Evasione fiscale, anche due cremonesi nella rete delle Fiamme Gialle di Sondrio

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Operazione “car wash”- Ci sono anche due cremonesi tra gli 11 arrestati dalla Guardia di Finanza di Sondrio per un giro di fatture false per oltre 400 milioni di euro, che ha comportato un'evasione, in termini di imposte dovute, superiore agli 80 milioni di euro. L'operazione, denominata "CarWash", che ha impegnato oltre 200 finanzieri nel centro-nord Italia, ha consentito di colpire il cuore dell'organizzazione, giungndo al sequestro preventivo per "equivalente" di 8 immobili residenziali (tra cui una lussuosa villa con piscina), un capannone industriale di oltre 2.000 mq per un valore complessivo di circa 3.300.000 euro; piú di 50 autovetture di lusso tra cui Porsche, Jaguar, BMW, Land Rover per un valore complessivo stimato di circa 3.000.000 di euro, nonch‚ conti correnti, titoli e preziosi per un valore ancora in via di definizione ed allo stato pari a 1.000.000 euro. 

In tutto sono 83 le persone denunciate, 11 gli arrestati (8 persone sono finite in carcere e 3 domiciliari). Due di queste in provincia di Cremona. Si tratta di F. C., un 42enne residente nel Cremasco ma originario di Milano e V. G., pizzighettonese del '44 e residente nel Lodigiano Il sodalizio era architettato su due distinti livelli: il primo composto da tre concessionari, operanti nelle province di Lodi, Treviso e Mantova, all’apparenza regolari ma gestiti da altrettanti imprenditori in grado di finanziare l'intero meccanismo di frode, nonché di immettere le autovetture sul mercato lecito. Il secondo, costituito da 16 società tecnicamente qualificabili come "cartiere" o "filtri", il cui unico scopo era quello di interporsi nell'acquisto degli autoveicoli destinati ai concessionari del gruppo per poter frodare l'Iva dovuta allo Stato, oppure di inserirsi a loro volta tra i concessionari ed altre cartiere rendendo ancora più intricata la "rete". Tutto per smistare, incanalare e cancellare il più possibile le tracce in una complessa rete di società. Le cartiere hanno sistematicamente omesso di adempiere a qualsivoglia obbligo dichiarativo e di versamento. Gli autoveicoli non venivano movimentati fisicamente in corrispondenza dei passaggi "fatturati", ma gli stessi venivano spostati direttamente dal fornitore iniziale, sia italiano sia estero, al concessionario finale. 


mi.sco.

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