Il film di Almodovar sul palco a teatro

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In scena martedì sera “Tutto sua mia madre” per la rassegna DiversaMente
Martedì 6 marzo alle 20.30, la stagione di prosa del Teatro Ponchielli propone uno spettacolo del cartellone “DiversaMente”. Fondazione Teatro Due e Teatro Stabile del Veneto portano in scena “Tutto su mia madre”, di Samuel Adamson e con la regia di Leo Muscato. Lo spettacolo è tratto dall’omonimo film capolavoro, scritto e diretto da Pedro Almodóvar nel 1999 ed è una dedica “a tutte le attrici che hanno interpretato delle attrici, a tutte le donne che recitano e a tutte le persone che vogliono essere madre”. Tre uomini per rappresentare un universo tutto al femminile in cui, anche gli uomini, sono donne, almeno a metà.

Donne che ruotano intorno a due transessuali: Agrado e Lola. Sette esistenze segnate dal continuo intrecciarsi di due spinte: Eros e Thanatos, che caratterizzano le scelte individuali e l’incontro con l’altro. Agli estremi della narrazione due Esteben, entrambi figli di quel primo Esteban, che poi divenne Lola: uno muore all’inizio, l’altro alla fine si salva. Il regista Muscato ha espresso la sua opinione sull’opera originale di Almodòvar dicendo: «Si parla di maternità, paternità, omosessualità, uomini che diventano donne, padri che diventano madri. Si parla fortemente di teatro, cinema e scrittura; di malattia, di droga, aids, di trapianti, donazione di organi, d’amore e di morte. Un dolore di fondo, filtrato da una visione ironica dell’esistenza stessa. L’incrocio di questi temi sarebbe potuto diventare un guazzabuglio senza pari. Nelle mani di Almodóvar, invece, ogni cosa si concatena perfettamente, nella vita di tutti quei personaggi che Manuela, la protagonista, incontra nel suo viaggio».

Quello che emerge è un modello di famiglia anticonvenzionale, in cui l’unica cosa che conta e l’amore che si è in grado di dare a un’anima innocente. E’ il trionfo dei grandi sentimenti, basterebbe poco per scivolare nel “melodrammatico”, ma a fare da paracadute ci sono il gioco, la leggerezza, l’ironia e il ritmo serratissimo. L’elemento dominante nell’adattamento di Adamson è la metateatralità, grande omaggio al teatro e all’arte degli attori. Sulla scena, oltre ad Alberto Onofrietti, Alberto Fasoli, Alvia Reale e Paola Di Meglio, anche Elisabetta Pozzi nei panni di un'intensa Manuela ed Eva Robins nei panni di Agrado.

di Federica Ermete

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