Casalmaggiore - Dall’Africa alla cittadinanza italiana, è boom

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Tunisia, Marocco, Ghana e Nigeria: i "nuovi" italiani che hanno ottenuto la cittadinanza a Casalmaggiore nel corso del 2011 hanno per la maggior parte radici in questi paesi africani. Delle ottantanove cittadinanze italiane concesse presso il municipio maggiorino lo scorso anno, un'importante fetta è spettata quindi ad extracomunitari con legami (di provenienza, o di origini familiari) col continente nero, nel cuore del Maghreb soprattutto. E gli otto procedimenti già accolti nel 2012 confermano il trend - basti pensare al recente caso di Eseosa Desalu, nigeriano ma nativo e da sempre residente in Italia -, anche se denotano un calo rispetto all'ammontare numerico dei mesi precedenti: mantenendo questa media, si arriverebbe a dicembre con una cinquantina di cittadinanze concesse.

Molte meno rispetto al boom del 2011: dati alla mano, l'impennata dello scorso anno solare è quantificabile nel 107% in più rispetto al 2010, quando gli atti di cittadinanza (fra giuramenti ed attestazioni) avevano pareggiato quelli del 2008: 43 in tutto. Certo, se si guarda alla nuda percentuale, l'incremento maggiore dell'ultimo decennio è stato registrato fra il 2002 e il 2003, ma con numeri meno significativi: all'epoca si passò da una sola concessione a tre, ovvero il 200% in più. Ben diversa invece l'entità dei degli 89 "nuovi" italiani dell'anno scorso, che rappresentano di fatto l'attuale melting pot casalasco, mai così evidente nell'ultimo decennio. In dodici mesi sono infatti state concesse addirittura più cittadinanze che in tutto il settennato 2001-2007. Segno che i reduci delle prime grandi ondate migratorie dal nord Africa hanno ormai una residenza e un lavoro fisso nel nostro comprensorio.

Questo dicono le credenziali necessarie agli stranieri per richiedere la cittadinanza italiana: residenza anagrafica e legale (quindi con regolare permesso di soggiorno) da almeno dieci anni in Italia per gli extracomunitari, da almeno cinque per gli apolidi e da almeno quattro per i comunitari. Criteri ai quali si aggiunge, ovviamente, il possesso di una fedina penale pulita. Esistono poi procedure, come quella relativa a Eseosa Desalu, di stranieri che fanno domanda di riconoscimento della nazionalità italiana in quanto nati in Italia ed ivi residenti (anagraficamente e legalmente) senza interruzioni fino alla maggiore età. Altra casistica diffusa nel casalasco riguarda i cittadini stranieri coniugati con italiani. Se infatti uno dei due coniugi è italiano, l'altro (moglie o marito, straniero o apolide) può richiere la nazionalità italiana se residente legalmente in Italia da almeno due anni dalla celebrazione del matrimonio: una volta concessa la cittadinanza, per automatismo diventano italiani anche gli eventuali figli a carico, purchè da sempre residenti con i genitori. In realtà, per la maggior parte dei casi sopraccitati l'iter burocratico non è dei più snelli: dalla presentazione dell'istanza in Prefettura a Cremona, al riconoscimento della cittadinanza in municipio a Casalmaggiore, nell'eventualità peggiore possono passare anche tre anni d'attesa. Dall'indeterminatezza dei tempi, alla certezza pecuniaria: per tutti gli stranieri con le carte in regola per diventare italiani, la sola richiesta della cittadinanza comporta una spesa di 200 euro. Sull'unghia.

di Simone Arrighi

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