Tegole e coperture per ogni edificio

+ 100
+ 94


Una corretta ciomentazione del tetto per garantire il risparmio energetico all'abitazione
Sciegliere i giusti materiali per il rivestimento del tetto permette di creare il migliore isolamento termico e di risparmiare, di conseguenza, anche sui consumi, grazie alle proprietà isolanti della copertura installata. Individuare il giusto materiale, dunque, si rivela particolarmente importante per sfruttare al massimo le potenzialità della propria abitazione e renderla il più possibile efficiente, anche in relazione all'ambiente nel quale essa è inserita. La principale distinzione che occorre effettuare è tra copertura realizzata con tegole o con pannelli, ma anche all'interno della prima categoria la scelta è ampia e variegata. Le più conosciute e diffuse sono le tegole in cotto o laterizio, cioè costituite da argilla. Leggere e facilmente lavorabili, le tegole in argilla sono particolarmente adatte nelle zone con un clima mite e non particolarmente piovoso.

Questo perché, assorbendo acqua fino al 20% del loro peso, tendono a favorire possibili infiltrazioni interstiziali che nei mesi gelidi possono causare fenomeni di rigonfiamento dovuti al gelo dell’acqua, dannosi per il tetto stesso. Nelle zone fredde e montane, al contrario, è preferibile utilizzare la tegola in cemento, costruita a partire dagli anni sessanta, che assorbe fino al 2% del proprio peso, annullando di fatto la possibilità della gelività dell’elemento. In linea generale, i fattori da tenere in considerazione per la scelta del tipo di tegola o di copertura sono la zona geografica e le relative condizioni climatiche, l'inclinazione della falda, il peso della struttura, la destinazione d'uso dell'edificio e infine l'elemento estetico. Per una realizzazione ancora più efficace, occorre inoltre valutare la coibentazione del tetto. L’isolamento termoacustico del sottotetto permette di creare ambienti confortevoli abitabili sfruttando lo spazio tra le travi portanti del sottotetto. In particolare, l’isolamento di sottotetti non utilizzati e non abitabili ha lo scopo di ridurre al minimo le dispersioni termiche del tetto.

La coibentazione può avvenire secondo diverse modalità, in base alle caratteristiche proprie dell'edificio. La copertura a falde inclinatesi adatta a sottotetti abitabili: l'isolante (polistirene espanso o poliuretano) viene applicato direttamente sulla struttura delle falde del tetto (che può essere in listelli di legno, ferro, o travetti prefabbricati). La copertura a falde inclinate è invece indicata per un sottotetto non abitabile: il sistema consiste nella posa in opera "a secco", sull'esterno della soletta pulita, di uno strato di barriera al vapore, costituita da fogli di polietilene.

Successivamente è collocato lo strato isolante, senza alcuna protezione superiore. In alternativa, è possibile optare per una copertura piana con isolante interno: l'intervento prevede la coibentazione del solaio dall'interno tramite la posa in opera di pannelli isolanti, in genere già finiti e solo da tinteggiare, da incollare sull'intradosso della soletta. In altri casi si utilizza un pacchetto costituito da componente isolante e gesso rivestito con alluminio. E' disponibile, inoltre, la copertura piana con isolante esterno: l'intervento prevede l'applicazione al di sopra della struttura esistente di un nuovo strato isolante, di un nuovo manto impermeabile e, infine, di una protezione del manto stesso (che può essere in ghiaia ed argilla espansa se il manto non è praticabile, oppure pavimentazione se è praticabile). L'isolante impiegato deve essere impermeabile all'acqua, avere un basso coefficiente di dilatazione al calore e una buona resistenza meccanica. Possono essere impiegati isolanti quali polistirene estruso e vetro cellulare.

Segnala questo articolo su