Paullese, mancano i soldi per il ponte

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Incredibile, ma vero. Ma sembra che le risorse scarseggino anche per il tratto milanese. E’ allarme
Non ci sono i soldi per il nuovo ponte della Paullese a Spino d’Adda. Di questo si è parlato la settimana scorsa nella riunione convocata dal sindaco di Spino d'Adda, Paolo Riccaboni, in qualità di presidente dei Comuni dell'asta della Paullese, a cui hanno partecipato i sindaci del Cremasco e del Lodigiano e l'amministrazione provinciale, nelle persone del presidente Massimiliano Salini e del suo assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Fontanella, per fare il punto della situazione sulle risorse economiche che ancora mancano per completare il raddoppio della ex statale, per quanto riguarda il suo tratto cremonese. All'incontro, erano presenti anche l'assessore regionale del PdL, Gianni Rossoni, il consigliere regionale del Pd, Agostino Alloni e, sempre per il Pd, la senatrice Cinzia Fontana. «Un tavolo all'insegna della trasversalità » come tiene a rimarcare il sindaco Riccaboni, «dal momento che la Paullese richiede unità d'intenti, in un interesse squisitamente generale». Dopo una prima parte, dedicata alla sintesi dei passi fin qui svolti, di cui il risultato fondamentale risale al 15 novembre scorso, con lo sblocco dei finanziamenti necessari a completare il secondo lotto, da Dovera a Spino, la discussione si è concentrata sul nodo ancora irrisolto del ponte e del secondo stralcio del secondo lotto di Milano. Le due opere sono collegate, dal momento che ad avere l'onere di procurare i soldi per il rifacimento del ponte è proprio la Provincia milanese.

Di questo aspetto cruciale se ne riparlerà in modo più approfondito in un'altra riunione, a marzo o aprile. Nel frattempo, si è cercato di individuare le strade possibili, per aiutare i “cugini” dell'altra parte del fiume a recuperare questi soldi. Il problema, infatti, è che la prima soluzione avanzata da Milano prevedeva l'utilizzo degli eventuali ribassi d'asta sulle infrastrutture di raccordo alla Paullese e un contributo della Tem, ma su questo versante sembrano sorte delle difficoltà. «Un'alternativa» ci spiega Riccaboni, «potrebbe essere quella di rivedere il progetto e, di conseguenza, i costi dell'opera, che attualmente si aggirano attorno ai 20 milioni di euro, cercando anche di coinvolgere il governo centrale, che finora non ha messo un euro. Ci sono anche dei finanziamenti europei a disposizione ma, per accedervi, occorre l'accordo fra le due Province». Intanto, da Milano, c'è chi considera con allarme lo stallo in cui sono incorsi i lavori dalla rotonda di Zelo fino al ponte sull'Adda. «In merito ai fondi per il completamento del secondo lotto» interviene Massimo Gatti, consigliere provinciale di Un'altra Provincia Prc-Pdci, «l’assessore provinciale ai Trasporti, Giovanni De Nicola, ci deve spiegare come farà la società Tem a garantire la quota a suo carico, di 21 milioni di euro, dal momento che oggi la società non sa nemmeno dove trovare il 95% dei fondi, che le occorrono per realizzare la stessa Tangenziale Est esterna. Per colmare un ritardo ingiustificabile – la fine dei lavori del primo lotto era prevista per l'ottobre scorso -, Stato, Regione e Provincia devono garantire risorse economiche e non tagli continui. Aspetteremo l’assessore al varco del prossimo settembre, visto che lui stesso ha indicato questa data come quella della conclusione dei lavori del primo lotto. Il territorio ha bisogno di una Paullese sicura e di una metropolitana che si materializzi».

Comunque, a partire da lunedì, verrà chiuso anche l'ultimo tratto della Paullese che ancora mancava all'appello: quel chilometro che, da Vaiano Cremasco, porta fino all'incrocio della Madonna delle Assi, a Monte. Lo stesso giorno, sarà aperta la strada di servizio. La situazione durerà almeno fino all'estate.

di Gionata Agisti

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