Lega: «Ora dobbiamo tornare nelle piazze»

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Il segretario provinciale Simone Bossi: «Abbiamo mandato giù tanti rospi. Questa giunta sta facendo delle scelte inaccettabili» . Dopo l’espulsione dei due assessori Alquati e De Micheli e l’uscita dalla maggioranza, “nuova era” per il Carroccio cremonese

L'espulsione, da parte della Lega, degli assessori Jane Alquati e Claudio De Micheli, decisa lo scorso lunedì, si colloca in un periodo particolare per il partito: la scelta di passare all’opposizione in Consiglio comunale si è accompagnata a diversi casi di “fughe” di consiglieri comunali. Una situazione fluida, forse di transizione. Ne abbiamo parlato con il segretario provinciale, Simone Bossi. Per cominciare le chiedo un commento sulla decisione di espellere dal partito i due assessori comunali. «Di fatto, sono stati loro stessi ad aver deciso di uscire dal partito: quando il movimento ha deciso di passare all'opposizione, loro hanno scelto di restare in maggioranza. A questo punto sarebbe stato un controsenso essere tra la minoranza e avere due assessori al governo della città». Ripercorriamo le tappe di questa vicenda... «Il commissario Volpi, voluto dalla segreteria nazionale, aveva condiviso una determinata linea politica durante un incontro fatto ad hoc, durante il quale, peraltro, i due assessori non avevano obiettato nulla. Si era quindi deciso per un'azione dimostrativa nei confronti del sindaco. A fronte di questo, tuttavia, De Micheli e Alquati hanno voluto partecipare ugualmente al consiglio comunale, non ottemperando le decisioni del partito. Quando poi il sindaco Perri li ha messi con le spalle al muro, chiedendo loro di scegliere la Giunta o la Lega, loro hanno scelto di restare in Giunta».

Ora il partito è passato all'opposizione: inizia una nuova era per la Lega?

«Sì, dobbiamo ripartire da zero. C'è la necessità di tornare nelle piazze e parlare con la gente. E' qualcosa che quando sei parte di una maggioranza non puoi fare, in quanto devi rispettare la coalizione. Abbiamo mandato giù tanti rospi, in questi due anni e mezzo di governo della città, cercando di rispettare le promesse elettorali con le quali
eravamo stati eletti, lottando internamente alla maggioranza, ma a quanto pare questa Giunta voleva qualcosa di diverso. Ora torniamo a protestare tra la gente». Oltre agli assessori, avevate chiesto anche agli altri leghisti impegnati in cariche pubbliche di fare un passo indietro.

Come è andata?
«Due di questi, Ferrari e Guarneri, hanno detto che preferiscono portare a termine il mandato, mentre Grassani ha rimesso il suo mandato come da noi richiesto, anche se poi il sindaco gli ha chiesto di restare. Del resto non potevamo insistere più di tanto, in quanto i primi due sono solo sostenitori del movimento, non militanti». In questi mesi molti consiglieri della Lega se ne sono andati, e questo fa pensare che nel vostro partito vi sia un po' troppa rigidità... «Non si tratta di rigidità: in qualunque partito bisogna rispettare le richieste del direttivo e non fare di testa propria. Poi se ci sono problemi se ne può discutere nelle appropriate sedi politiche. Emblematica è la vicenda di Michele Ceresa: egli se ne è andato dal partito dopo avere espresso opinioni contrastanti alle nostre sulla vicenda Pasquali. Una vicenda che poi, alla fine, si è risolta esattamente come chiedevamo noi, ossia con le dimissioni dell'ormai ex presidente di Lgh. Mi chiedo cosa è cambiato in questi sette mesi, visto che prima c'era una strenua opposizione rispetto alla nostra richiesta di mandar via Pasquali e ora si è proceduto secondo le nostre indicazioni».

Come vi muoverete adesso, stando all’opposizione?

«Continueremo a portare avanti le battaglie che già avevamo esplicitato nell'ambito della campagna elettorale. Questa Giunta sta facendo delle scelte inaccettabli. Non si può pensare, in un momento di crisi come questo, di incrementare l'Irpef, mettendo le mani in tasca ai pensionati e a chi prende uno stipendio di mille euro al mese. Gli amministratori dovrebbero invece decidersi a tagliare le spese inutili e a risparmiare. Ora ci auguriamo, come minoranza, di ottenere quello che quando eravamo in maggioranza ci è stato negato. Del resto il sindaco deve stare attento a come si muove: non può più fare affidamento come prima sui numeri, visto che i consiglieri che lo sostengono sono diminuiti, e non è detto che il Gruppo misto voti sempre a suo favore».

La perdita di militanti che la Lega ha subito in questi mesi avrà delle conseguenze?

«Credo di no: abbiamo già decine di sostenitori, tutti giovani, che premono per diventare militanti. Con il commissariamento in corso le nuove tessere sono bloccate, ma presto riapriremo le militanze, e avremo nuova linfa». Il presidente del consiglio regionale, Davide Boni, leghista, è indagato per corruzione. Come commenta la vicenda?
«Secondo me ne è stato costruito un caso mediatico ad hoc. Questo mi fa pensare, visto che negli ultimi mesi i consensi della Lega sono cresciuti di due punti percentuali e siamo vicini alle elezioni. In ogni caso è una vicenda di cui mi dispiaccio, e che spero sia risolta al più presto».

di Laura Bosio

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