proprio chi è collocato nei primi 30. Il problema, infatti, è sempre il solito: le domande di alloggi ad affitto calmierato non fanno che aumentare, mentre, di contro, il numero degli stessi alloggi non aumenta. D'altra parte, sono state ben 540 le richieste presentate nei mesi scorsi, per la maggior parte un aggiornamento di domande già presentate, dal momento che la loro validità è triennale. Una quantità decisamente insostenibile per un ente locale che, a causa di questa crisi, deve fare sempre di più i conti con una situazione di emergenza sociale, che ormai è arrivata a coinvolgere anche il cosiddetto ceto medio.

Sarà difficile, insomma, riuscire a soddisfare più del 10% delle richieste. L'anno scorso, gli alloggi assegnati sono stati all'incirca una quarantina, un numero considerato decisamente sopra la media dall'assessore ai Servizi alla famiglia e alla persona, Luciano Capetti. Questo la dice lunga sul numero di richieste che potranno essere soddisfatte. Eppure il patrimonio totale di appartamenti a disposizione non è esiguo: si tratta di 870 alloggi, in cui sono compresi non solo quelli di proprietà del Comune ma anche quelli dell'Aler, l'Azienda lombarda di edilizia residenziale. Ed è proprio l'Aler che, a detta sempre dell'assessore Capetti, sta complicando non poco la vita al Comune. «Una parte degli alloggi sarebbe anche a disposizione ma ha bisogno di essere ristrutturata e i lavori di manutenzione, a carico dell'azienda, procedono troppo a rilento. È ormai più di un mese che ho chiesto un incontro con la dirigenza dell'Aler ma non ho ricevuto ancora alcuna risposta in merito». Per quanto riguarda l'assegnazione degli alloggi a un gran numero di immigrati, l'assessore è sempre stato chiaro: «Ci sono delle normative regionali molto precise al riguardo, a cui non si può trasgredire.

Quando una persona è in regola, dal punto di vista legale, e presenta tutte le condizioni per poter fare domanda di alloggio, il Comune non può fare alcuna differenza». Non la pensa così la Lega Nord. O meglio, è consapevole delle norme esistenti, tant'è vero che, finché è rimasta nella giunta Bruttomesso, non ha potuto fare in modo diverso che accettare l'esistente, ma ora, anche in vista delle elezioni, tramite il segretario cittadino, Walter Longhino, si sente libera di esprimere chiaramente il proprio malumore: «Sarebbe utile inserire qualche paletto, per favorire i cittadini cremaschi. Mi sembra che sia un discorso di buon senso e che, dopo tutto, sia anche una questione di diritto dare la precedenza a chi risiede a Crema da più tempo. La Regione si è espressa in un certo modo, ma l'impegno della Lega è sempre stato e rimane quello di privilegiare i nostri e si batterà per questo scopo».

di Gionata Agisti

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